Una sera di pioggia, una sagoma nera e gialla attraversa il vialetto. Vi chinate: è una salamandra, e non è una visitatrice smarrita. Questo anfibio discreto non si stabilisce a caso, e la sua presenza dice molto del vostro terreno.
Perché una salamandra compare nel vostro giardino? Le condizioni che la attirano
La salamandra pezzata (Salamandra salamandra) è una specie dei boschi freschi. Respira in parte attraverso la pelle, che deve restare costantemente umida. Se è da voi, probabilmente il giardino riproduce le condizioni di un margine di bosco umido: fresco, con rifugi e una dispensa ben fornita.
Ecco ciò che il vostro terreno le offre con ogni probabilità:
- Umidità: terreno fresco, ombra, erba alta, foglie morte che trattengono l’acqua.
- Nascondigli per il giorno: cumuli di legna, cumuli di pietre, vecchi muretti a secco, ceppaie, sotto vasi o lastre.
- Cibo: lumache, lombrichi, porcellini di terra, insetti e larve.
- Un intorno favorevole: bosco, siepe fitta, torrente, fosso o pozza nelle vicinanze.
- Poco disturbo: niente prodotti chimici, poco taglio dell’erba rasato, una relativa oscurità di notte.
Anche il meteo gioca un ruolo importante. L’animale ha un’attività notturna ed esce soprattutto con la pioggia o nelle serate miti e umide, quando può cacciare senza seccarsi. Dopo un acquazzone, la probabilità di incontrarla aumenta nettamente, anche se viveva lì da tempo senza che la notaste.
Pioggia, 10-15 °C, buio calato: la combinazione vincente
Quando questi tre elementi si combinano, le salamandre lasciano i rifugi per cacciare. Per questo se ne vedono spesso in primavera e in autunno, raramente in piena estate secca o con gelo.
Come essere sicuri che si tratti di una salamandra (e non di un tritone o di una lucertola)?
La salamandra pezzata è facile da riconoscere. Il corpo è robusto, lungo in genere 15-20 cm, con una pelle liscia e lucida, di un nero intenso, decorato da grandi macchie gialle vivaci. La coda è tonda e i movimenti sono lenti e un po’ pesanti.
Il tritone, altro anfibio comune nei giardini, come il rospo di cui si parla in un altro articolo sulla presenza di un rospo tra i vasi del giardino, è più sottile e più piccolo. La sua coda è appiattita ai lati e la pelle appare spesso granulosa, bruna o verdastra, talvolta con il ventre arancione. Non ha grandi macchie gialle.
La lucertola, invece, è un rettile. La sua pelle asciutta è coperta di squame, scatta a grande velocità ed esce in pieno sole. Un animale lento e lucido, incrociato al calare della notte dopo la pioggia, è quindi con ogni probabilità una salamandra o un tritone, mai una lucertola.
Cosa rivela la sua presenza sulla salute del giardino
Gli specialisti considerano la salamandra un indicatore biologico. La sua pelle permeabile assorbe ciò che la circonda: acqua, inquinanti, residui di trattamenti. Un animale che vive e si riproduce in un posto è il segno di un suolo relativamente sano, poco contaminato dai pesticidi.
Testimonia anche una notevole biodiversità. Per trovare cibo servono invertebrati in quantità, quindi un suolo vivo. Occupa inoltre un preciso posto nella catena alimentare: predatrice di lumache e altri parassiti, a sua volta serve da preda a certi uccelli o mammiferi.
Non contate però su di lei per salvare le vostre insalate. La salamandra mangia ciò che trova, senza cacciare specificamente le lumache, ma la sua presenza contribuisce a un equilibrio in cui i parassiti proliferano meno.
Cosa fare (e non fare) quando se ne incontra una?
Prima rassicurazione: la salamandra non è pericolosa per voi. Non morde, non punge e non attacca nessuno. Le sue ghiandole cutanee rilasciano secrezioni cutanee irritanti, destinate a scoraggiare i predatori. Creano problemi solo se, dopo averla toccata, vi strofinate gli occhi o la bocca.
Il riflesso giusto è quindi osservarla senza toccarla. Se dovete assolutamente spostarla (per esempio per toglierla da un vialetto percorso dalle auto), bagnatevi prima le mani, indossate guanti se possibile e posatela a pochi metri, in un angolo ombroso e umido, senza allontanarla dal suo habitat. Lavatevi poi le mani.
Animale selvatico: cosa significa in pratica
La salamandra è un animale selvatico. Catturarla, portarla via o tenerla in casa non è una buona idea, né per lei né per l’ambiente. Non è necessario né opportuno sistemarla in un terrario o trasferirla altrove.
Alcuni gesti da evitare: spruzzarla con un getto forte, esporla al sole, appoggiarla su ghiaia calda o lasciarla in una cantina secca. Se ne trovate una in una cantina, in un garage o in un locale tecnico, guidatela dolcemente verso l’esterno con le mani bagnate, preferibilmente di sera.
Attenzione anche alle trappole involontarie. Piscine, pozzetti, vasche profonde e lucernai sono veri rischi per gli anfibi. Una tavola inclinata o qualche pietra accatastata sul bordo permettono all’animale di risalire.
Come favorire la sua permanenza nel giardino
La buona notizia è che gli interventi sono modesti. Il punto di partenza è lasciare un angolo di giardino un po’ selvatico, con erba alta, foglie morte e rami a terra. È la dispensa e il rifugio preferito della specie.
Un cumulo di legna o di pietre, sistemato all’ombra e soprattutto non spostato in inverno, offre sia un riparo di giorno sia un luogo di letargo. Durante la stagione fredda le salamandre si infilano in cavità al riparo dal gelo: evitate quindi di rimuovere queste zone in quel periodo.
Una piccola pozza dalle sponde a pendenza dolce, come descritto in un altro articolo sull’impatto di una piccola zona umida sulla biodiversità del giardino, giova a diverse specie. Per la salamandra, che depone le larve in acqua fresca e poco profonda, conta soprattutto che sia ombreggiata e senza pesci. Meglio evitare i pesci rossi, grandi consumatori di larve di anfibi.
Infine, bandite pesticidi e lumachicidi in granuli, particolarmente dannosi per la fauna del suolo (gli stessi pericoli sono spiegati in un altro articolo sui motivi per cui rane e rospi temono i prodotti da giardino). Puntate su pacciamatura, compost e taglio dell’erba non troppo basso, e fate attenzione al tosaerba o al robot tagliaerba al tramonto, quando le salamandre escono. Qualche precauzione basta perché la vostra ospite diventi un’abitudine, e stabilmente.
Un animale circondato da leggende
Per secoli si è creduto che la salamandra resistesse al fuoco, perché talvolta usciva dai ceppi gettati nel camino. In realtà vi si nascondeva semplicemente per svernare e fuggiva il calore. Questa credenza spiega perché l’animale compaia ancora in molti stemmi, pur temendo la siccità molto più di qualsiasi altra cosa.
Se ne incontrate una una sera di pioggia, godetevi la scena. Pochi animali selvatici sono così innocui, così belli e così rivelatori della qualità di un giardino.





