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Quale pianta commestibile può anche nutrire alcuni bruchi?

Feuilles vertes entamees posees sur une planche en bois

Hai forse già visto una foglia di ortica bucherellata e pensato a un parassita. Oppure un finocchio mezzo divorato, e preso in mano lo spruzzino di sapone nero. Eppure, dietro questi danni si nascondono spesso future farfalle. Buona notizia: questa pianta commestibile può anche nutrire alcuni bruchi, e puoi approfittarne anche tu.

Quali piante commestibili nutrono anche i bruchi?

La lista è più lunga di quanto si immagini. Molte piante del piatto sono anche piante ospiti, cioè piante su cui una femmina di farfalla depone le uova e le cui foglie fanno da dispensa ai bruchi. Ecco le più comuni nell’orto e nei dintorni.

Pianta commestibile Bruchi ospitati Parte da raccogliere
Ortica Pavone (Aglais io), vanessa dell’ortica (Aglais urticae), vanessa atalanta, cartografo (Araschnia levana) Germogli giovani e cimette
Finocchio, aneto, prezzemolo Macaone Foglie, semi
Cavolo, rucola, senape Cavolaie (Pieris brassicae, Pieris rapae) Foglie esterne o cespi
Nasturzio Cavolaia Fiori, foglie
Farinello Diverse falene notturne (nottue, geometridi) Giovani foglie e steli teneri
Grespini Alcune falene notturne Foglie tenere prima della fioritura
Carota selvatica Macaone Radice del primo anno

La tabella dà l’idea generale: una stessa pianta nutre spesso più specie, e ogni specie ha le sue preferenze. Un cespo di finocchio, per esempio, attira il macaone, quel grande farfallone giallo e nero il cui bruco verde striato di nero non passa inosservato.

Pianta ospite o pianta da nettare: perché la differenza conta

Una farfalla adulta e il suo bruco non mangiano la stessa cosa. L’adulto si accontenta del nettare, che succhia da fiori di buddleia, lavanda o scabiosa. Il bruco invece bruca foglie, spesso appartenenti a una sola famiglia di piante.

Piantare soltanto fiori da nettare dà quindi un bel giardino per farfalle, ma senza discendenza. Senza una pianta ospite nelle vicinanze, la femmina riparte a deporre altrove. Perché il ciclo si chiuda servono entrambe: fiori per gli adulti e foglie per i piccoli.

Le falene seguono la stessa logica, con in più una certa discrezione. Molti dei loro bruchi si nutrono di piante selvatiche comuni, e non li notiamo mai. Eppure rappresentano una grande parte della biodiversità di un giardino.

Le «erbacce» commestibili che ospitano i bruchi

È qui che la sorpresa è maggiore. Ciò che si strappa per riflesso si rivela spesso insieme delizioso e prezioso per gli insetti.

L’ortica, regina delle farfalle diurne

L’ortica è la pianta ospite di diverse farfalle molto familiari: il pavone, la vanessa dell’ortica, la vanessa atalanta. I loro bruchi vivono in gruppo sulle foglie e a volte tessono un piccolo nido di seta. In cucina, le giovani cime si cuociono come gli spinaci: la cottura elimina il potere urticante. Si preparano in zuppa, in torta salata o in pesto. Un consiglio pratico: raccogli le cimette e lascia tranquille le piante più soleggiate, perché le farfalle vi depongono preferibilmente le uova.

Farinello e grespini, i discreti

Il farinello ha un gusto di spinacio selvatico, leggermente farinoso. Si cuoce come gli spinaci, in quantità ragionevole. Le sue foglie fanno da pasto a diversi bruchi di falene. I grespini, invece, offrono foglie tenere e un po’ amare prima della fioritura, da mescolare in insalata con altra verdura. Anche loro ospitano bruchi, soprattutto notturni.

Il ginestrino corniculato, da guardare ma non da mangiare

Il ginestrino corniculato nutre il bruco dell’icaro e quelli di altre farfalle. È un’ottima pianta per un prato fiorito. Ma non ha posto nel piatto: contiene composti tossici. Dimostra bene che una pianta utile ai bruchi non è necessariamente commestibile per noi.

La regola della condivisione: un ciuffo per te, un ciuffo per loro

Tieni da parte un angolo di ortica, finocchio o farinello che non raccogli mai. Raccogli dagli altri ciuffi, preferibilmente da piante che non portano uova né bruchi. Se vedi uova o bruchi, passa al ciuffo vicino. Ci guadagnano tutti.

Condividere l’orto con i bruchi: istruzioni per l’uso

Nell’orto, i bruchi delle cavolaie vanno matti per il cavolo, la rapa, la rucola e il nasturzio (se trovi piccole uova sotto una foglia, impara a riconoscere le uova sotto una foglia di cavolo). I danni possono essere reali, soprattutto sulle piantine giovani. Invece di ricorrere ai pesticidi, una cattiva abitudine che colpisce anche gli ausiliari e le altre farfalle, bastano pochi gesti.

Piantane un po’ più del necessario: un nasturzio lontano dai cavoli fa da pianta esca, che le cavolaie gradiscono molto. Proteggi le giovani piante di cavolo cappuccio, verza, cavolfiore, broccolo, cavolo nero e cavolo romanesco con una rete fine nelle settimane delicate, poi toglila quando le piante sono ben radicate. Le foglie esterne potranno così ospitare qualche bruco senza che il raccolto ne risenta.

Per le ombrellifere la tolleranza è ancora più semplice. Un bruco di macaone mangia poche foglie di finocchio o aneto rispetto a quanto produce la pianta. Raccogli ciò che ti serve e lascia il resto.

I periodi in cui è meglio non falciare

I bruchi sono attivi dalla primavera alla fine dell’estate, con spesso due generazioni di farfalle a seconda delle specie. Evita quindi di falciare tutto in piena stagione: taglia a terzi, scaglionando gli interventi, per lasciare sempre piante intatte. In autunno, come adesso, non radere tutto. Molte crisalidi e bruchi trascorrono l’inverno attaccati agli steli secchi, dove si può scoprire quali insetti si rifugiano negli steli secchi, oppure nella lettiera. Una pulizia troppo zelante li distrugge.

Precauzioni: identificare bene e non consumare tutto

La prima regola resta l’identificazione certa. La carota selvatica, per esempio, assomiglia a piante tossiche della stessa famiglia, come la cicuta maggiore. Se hai il minimo dubbio, non mangiare. Coltiva piuttosto le tue carote, il finocchio e il prezzemolo, che riconoscerai senza esitazione.

Anche con una pianta ben identificata serve moderazione. Il farinello e altre foglie selvatiche contengono sostanze come gli ossalati, poco adatte a un consumo quotidiano in grande quantità. Indossa i guanti per maneggiare l’ortica, lava sempre i raccolti e raccogli lontano dalle strade e dalle zone trattate.

Controlla infine le foglie prima di cucinarle: un piccolo bruco può nascondersi. Riposalo delicatamente su un’altra pianta della stessa specie. Avrai contribuito, alla tua scala, all’arrivo di una futura farfalla.

Cosa ricordare per la tavola e per il giardino

Ortica, finocchio, aneto, cavolo, nasturzio, farinello: tutte queste piante si mangiano e nutrono anche i bruchi. Lasciane sempre una parte intatta, evita i pesticidi e non falciare mai tutto in una volta. Il tuo giardino guadagnerà farfalle diurne e notturne, e la tua cucina non perderà nulla.

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