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Perché le talpe non sono sempre nemiche del giardiniere

Jardinier agenouille pres dun monticule de terre au potager

Una mattina, il prato è punteggiato di piccoli cumuli di terra. Primo riflesso: tirare fuori trappole, fumogeni, se non addirittura i prodotti miracolosi. Prima di dichiarare guerra, però, c’è un dettaglio che merita di essere conosciuto, come per i ragni utili in giardino: la talpa non ha mai toccato i vostri ortaggi.

Il verdetto è dunque sfumato. La talpa non mangia né le vostre piante né le radici, e il suo lavoro giova al terreno. Le sue talpaie, invece, possono essere davvero fastidiose. Tutta la questione sta nel pesare il pro e il contro, poi scegliere l’atteggiamento giusto.

La talpa, un animale insettivoro che non mangia le vostre piante

La talpa europea misura una dozzina di centimetri per un peso di un centinaio di grammi. Vive quasi tutta la vita sottoterra, guidata dall’olfatto e dal tatto, poiché la sua vista è molto debole. La sua dieta è strettamente insettivora: lombrichi, larve, insetti e altri piccoli invertebrati del suolo.

Ha un appetito enorme e deve mangiare ogni giorno, anche in inverno, poiché non va in letargo. Fa persino delle scorte: i lombrichi vengono morsi alla testa per immobilizzarli, poi conservati vivi in una dispensa sotterranea. Nessuna radice, nessun bulbo, nessun giovane germoglio figura nel menu.

Le radici rosicchiate non sono opera sua

Se le vostre carote, le patate o i bulbi di tulipano sono stati rosicchiati, cercate piuttosto tra le arvicole o i topi campagnoli. Talvolta utilizzano le gallerie della talpa, che così viene accusata a torto. Un piccolo mucchio di terra molto fine e ben tondo è opera sua. Un foro netto con radici rosicchiate intorno è opera di un roditore.

I benefici della talpa per il suolo e il giardino

Gallerie che arieggiano e drenano la terra

Scavando, la talpa costruisce una vera rete di tunnel. Queste gallerie assicurano l’aerazione del suolo, un aspetto prezioso in un terreno pesante o compatto dove l’aria circola male. Favoriscono anche il drenaggio: l’acqua piovana si infiltra più in profondità invece di ristagnare in superficie.

Questo rimescolamento giova alla fertilità. Le radici scendono più facilmente, i microrganismi si sviluppano e il suolo vivo si arricchisce. Un giardino attraversato dalla talpa è spesso un giardino con terra già di buona qualità, perché essa si insedia solo dove trova di che nutrirsi.

Un alleato contro larve e altri parassiti

La talpa consuma larve di maggiolino, larve di tipula, limacce e altri insetti che attaccano proprio le radici del prato e dell’orto. In questo senso svolge, al pari di questo piccolo coleottero alleato del giardiniere, il ruolo di ausiliario del giardino, senza alcun prodotto e senza che voi dobbiate muovere un dito.

Per essere onesti, mangia anche lombrichi, che pure sono molto utili. Il bilancio resta però positivo, perché le popolazioni di lombrichi si ricostituiscono rapidamente in un suolo sano, mentre le larve di maggiolino possono devastare un prato in poche settimane.

La terra delle talpaie: una risorsa da recuperare

Ciò che molti giardinieri vedono come un disastro è in realtà un regalo. La terra portata in superficie dalla talpa è fine, soffice e priva della maggior parte dei sassi, quasi fosse stata setacciata. Invece di buttarla, si può utilizzarla.

  • per le semine in vaschetta o in vasetto, mescolata con sabbia o compost;
  • per il rinvaso delle piante in vaso, come complemento al terriccio;
  • per riempire le buche del prato prima di riseminare;
  • per coprire i semi fini nell’orto, come le carote.

Prelevatela quando è asciutta, subito dopo la formazione del cumulo, e lasciatela arieggiare qualche giorno prima di usarla. Un consiglio di buon senso: evitate di prelevarla in un punto in cui il suolo è contaminato o trattato con prodotti.

Gli inconvenienti reali: quando la talpa diventa fastidiosa

Inutile negare i disagi. Un prato punteggiato di talpaie perde il suo aspetto curato, e il taglio diventa faticoso: i cumuli danneggiano le lame e lasciano zone di terra nuda. Le gallerie poco profonde possono anche cedere sotto i passi e destabilizzare il terreno.

Nell’orto la situazione è più delicata. Una galleria che passa sotto una fila di semine può sollevare i semi o interrompere il contatto tra una giovane piantina e la terra. Le radici delle piante più fragili restano così scoperte e si seccano. Sono danni indiretti, ma reali, soprattutto in primavera.

Come convivere con la talpa o allontanarla senza ucciderla

La soluzione più semplice è accettare la talpa dove non dà fastidio: in fondo al giardino, sotto un’aiuola, in un angolo del frutteto. Per convivere si gestiscono soprattutto le zone sensibili. Nel prato, livellate i cumuli con il rastrello non appena compaiono e usate la terra fine per riempire le buche.

Per proteggere un orto o delle semine, la barriera fisica è il metodo più affidabile. Una rete metallica a maglia fine, interrata per 30-50 centimetri intorno all’aiuola, impedisce alla talpa di scavarvi. Per i bulbi, dei cestini in rete metallica funzionano molto bene.

Se desiderate allontanarla, puntate su un repellente naturale e sulle vibrazioni, che lei sopporta male. Diverse soluzioni sono comunemente sperimentate, con risultati variabili a seconda del terreno:

  • piantare euforbia catapuzia o fritillaria imperiale, spesso citate per il loro odore;
  • infiggere nel terreno bottiglie di vetro o girandole che vibrano al vento;
  • irrorare le gallerie con un macerato di aglio o di sambuco;
  • ridurre la popolazione di larve di maggiolino, che costituiscono la loro dispensa.

Questi metodi non sono infallibili. La talpa a volte ritorna, oppure va semplicemente a scavare nel giardino del vicino. Vanno ripetuti e soprattutto combinati.

Cosa dice la normativa sulla sua eliminazione

La talpa non rientra nell’ambito di applicazione della legge 11 febbraio 1992, n. 157, che disciplina la fauna selvatica e il prelievo venatorio. Prima di qualsiasi intervento, informatevi presso il Comune o la Regione competente, poiché le regole possono variare da un territorio all’altro. Evitate in ogni caso prodotti tossici, che contaminano il suolo e possono nuocere ad altri animali.

Dannosa o alleata?

La talpa non è un parassita in senso stretto: non attacca né le colture né le radici. È un animale che rende un servizio al suolo, ma che può rovinare un bel prato o una semina fragile. La risposta migliore è spesso intermedia: tollerarla nelle zone libere e proteggere quelle sensibili.

Prima di eliminare l’animale, chiedetevi dunque che cosa vi dà davvero fastidio. Se si tratta dell’estetica del prato, basta un colpo di rastrello. Se sono le vostre semine, una barriera a rete risolve il problema. E se quest’anno le larve di maggiolino sono scomparse, forse sapete già a chi dire grazie.

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