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Lavori in casa da rinviare al 2027? Perché potresti perdere una fetta di detrazione se aspetti troppo

Operaio con casco misura una parete in cantiere domestico

State pensando di far slittare la ristrutturazione a gennaio, magari per aspettare tempi migliori o un preventivo più basso? Prima di firmare il rinvio, fate un conto. Con la legge oggi in vigore, la stessa identica spesa pagata nel 2027 vale molto meno di quella pagata entro fine 2026. E la possibile proroga del 50% è, per ora, solo un’ipotesi.

Quanto si perde se i lavori scivolano al 2027

Il bonus casa 2027 è la detrazione IRPEF per le ristrutturazioni edilizie: una parte della spesa torna come sconto sulle imposte, in dieci rate annuali di pari importo. Le percentuali sono fissate dall’articolo 16-bis del TUIR e dall’articolo 16 del DL 63/2013, nella versione modificata dalla legge di bilancio 2026.

Per le spese sostenute nel 2026 l’aliquota del 50% vale per l’abitazione principale di chi è proprietario o titolare di un diritto reale, come l’usufrutto. Per gli altri immobili si applica l’aliquota del 36%. Dal 1° gennaio 2027, sempre con le regole attuali, si scende al 36% per l’abitazione principale e al 30% per gli altri immobili. Dal 2028 l’aliquota resta al 30%, ma il tetto di spesa si dimezza.

Anno di pagamento Abitazione principale Altri immobili Tetto di spesa
2026 50% 36% 96.000 euro
2027 (legge vigente) 36% 30% 96.000 euro
Dal 2028 30% 30% 48.000 euro

40.000 euro di lavori: 5.600 euro di differenza

Sulla prima casa, una spesa di 40.000 euro pagata nel 2026 dà diritto a 20.000 euro di detrazione, recuperati in dieci anni. La stessa spesa pagata nel 2027 ne vale 14.400. Sono 5.600 euro in meno. Su un altro immobile il calo è più contenuto: si passa da 14.400 a 12.000 euro, cioè 2.400 euro in meno.

Più alta è la spesa, più pesa il taglio. Se si arrivasse al massimo di 96.000 euro sulla prima casa, la detrazione scenderebbe da 48.000 a 34.560 euro. Per chi ha un cantiere importante, rinviare di qualche mese può quindi costare migliaia di euro.

Perché la data del pagamento conta più di quella dei lavori

Qui molti si confondono. Per i privati vale il principio di cassa: la detrazione si calcola in base all’anno in cui la spesa viene effettivamente pagata con bonifico, non in base alla data di inizio o fine dei lavori. Una fattura saldata entro il 31 dicembre 2026 rientra nelle aliquote 2026. Un pagamento di gennaio 2027 segue le regole del 2027.

Questo significa che un cantiere già avviato non è automaticamente « salvo ». Se i lavori proseguono oltre fine anno, solo le somme effettivamente pagate nel 2026 godono dell’aliquota più alta. Chi ha lavori in corso può confrontarsi con il tecnico e con il proprio consulente per capire come distribuire i pagamenti, tenendo conto degli stati di avanzamento.

Resta poi un dettaglio da non trascurare: la detrazione si recupera in dieci quote annuali, e dimenticare la prima rata in dichiarazione ha regole di recupero specifiche. Conviene verificare tutto con chi segue la vostra dichiarazione.

Proroga del 50%: a che punto è la Manovra 2027 al 13 ottobre 2026

Calcolatrice e monete euro su scrivania di legno

L’ipotesi in discussione è mantenere anche nel 2027 le aliquote del 2026, cioè 50% e 36%, invece di far scattare il calo già previsto dalla legge. Per riuscirci serve una norma nuova dentro la legge di bilancio. Il precedente c’è: il 50% sull’abitazione principale per il 2026 è stato confermato con la legge di bilancio 2026 (legge n. 199/2025), approvata a fine 2025. Ma un precedente non è una garanzia.

Il percorso è ancora alla fase preparatoria. Il 2 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il DPFP, il Documento programmatico di finanza pubblica che apre la strada alla Manovra 2027. Il quadro dei conti riguarda il triennio 2027-2029 e include la richiesta di attivare la clausola nazionale di salvaguardia per spese legate a energia e sicurezza. Il comunicato del MEF indica un indebitamento netto al 2,8% del PIL nel 2027 (3,4% con la clausola), senza entrare nel dettaglio delle detrazioni edilizie.

Il DPB 2027, il Documento programmatico di bilancio, deve essere inviato alla Commissione europea entro il 15 ottobre 2026. Al 13 ottobre non risulta pubblicato un testo ufficiale del disegno di legge di bilancio che preveda la proroga. Il testo dovrà poi passare da Camera e Senato ed essere approvato in via definitiva entro fine anno. Solo la versione finale, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, crea diritti.

Idea reçue sul 50%: « tanto lo confermano »

Le anticipazioni sulla conferma sono indicazioni politiche. Finché non entrano nel testo approvato dal Parlamento, non sono norma e non bastano per basare oggi un contratto con l’impresa.

Che fare adesso se la proroga non arriva

Se la Manovra non toccasse nulla, per le spese del 2027 resterebbero valide le aliquote bonus casa 2027 senza proroga: 36% per l’abitazione principale e 30% per gli altri immobili. Il passaggio è automatico e non richiede nessun nuovo provvedimento. Il rischio, quindi, è tutto da una parte: se la proroga arriva, avrete aspettato senza danni; se non arriva, avrete perso una fetta di detrazione.

La regola pratica è semplice: non scommettete su una norma non ancora pubblicata. Ecco come muoversi con ordine:

  1. Verificate se l’immobile è la vostra abitazione principale e se siete proprietari o titolari di un diritto reale, perché da questo dipende l’aliquota.
  2. Chiedete all’impresa un calendario dei pagamenti che indichi quanto potete saldare con bonifico entro il 31 dicembre 2026.
  3. Calcolate la differenza di detrazione tra le due ipotesi, come nell’esempio da 40.000 euro, e confrontatela con il vantaggio di un eventuale rinvio.
  4. Seguite l’iter del disegno di legge di bilancio: solo il testo definitivo chiarirà il destino del 50%.

Chi ha davvero bisogno di tempo, per esempio per un progetto non ancora definito, può comunque spezzare l’intervento. La parte già pronta si paga nel 2026, il resto si valuta quando le regole saranno certe.

Ecobonus e bonus mobili: le altre detrazioni da tenere d’occhio

Lampada da tavolo accanto a un divano grigio

La detrazione per le ristrutturazioni non è l’unico incentivo che interessa chi sta pianificando lavori. L’ecobonus e il bonus mobili hanno regole proprie, con percentuali, tetti e requisiti diversi. Non vanno quindi letti come una copia del 50%/36% descritto sopra.

Il consiglio è trattarli come casi separati: controllate la scheda dedicata dell’Agenzia delle Entrate e chiedete conferma al tecnico prima di decidere i tempi. Anche qui vale la stessa prudenza: contano le norme pubblicate, non le voci sulla prossima manovra. E, come per la ristrutturazione, a pesare sarà quasi sempre la data in cui il pagamento esce davvero dal conto.

Jeremy Boussakala est rédacteur pour Une ville pour tous, un média consacré à la maison, au jardin, au bricolage et à l'immobilier. Il s'intéresse aux questions concrètes que se posent les particuliers pour entretenir leur logement, réussir leurs aménagements et mieux comprendre leur cadre de vie. Son approche éditoriale privilégie les explications accessibles, les informations vérifiables et les conseils pratiques adaptés aux situations du quotidien.

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