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Un piccolo cumulo di pietre diventa un rifugio: quali animali possono usarlo?

Galets empilés sur un rocher, lézard posé au sommet

Quel cumulo di sassi in fondo al giardino, che forse pensavate di eliminare, è già abitato. Sotto le pietre, lucertole, rospi e a volte un riccio trovano calore, nascondigli e riparo per l’inverno. Un semplice cumulo di pietre può ospitare più specie di un intero prato, a condizione di essere costruito bene e soprattutto di non essere disturbato nei momenti sbagliati.

Quali animali usano un cumulo di pietre in giardino?

La risposta si articola in cinque grandi gruppi: rettili, anfibi, piccoli mammiferi, uccelli e insetti. Ciascuno lo utilizza in modo diverso, a seconda della stagione e del proprio stile di vita.

Rettili e anfibi: lucertole, orbettini, bisce, rospi

I rettili sono i principali frequentatori del cumulo di pietre, un po’ come una lucertola che si insedia su un muretto in giardino. La lucertola muraiola vi si scalda sulle pietre esposte fin dai primi raggi di sole, poi scappa a nascondersi in una cavità al minimo pericolo. L’orbettino, questo sauro senza zampe che spesso si scambia per un serpente, caccia lumache e vermi dal suo rifugio. Le bisce, invece, lo usano per riscaldarsi, per la muta e talvolta per deporre le uova nel calore di un cumulo misto a materia vegetale.

Tra gli anfibi, il rospo comune trascorre la giornata al fresco sotto le pietre ed esce di notte a caccia. Vi trascorre anche l’inverno, come la salamandra pezzata quando il giardino è umido e vicino a un bosco. Queste specie hanno bisogno di un rifugio al riparo dal gelo e dalla siccità, che il cumulo di pietre offre bene. Molte di esse sono protette dalla normativa italiana, quindi ogni intervento va fatto con cautela.

Mammiferi, insetti e uccelli: donnola, riccio, api solitarie, scricciolo

Diversi piccoli mammiferi vi trovano un passaggio o un riparo. Il toporagno si infila negli interstizi più sottili per cacciare insetti e larve. La donnola esplora i vuoti alla ricerca di arvicole e topi selvatici. Il riccio, invece, preferisce spesso un cumulo di rami o foglie, ma visita volentieri un cumulo di pietre con ampie cavità, soprattutto se confina con una siepe.

Tra gli uccelli, lo scricciolo e il pettirosso sfruttano gli anfratti per cercare ragni e, a volte, per costruire un nido ben nascosto. Gli insetti, infine, sono i più numerosi: api solitarie che nidificano nelle fessure, carabidi, ragni, porcellini di terra e bombi terrestri. Nutrono a loro volta rettili e uccelli, rendendo il cumulo un vero micro-habitat.

Sottoterra, al riparo dal gelo: la profondità decide lo svernamento

Un cumulo appoggiato direttamente sul terreno non basta per l’inverno. Rettili e anfibi hanno bisogno di gallerie che scendano sotto la profondità del gelo. Per questo è consigliabile scavare fino a circa 40-50 cm, ma la profondità varia molto con il clima: maggiore in montagna, più superficiale in pianura. Senza questa parte interrata, il rifugio resta un solarium estivo e non protegge nella stagione fredda.

Perché un cumulo di pietre è un buon rifugio

Una pietra accumula il calore del giorno e lo restituisce lentamente. I rettili, che non producono calore proprio, vi trovano un punto di termoregolazione ideale: si scaldano in superficie e poi scivolano sotto quando la temperatura sale. Gli anfibi approfittano dell’opposto, con un fresco e un’umidità stabili nelle cavità profonde.

Gli spazi tra i blocchi offrono anche protezione dai predatori. Un gatto o una cornacchia non raggiungono una lucertola infilata in una fessura di pochi centimetri. In inverno, le stesse cavità mantengono una temperatura più mite dell’aria esterna, da cui il loro valore per lo svernamento. Il Manuale del Parco Nazionale del Gran Paradiso ricorda, più in generale, che queste strutture possono offrire habitat a piante e piccoli animali. È un rifugio insieme soleggiato, umido, sicuro e duraturo, cosa che pochi arredi da giardino offrono da soli.

Come costruire un cumulo di pietre efficace

Non serve muratura. Servono soprattutto pietre di dimensioni varie e molti vuoti. Ecco come procedere:

  1. Scavate una buca profonda 40-50 cm e larga circa 1 m per 1 m, anche di più se lo spazio lo consente.
  2. Riempite il fondo con blocchi di 20-40 cm, lasciando ampi spazi tra loro per creare gallerie.
  3. Aggiungete pietre medie di 10-20 cm, poi qualche pietra piccola in superficie. Evitate di riempire i vuoti con terra fine.
  4. Costruite una forma a cupola alta 50-80 cm, lasciando alcune lastre piatte per prendere il sole.
  5. Prevedete una o due piccole entrate larghe 5-8 cm, orientate verso la siepe o il resto del giardino.

Preferite pietre locali (calcare, granito, arenaria, tufo o pietra di fiume): si integrano nel paesaggio e sono adatte alla fauna del luogo. Potete anche realizzare un muretto a secco per giardinare con serenità anche in zone con vipere, senza malta, le cui fessure fanno da rifugio a lucertole, api solitarie e ragni.

Dove installarlo e con quali altri rifugi associarlo

Scegliete una posizione con buona esposizione al sole, idealmente a sud o sud-est, con un po’ d’ombra in estate perché le pietre non diventino roventi. Collocatelo vicino a una siepe o a un’area densa di vegetazione: gli animali hanno bisogno di copertura per spostarsi senza esporsi. Un punto d’acqua nelle vicinanze, anche un semplice stagno poco profondo, attira gli anfibi e facilita la vita a tutti gli ospiti.

Il cumulo di pietre si presta bene ad essere affiancato a un mucchio di rami e foglie frequentato dai ricci e a del legno morto. Le pietre servono a rettili e rospi, il legno in decomposizione a ricci, insetti e funghi. Insieme formano un piccolo corridoio che rafforza la biodiversità del giardino senza richiedere manutenzione.

Manutenzione e precauzioni per non disturbare la fauna

La miglior manutenzione consiste nel fare quasi nulla. Non sollevate le pietre per vedere chi c’è: una lucertola in periodo di deposizione o un rospo in letargo non sempre si riprendono dal disturbo. Se dovete intervenire, scegliete l’inizio dell’autunno, prima dell’inverno e dopo la riproduzione.

Limitate la vegetazione che invade il cumulo, come i rovi o l’edera fitta, perché chiude le entrate e priva i rettili del sole. Un leggero sfoltimento a settembre è sufficiente. Evitate infine pesticidi ed esche antilumache nelle vicinanze: avvelenano orbettini, rospi e insetti che alimentano tutta la catena.

Se un gatto gironzola spesso, coprite l’ingresso principale con una lastra o qualche ramo spinoso. Un cumulo mal posizionato può diventare una dispensa per i predatori. Ben orientato, discreto e tranquillo, può invece restare utile alla fauna per anni.

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