Quel mucchio di foglie in fondo al giardino potrebbe sembrarti un angolo da ripulire prima delle feste. Se dentro c’è un riccio, però, quel colpo di rastrello può costargli la vita. Durante il letargo l’animale ha solo il suo nido per affrontare il freddo, e non ha modo di fuggire se il nido viene distrutto.
Perché il rifugio di un riccio che sverna nel tuo giardino è vitale
Il riccio europeo va in letargo generalmente da novembre a marzo, a seconda del clima della tua zona. In questo periodo la temperatura corporea scende di parecchi gradi e il battito cardiaco rallenta sensibilmente. Vive consumando le riserve di grasso accumulate durante l’autunno, senza mangiare per settimane.
In questo contesto il nido è la sua unica difesa. Costruito con foglie secche, erba essiccata e rametti, lo isola dal freddo, dal vento e dall’umidità. Spesso si trova nascosto sotto una siepe fitta, una catasta di legna o un ammasso di rami.
Il vero pericolo è il risveglio forzato. Ogni volta che il riccio viene disturbato esce dal torpore, e così consuma una parte importante delle sue riserve. Un animale che si sveglia troppe volte può non arrivare alla primavera. I piccoli nati tardi nella stagione sono i più fragili: devono raggiungere un peso adeguato prima dell’inverno per avere una possibilità di sopravvivenza.
C’è poi una questione legale. Il riccio è una specie tutelata dalla legge n. 157/1992, che protegge la fauna selvatica omeoterma: non è consentito ucciderlo, catturarlo o distruggere volontariamente il suo rifugio. Il giardiniere ci guadagna anche in termini pratici, perché il riccio si nutre di lumache, lombrichi e insetti, contribuendo alla biodiversità del giardino.
Il riflesso giusto se sospetti la presenza di un nido
Non sollevare nulla e non guardarci dentro. Lascia il mucchio di foglie o di legna così com’è fino alla fine dell’inverno, e limitati a individuarne la posizione per aggirarlo durante i lavori.
I pericoli per il riccio in inverno: cosa non toccare
La maggior parte degli incidenti nasce da gesti comuni, compiuti senza sapere che un animale dorme sotto. Il falò dei residui vegetali è il caso più drammatico: un riccio addormentato non riesce a fuggire dal fuoco. Se devi bruciare, sposta il mucchio a mano il giorno prima, oppure evita il fuoco e trita o compostta i residui altrove.
Anche la potatura delle siepi e il decespugliamento invernali minacciano i nidi installati alla base dei cespugli. Il tosaerba e il decespugliatore sono più pericolosi in primavera e in autunno, quando l’animale è attivo o si è appena svegliato. Prima di usare l’attrezzo, batti il terreno e controlla le zone con erba alta.
Altre trappole sono meno evidenti. Il compost che si rivolta con la forca può nascondere un nido caldo, molto attraente all’inizio dell’inverno. Le piscine e i laghetti con bordi ripidi causano annegamenti: una rampa nel laghetto per salvare ricci e rane permette all’animale di uscire. I granuli antilumache, infine, avvelenano il riccio che mangia lumache contaminate.
Mini-calendario dei gesti da adottare
| Periodo | Cosa fare | Cosa evitare |
|---|---|---|
| Settembre e ottobre | Conservare un angolo selvatico, installare il rifugio, lasciare le foglie secche in cumuli | Potature drastiche, antilumache chimici |
| Da novembre a febbraio | Non spostare nulla, osservare da lontano | Aprire il rifugio, bruciare, spostare la catasta di legna |
| Marzo e aprile | Aspettare il bel tempo prima di ripulire, lasciare un punto d’acqua | Tosare senza ispezionare, decespugliare in fretta |
Preservare e allestire un rifugio: posizione, materiali, buone pratiche
Riconoscere e lasciare al suo posto un rifugio naturale (mucchio di foglie, legna, siepe)
Un rifugio naturale non ha nulla di speciale: un cumulo di foglie alla base di una siepe, una pila di ceppi in un angolo, un groviglio di rami sotto un arbusto. È proprio questo disordine apparente a renderlo efficace. Conserva in un angolo del giardino un mucchio di legna o di foglie che non toccherai per tutto l’inverno.
Anche la siepe merita attenzione. Una siepe varia e fitta offre copertura, cibo e passaggi. Pensa a lasciare un’apertura di circa 13 cm in recinzioni o muretti, perché i ricci hanno bisogno di spostarsi tra i giardini, percorrendo ogni notte diverse centinaia di metri grazie a questi corridoi.
Installare o costruire un rifugio per ricci
Se il giardino ha poche cavità, installa un rifugio in autunno, preferibilmente prima di novembre, scegliendo con cura dove collocare un rifugio per ricci perché venga adottato. Scegli un luogo tranquillo, riparato dal vento dominante e dalla pioggia, lontano dai percorsi di passaggio, ad esempio sotto una siepe o contro una catasta di legna. Orienta l’ingresso del rifugio in direzione opposta al vento.
Ecco i parametri da rispettare:
- un volume interno di circa 40 x 40 cm, per un’altezza di 25 a 30 cm;
- un ingresso di 10 a 13 cm di lato, preferibilmente prolungato da un piccolo tunnel che blocchi il vento;
- materiali naturali e non trattati: legno grezzo, tegole, pietre;
- un tetto impermeabile ricoperto di terra, foglie o rami per isolarlo;
- una scorta di foglie secche e fieno lasciata accanto, che l’animale porterà dentro da solo.
Una volta installato il rifugio, non aprirlo più durante l’inverno. La pulizia, se necessaria, va fatta alla fine della primavera o in estate, quando il rifugio è vuoto. Non preoccuparti se all’inizio nessuno vi entra: il riccio sceglie il suo alloggio secondo le proprie esigenze e a volte cambia nido nel corso della stagione.
Bisogna nutrire il riccio in inverno?
In linea generale, no. Un riccio in pieno letargo non mangia, e un’alimentazione troppo regolare rischia di tenerlo lontano dal nido o di svegliarlo. La cosa più utile è garantirgli insetti, lombrichi e lumache mantenendo il giardino vivo.
L’alimentazione integrativa ha senso solo in autunno, per un giovane che fatica a mettere su peso, oppure durante un breve disgelo invernale se si vede un riccio affamato aggirarsi. In quel caso si possono offrire paté per gatti o cani a base di carne, crocchette per gatti e una ciotola di acqua fresca. Evita assolutamente il latte, che lo fa stare male, il pane e gli avanzi della tavola.
Cosa fare se trovi un riccio in difficoltà?
Un riccio che gira di giorno deve metterti in allarme, e ci sono segnali che devono allertarti su un riccio visto di giorno. Lo stesso vale per un animale che barcolla, gira in tondo, è coperto di mosche o ferite, oppure viene trovato in pieno inverno, magro e fuori dal nido. Probabilmente è malato, ferito o troppo leggero per superare la stagione.
Indossa dei guanti e mettilo in una scatola di cartone ben aerata, con un panno pulito e una borsa dell’acqua calda avvolta in un tessuto. Tienilo al calmo e al caldo, senza nutrirlo né fargli bere a forza. Contatta poi un centro di recupero per la fauna selvatica o un veterinario: sapranno valutarlo, pesarlo e decidere il da farsi. Se possibile, il rilascio avverrà nel tuo giardino, una volta che avrà ritrovato buone condizioni.
Un giardino che resti un po’ selvatico, con un rifugio discreto, una siepe, qualche foglia e un angolo di legna, spesso basta a salvare un riccio. Il gesto più efficace è non fare nulla: lasciare il rifugio in pace fino alla primavera.





