Non avete mai incontrato un riccio nel vostro giardino, oppure ne vedete sempre meno? Il piccolo mammifero è in netto calo in molte zone, minacciato da prati rasati, recinzioni impermeabili e prodotti chimici. La buona notizia è che il trucco che lo attira non costa nulla e richiede piuttosto di non esagerare con la cura del giardino: lasciare un angolo selvatico fatto di foglie morte, legna e cespugli. Il trucco più efficace, però, è lasciare un piccolo varco alla base della recinzione, di cui parleremo più avanti.
Lasciare un angolo di giardino selvatico
Il principio è semplice. In un angolo poco frequentato del giardino, smettete di tagliare l’erba, di raccogliere e di potare. In poche settimane, quel punto diventa un rifugio dove il riccio trova sia un posto per dormire sia cibo.
Non serve dedicarvi metà del terreno. Pochi metri quadrati bastano, idealmente lungo una siepe, un muro o in fondo al giardino, lontano dalla terrazza e dai passaggi. Ecco come creare questo angolo con pochi gesti:
- Scegliete un angolo tranquillo, riparato dal vento e dalla luce diretta.
- Lasciate crescere l’erba e lasciate che rovi o ortiche si insedino su una parte dell’area.
- Ammucchiate foglie morte, rami e pezzi di legno, senza sminuzzarli.
- Non toccate più questo spazio tra novembre e marzo, periodo di letargo.
Perché questo attira i ricci: rifugio e cibo
Il riccio europeo è un animale notturno. Percorre facilmente un chilometro o più ogni notte per cercare cibo e ha bisogno di nascondigli asciutti dove dormire di giorno. Un giardino troppo pulito non offre né l’uno né l’altro.
Un angolo lasciato incolto attira invece tutta una piccola fauna: insetti, lumache, lombrichi, chiocciole, bruchi. È proprio il menù del riccio. Più il giardino è ricco di biodiversità, più lui trova cibo senza che dobbiate dargli nulla.
Il vantaggio va nei due sensi. Un riccio può mangiare parecchie decine di lumache e insetti in una notte, il che protegge anche il vostro orto, senza prodotti né trappole.
Creare un rifugio: cumuli di foglie, legna e casetta per ricci
Il cumulo di foglie morte resta il rifugio più semplice. Raccogliete quelle autunnali in un mucchio di circa un metro di larghezza e 50–60 cm di altezza, riparato dal vento e possibilmente ai piedi di una siepe. Appoggiateci sopra dei rami per tenerlo fermo, poi lasciatelo tranquillo.
Un cumulo di legna è un ottimo complemento. Impilate ceppi e rami di varie dimensioni lasciando degli spazi vuoti, poi coprite il tutto con sterpaglie. I ricci vi si infilano per dormire in estate, e alcune femmine vi sistemano il nido.
Se il vostro giardino è piccolo o molto ordinato, date un’occhiata a questa guida su dove collocare una casetta per ricci: si può acquistare in negozio oppure costruire da sé, e svolge la stessa funzione. Collocatela in un angolo discreto, con l’ingresso rivolto in direzione opposta ai venti dominanti, e copritela con foglie e rami per isolarla. Non pulitela e non apritela in inverno: il sonno del riccio è fragile.
Aprire il giardino: passaggi nelle recinzioni
Anche un giardino perfetto resta inutile se è chiuso. Il riccio ha bisogno di spostarsi, e un muro pieno o una rete posata a filo terra lo costringono ad affrontare la strada, con tutti i rischi che comporta. Ricavare un passaggio nella recinzione è uno dei gesti più efficaci per collegare il vostro giardino a quelli dei vicini.
13 × 13 cm: la dimensione del varco da prevedere
Un’apertura di almeno 13 × 13 cm basta a far passare un riccio, ma è troppo piccola per la maggior parte dei cani. Praticatela alla base di una rete o di un cancello, oppure scavate una piccola galleria sotto una recinzione. Meglio avvisare i vicini: se lo fanno in molti, un intero quartiere diventa un territorio percorribile.
Proteggere il giardino ed evitare prodotti tossici
Attirare i ricci significa anche proteggerli. Pesticidi e antilumache (in particolare i granuli blu) li avvelenano direttamente o li privano del cibo. Se le lumache vi infastidiscono, lasciate fare al riccio, oppure raccoglietele a mano la sera.
Anche gli attrezzi a motore causano numerosi incidenti. Prima di passare il decespugliatore o il tosaerba nell’erba alta, percorrete la zona a piedi per verificare che non vi si nasconda nulla. Il riccio si arrotola a palla di fronte al pericolo, ma questo non lo protegge da una lama. Non lasciate mai un tosaerba robot in funzione di notte, proprio nell’ora in cui il riccio esce.
Fate attenzione infine alle trappole meno evidenti:
- una vasca o una piscina senza rampa d’uscita, dove può annegare (basta una tavola inclinata o qualche pietra sul bordo);
- un cumulo di legna o foglie preparato per un falò, da rivoltare o spostare appena prima di accendere;
- reti da giardino stese a filo terra, in cui può restare impigliato.
Acqua e cibo: cosa dare (e cosa non dare)
Una ciotola d’acqua fresca e poco profonda, collocata in un angolo ombreggiato, è molto utile durante le estati secche. Pulitela e riempitela regolarmente. Potete anche, occasionalmente, lasciare un piccolo supplemento alimentare al calar della notte, soprattutto in autunno, per aiutare i giovani a mettere su peso prima del letargo.
La scelta più adatta sono le crocchette secche per gatti, in piccola quantità. Alcune fonti indicano anche quelle per cani, da rinnovare spesso e collocare in condizioni igieniche. Ecco gli errori classici da evitare:
- il latte di mucca, che il riccio digerisce male e che può farlo ammalare;
- il pane, che non gli apporta nulla di buono;
- gli avanzi della tavola, troppo salati o troppo grassi;
- le somministrazioni tutto l’anno, che lo abituano a dipendere da voi.
Un giardino da curare con le stagioni
In primavera, evitate di spostare i cumuli di foglie e di legna, perché alcune femmine vi possono allevare i piccoli. In estate, tenete l’acqua sempre disponibile e fate attenzione al taglio dell’erba. In autunno, lasciate cadere le foglie, conservatene qualche cumulo e individuate eventuali giovani troppo magri. In inverno la regola è semplice: non disturbate i rifugi, anche se il posto vi sembra disordinato.
Se trovate un riccio in pieno giorno, visibilmente debole, ferito o molto magro, contattate un centro di recupero per la fauna selvatica o un’associazione come la LIPU. È una specie selvatica tutelata dalla legge, e un parere specializzato vale più di un soccorso improvvisato.
In sintesi, accogliere i ricci richiede più pazienza che denaro. Un angolo lasciato libero, un varco di 13 cm, un po’ d’acqua e zero prodotti chimici: ecco cosa serve per trasformare un giardino troppo curato in un rifugio per uno dei visitatori più utili delle vostre notti.






