Fine settembre, il giardino si svuota, le aiuole estive perdono vigore e le api girano a vuoto. Eppure proprio in questo periodo si accende un angolo di azzurro, rosa e viola, popolato di insetti: quello degli astri, detti anche settembrini. Questa perenne che nutre gli insetti fino alla fine dell’estate non richiede molte cure, ma ripaga alcuni gesti precisi con settimane di fiori in più.
Perché piantare astri per prolungare la fioritura autunnale
L’astro è tra le poche perenni che fioriscono nel pieno dello splendore quando la maggior parte delle altre piante ha terminato. A seconda delle varietà, la fioritura va da settembre a novembre, talvolta già da agosto per le più precoci. I capolini a forma di margherita, semplici o semidoppi, offrono una gamma che va dal bianco al viola intenso, passando per il rosa vivace.
Per il giardino, è anche una questione di vita. In una stagione in cui il nettare scarseggia, gli astri nutrono api, bombi, sirfidi e farfalle appena prima dell’inverno. Un’unica aiuola ben fiorita può diventare una delle ultime dispense del quartiere.
I gesti chiave per far durare la fioritura
Ecco la risposta diretta: sono cinque abitudini che fanno la differenza tra astri che si spengono in tre settimane e cespi ancora fioriti a inizio novembre.
- Eliminare i fiori appassiti man mano, con le forbici o tra due dita, per favorire la formazione di nuovi boccioli.
- Accorciare di metà gli steli delle varietà alte tra fine maggio e giugno: la pianta si ramifica, resta compatta e fiorisce più a lungo, a ondate successive.
- Posizionare il tutore già in primavera, prima che gli steli diventino pesanti, per evitare che si piegano sotto la pioggia.
- Mantenere il terreno leggermente umido con annaffiature regolari nei periodi secchi, quando i primi centimetri di substrato sono asciutti, e con una pacciamatura di 5 cm.
- Dividere i cespi ogni due o tre anni per ridare vigore alla pianta.
Questi gesti sono complementari. Se dovessi ricordarne uno solo, sarebbe l’eliminazione dei fiori appassiti, perché agisce direttamente durante la fioritura.
Scegliere le varietà giuste per fiorire da settembre a novembre
Il segreto di una stagione lunga è mescolare più specie. L’astro di Nuova Inghilterra fiorisce a pieno regime, l’astro di Nuovo Belgio prende il testimone e alcuni astri più rustici o più tardivi completano il lavoro. Questo scaglionamento spesso raddoppia la durata complessiva.
| Varietà | Tipo | Altezza | Fioritura |
|---|---|---|---|
| ‘Purple Dome’ | Nuova Inghilterra, nana, viola | 45 a 60 cm | Da settembre a ottobre |
| ‘Alma Pötschke’ | Nuova Inghilterra, alta, rosa vivace | Circa 100 cm | Da settembre a ottobre |
| ‘Marie Ballard’ | Nuovo Belgio, alta, azzurro chiaro | Circa 100 cm | Da settembre a ottobre |
| ‘Mönch’ (frikartii) | Ibrido, lavanda azzurro | 70 a 80 cm | Da luglio a ottobre |
| ‘Ezo Murasaki’ (ageratoides) | Tardiva, viola | 60 a 80 cm | Da ottobre a novembre |
Varietà nane: bordure e vasi
Le varietà nane, intorno a 30–50 cm, non richiedono tutore. Formano cuscini densi, perfetti in bordura o in fioriera su un terrazzo. In vaso necessitano di annaffiature più frequenti, perché il substrato si asciuga rapidamente.
Varietà alte: aiuole e tutoraggio
Le varietà alte superano facilmente il metro e danno volume a un’aiuola. Collocatele al centro o sul fondo, con un tutore a cerchio o un supporto a griglia posto in primavera. La cimatura di giugno limita anche la rottura e l’allettamento degli steli.
Piantare e sistemare gli astri: posizione, terreno, annaffiatura
La messa a dimora si fa idealmente in primavera o all’inizio dell’autunno, lasciando 40–60 cm tra una pianta e l’altra. Gli astri amano il pieno sole e tollerano la mezz’ombra luminosa, a costo però di una fioritura meno fitta. Un terreno drenato, fresco e piuttosto ricco è preferibile a una terra pesante che resta intrisa d’acqua in inverno.
Quanto all’annaffiatura, puntate a un terreno mai secco in profondità: meglio un’annaffiatura abbondante una volta a settimana che piccole dosi quotidiane. Una buona pacciamatura di compost o di foglie trinciate mantiene l’umidità e riduce le annaffiature. La siccità indebolisce i cespi e favorisce l’oidio, quella patina bianca che compare sulle foglie a fine estate. Arieggiare i cespi ed evitare di bagnare il fogliame aiuta a prevenirlo. Durante estate e autunno, concimate con un concime liquido per piante da fiore ogni 10–12 giorni, riducendo progressivamente le dosi con l’avanzare della stagione.
Cimare a giugno: il gesto che distribuisce la fioritura
Accorciate di metà gli steli delle varietà alte tra fine maggio e giugno, una sola volta. I fiori arrivano circa due settimane dopo, su piante più compatte. Se cimate solo metà di un’aiuola, otterrete due picchi di fioritura invece di uno.
Dividere e preparare l’inverno: garantire la fioritura dell’anno successivo
Dopo due o tre anni, il centro dei cespi si dirada e i fiori diminuiscono. È il segnale che bisogna dividere i cespi, preferibilmente a marzo-aprile. Estraete la zolla, separate i giovani germogli periferici con una vanga e ripiantateli in un terreno arricchito di compost. La parte centrale invecchiata va al compost.
In vista dell’inverno, meglio seguire il consiglio di aspettare prima di pulire il giardino in primavera piuttosto che precipitarsi con le forbici. Gli steli secchi ospitano insetti e, come per chi sceglie di conservare i semi dei fiori fino all’inverno, i semi nutrono gli uccelli. Quando la fioritura è terminata e la parte aerea inizia a seccare, si possono recidere gli steli alla base oppure, per le specie semiarbustive, lasciarli a circa 15 cm dal terreno. Questa operazione prepara la pianta al riposo invernale e alla ripresa successiva.
Il calendario in breve
Marzo-aprile: divisione, messa a dimora, posa dei tutori. Maggio-giugno: cimatura delle varietà alte. Luglio-agosto: annaffiatura e pacciamatura in caso di caldo. Settembre-novembre: eliminazione dei fiori appassiti e controllo dell’oidio. Fine fioritura: recisione degli steli alla base o a circa 15 cm per le specie semiarbustive, quando la parte aerea secca. Inverno: steli lasciati in posa finché la parte aerea è secca.
Associare gli astri ad altre piante per un giardino vivo e melliflo
Gli astri si abbinano bene alle graminacee (miscanto, pennisetum) che in autunno assumono toni dorati, ma anche a sedum, rudbeckie e anemoni giapponesi. Questo mix prolunga il periodo del nettare e crea un insieme dinamico, che si muove al minimo vento.
Per gli impollinatori, meglio privilegiare i fiori semplici, il cui centro resta accessibile, piuttosto che le forme molto doppie. Una pianta nettarifera ben esposta attira in una sola mattinata api e farfalle. E se lasciate qualche angolo non falciato ai piedi dei cespi, offrite in più un riparo per svernare.






