Fa freddo, giri la manopola del termostato a 25 e aspetti. La casa non si scalda prima, ma la caldaia lavora di più e la bolletta lo sa. È un gesto automatico, quasi istintivo, ed è uno dei modi più comuni per spendere senza guadagnare comfort.
Nel 2026 il tema resta delicato: gli attacchi alle infrastrutture del gas in Qatar hanno colpito il 17% della capacità di export di GNL del Paese, con ricadute anche sull’Italia, e ARERA continua ad aggiornare mese per mese la componente materia prima per i clienti vulnerabili. Vediamo come regolare il riscaldamento senza buttare soldi.
A che temperatura regolare il termostato: 19 °C o 20 °C
La risposta è breve. Secondo ENEA, 19 gradi bastano per il comfort domestico. Nelle stanze in cui si sta fermi a lungo, come il salotto o lo studio, c’è chi sale fino a 20 gradi per sentirsi a proprio agio, ma non serve andare oltre. Ogni punto in più sul termostato si paga in consumi.
La regola da tenere a mente è quella del grado in meno: ENEA ricorda che ogni grado in meno può tagliare fino al 10% dei consumi di combustibile. Se abbini un grado in meno a un’ora di accensione in meno, il risparmio energetico può arrivare intorno al 15%. Non servono investimenti, solo qualche ritocco alle impostazioni.
Il numero che leggi sul termostato è la temperatura ambiente che vuoi raggiungere, non la velocità con cui ci arrivi. Qui nasce l’errore di cui parliamo nel prossimo paragrafo.
L’errore che fa spendere di più senza scaldare meglio
Impostare 24 o 25 gradi perché si ha freddo appena si rientra non fa scaldare la casa più in fretta. Il termostato funziona come un interruttore: la caldaia resta accesa finché la temperatura ambiente non raggiunge il valore impostato, poi si ferma. Chiedere un valore più alto significa solo che l’impianto continuerà a lavorare più a lungo.
Il risultato è una casa che supera il livello utile, con stanze troppo calde, finestre aperte per compensare e consumi in salita. Il comfort termico non cresce in proporzione alla spesa: dopo i 19-20 gradi, si paga soprattutto per scaldare l’aria in più.
Idea comune contro realtà: «se lo alzo, scalda prima»
Alzare il termostato non cambia la potenza con cui la caldaia scalda. Cambia solo il punto in cui si ferma. Meglio impostare subito 19 o 20 gradi e lasciare che l’impianto faccia il suo lavoro.
Programmazione, notte e teste termostatiche: dove si risparmia davvero

La programmazione oraria è lo strumento più utile. Impostare le fasce in cui la casa è davvero vissuta evita di scaldare stanze vuote: niente riscaldamento pieno mentre sei al lavoro e una temperatura notturna più morbida mentre dormi. Il tuo corpo sotto le coperte non ha bisogno dello stesso calore del salotto alle otto di sera.
Anche la regolazione per ambiente conta. Con una testa termostatica su ogni radiatore (o una valvola termostatica, se l’impianto la prevede) puoi tenere le camere meno calde del soggiorno e chiudere quasi del tutto il calore nelle stanze inutilizzate. Sono accorgimenti che si ripagano nel tempo e aumentano il comfort, perché ogni ambiente ha la sua temperatura.
Prima di intervenire sull’impianto, controlla la regolazione della caldaia e fai fare la revisione della caldaia prima del freddo prevista. Un impianto messo a punto consuma meno a parità di calore prodotto.
Quando spegnere il riscaldamento: zona climatica e calendario di accensione
Il giorno giusto per spegnere dipende dalla zona climatica del tuo Comune, e per capire le regole di partenza in zona E puoi leggere la data di accensione in zona E. Il calendario ordinario fissato dal D.P.R. 412/1993 prevede queste finestre:
| Zona climatica | Fino al | Ore al giorno |
|---|---|---|
| A | 15 marzo | 6 |
| B | 31 marzo | 8 |
| C | 31 marzo | 10 |
| D | 15 aprile | 12 |
| E | 15 aprile | 14 |
| F | nessuna limitazione ordinaria | senza limite |
Fuori da queste finestre l’impianto può essere attivato solo se le condizioni climatiche lo giustificano, e per un tempo giornaliero pari alla metà di quello consentito a regime. Il calendario è quindi un limite, non un obbligo: se la casa tiene bene il calore, puoi spegnere prima.
Un riferimento pratico funziona quasi ovunque: quando per diversi giorni consecutivi le massime superano i 15 gradi, le mattine sono meno rigide e la casa conserva il calore senza fatica, il distacco può partire con serenità. Gli edifici ben isolati ci arrivano prima. Le case umide, esposte a nord o poco efficienti ci mettono di più.
Condominio o casa autonoma, e l’acqua calda sanitaria

Con l’impianto autonomo hai più margine di manovra. Conviene accompagnare la stagione con una transizione graduale: un grado in meno, meno ore di accensione, più attenzione alle stanze vissute davvero. Il segnale più utile è l’insieme delle piccole cose: temperature esterne stabili, sole che entra in casa, radiatori che partono sempre più di rado.
In condominio la scelta è collettiva e passa da amministratore e regolamento. Il criterio resta lo stesso: zona climatica, calendario di legge, eventuali ordinanze locali e andamento reale del meteo. Il giorno giusto è quello in cui il riscaldamento smette di difendere il comfort e comincia soltanto a consumare.
In primavera pesa in bolletta anche l’acqua calda sanitaria. Tenere lo scaldacqua a temperature troppo alte allunga la spesa senza dare un comfort proporzionato. La fascia 50-55 °C resta la più sensata: secondo il Ministero della Salute, in quell’intervallo viene inibita la proliferazione della Legionella, mentre oltre i 60 °C il numero di colonie si riduce progressivamente in base al tempo di esposizione.
Se parti per un periodo lungo, il boiler elettrico o lo scaldacqua ad accumulo possono essere spenti o messi in modalità vacanza, quando disponibile. Al rientro, per ragioni igieniche, il Centro Tutela Consumatori Utenti raccomanda di riportare il boiler ad almeno 65 °C prima dell’uso. Una piccola attenzione che evita sprechi durante l’assenza e rimette in ordine l’impianto al ritorno.
In sintesi, tieni il termostato intorno ai 19-20 gradi, abbassa la temperatura di notte e quando sei fuori, e spegni quando la casa regge da sola. Le abitudini, in questa stagione, costano sempre più del necessario.






