Una libellula sfreccia sopra il tuo terrazzo, mentre il fiume più vicino dista due chilometri. Oppure si posa sul muro di un palazzo, nel pieno centro città. Nulla di anomalo, e non è affatto un segnale che «qualcosa non va».
La risposta sta in una frase: solo la larva acquatica è legata all’acqua. Una volta adulta, la libellula lascia lo stagno per completare la crescita, cacciare, disperdersi e talvolta migrare su lunghe distanze. Ecco i dettagli e, soprattutto, cosa fare (o non fare) quando ne incontri una.
Una libellula lontano dall’acqua: è normale?
È anzi la situazione più comune. Gli Odonati (l’ordine che comprende libellule e damigelle) trascorrono gran parte della vita adulta nell’aria, non necessariamente vicino all’acqua. Sulle rive dello stagno si notano soprattutto i maschi, che difendono un territorio. Le femmine vi tornano solo per deporre le uova, poi si allontanano di nuovo.
I giovani adulti si spostano ancora più lontano. Appena usciti dall’acqua hanno bisogno di alcuni giorni, a volte di qualche settimana, per diventare sessualmente maturi. Questo periodo si svolge nei prati, nei margini dei boschi, nei giardini o negli incolti, spesso a distanza considerevole dal luogo di nascita.
Larva acquatica, adulto aereo: un ciclo in due mondi
Tutto inizia nell’acqua. La femmina depone le uova in uno stagno, in un lago, in una palude, in un canale o in un ruscello a lento corso, a volte direttamente sul fusto di una pianta acquatica. La larva che ne nasce, detta anche ninfa o naiade, è un predatore temibile: si nutre di piccole prede, poi di girini e di larve di altri insetti. A seconda della specie, questa vita sott’acqua dura da alcuni mesi a uno o più anni.
Segue lo sfarfallamento. La larva risale su uno stelo, il dorso si apre e l’adulto esce dalla vecchia pelle. Questa spoglia vuota, chiamata exuvia, resta attaccata al supporto e testimonia il passaggio di una libellula. Il nuovo adulto, ancora pallido e molle, distende le ali, aspetta che si induriscano, poi prende il volo. A questo punto ha davanti a sé un intero mondo terrestre da esplorare.
Le vere ragioni che la allontanano dallo stagno
Maturazione e caccia in prati, margini e giardini
Primo motore: la maturazione sessuale. Le giovani libellule devono nutrirsi molto prima di essere pronte alla riproduzione. Si stabiliscono quindi dove le prede abbondano: prati fioriti, margini dei boschi, siepi, orti. Sono habitat terrestri ricchi di insetti volanti.
La loro dieta è carnivora e vorace. Catturano in volo zanzare, moscerini, mosche e piccole farfalle, afferrandoli con le zampe ripiegate a cestello. Un giardino tranquillo, con fiori ed erbe alte, diventa quindi un ottimo territorio di caccia, anche senza uno stagno nelle vicinanze. È per questo che se ne vedono soprattutto a fine estate, quando gli insetti sono più numerosi.
Anche il riposo ha la sua parte. Una libellula appoggiata a un muro, a un tutore o a una sedia da giardino non si è persa: si scalda al sole, digerisce, sorveglia una preda o semplicemente trascorre la notte. Le superfici calde come muri e pietre la aiutano a raggiungere la temperatura necessaria per decollare.
Dispersione e migrazione: insetti molto mobili
Secondo motore: la dispersione. Per evitare la consanguineità e colonizzare nuovi ambienti, molte specie si allontanano dal sito di nascita, a volte di diversi chilometri. È così che uno stagno scavato l’anno scorso può essere colonizzato in poche settimane.
Alcune specie vanno molto oltre. Le libellule più grandi sono abilissime volatrici, capaci di velocità di volo che possono raggiungere una cinquantina di chilometri orari. L’Anax imperatore, con la sua taglia imponente e l’addome blu o verde, si sposta volentieri su grandi distanze. Gli Sympetrum, come lo Sympetrum di Fonscolombe, e l’Aeschna mista mostrano anch’essi comportamenti migratori: alcuni individui risalgono in primavera e i loro discendenti tornano verso sud in autunno.
| Specie | Profilo di spostamento | Dove incontrarla lontano dall’acqua |
|---|---|---|
| Anax imperatore | Grande mobilità, spostamenti e migrazioni parziali | Giardini, prati, a volte in città |
| Sympetrum | Dispersione ampia, alcune specie migratrici | Muri, siepi, sentieri, fine estate |
| Aeschna mista | Migrazione ed erratismo autunnale | Margini dei boschi, giardini, zone aperte |
| Damigella | Volo più debole, spostamenti più limitati | Vegetazione vicina all’acqua, raramente molto lontano |
Idea diffusa: «una libellula in città significa che c’è un punto d’acqua proprio lì accanto»
Non necessariamente. Una libellula di passaggio può aver percorso diversi chilometri dal suo stagno d’origine. La sua presenza dimostra che sorvola la zona, non che vi è nata.
Il ruolo del meteo e del riscaldamento globale
Il meteo influenza molto questi spostamenti. Le libellule sono insetti termofili: per volare hanno bisogno di calore. Con tempo soleggiato e calmo si allontanano parecchio. Un vento costante può anche spingerle lontano dal punto di partenza, e le migratrici sfruttano i venti favorevoli per avanzare.
Anche la siccità cambia le carte in tavola. Quando uno stagno si asciuga, gli adulti devono cercare altri specchi d’acqua dove deporre le uova, il che moltiplica i voli a lunga distanza. Le ondate di caldo intenso possono quindi far comparire libellule in luoghi inattesi.
Il riscaldamento globale modifica inoltre l’areale di diverse specie. Alcune specie termofile si stanno spostando verso nord, e nuove specie si segnalano in zone dove fino a pochi decenni fa erano assenti. I naturalisti seguono da vicino questi cambiamenti, perché gli Odonati reagiscono rapidamente alle variazioni di temperatura. Poiché le loro larve non tollerano acque inquinate, la loro presenza è anche un buon indicatore della qualità dell’acqua.
Cosa fare se ne trovi una in giardino o su un muro?
Nella maggior parte dei casi, niente. Una libellula posata sta semplicemente riposando o scaldandosi. Osservala da lontano, senza toccarla: le ali sono fragili e il minimo pizzico può danneggiarle.
Alcune situazioni richiedono un piccolo aiuto:
- Se è entrata in casa e sbatte contro un vetro, apri la finestra e lasciala uscire da sola, oppure guidala dolcemente con un cartoncino senza afferrarla.
- Se è a terra, intorpidita dal freddo del mattino, non spostarla: riprenderà il volo quando il sole l’avrà riscaldata.
- Se sembra ferita (ala strappata), lasciala in un angolo riparato della vegetazione. Una libellula con un’ala danneggiata non può essere curata, ma può ancora vivere per un po’.
Quanto alle punture, stai tranquillo: una libellula non punge e non morde l’uomo in modo pericoloso. È anzi un’alleata contro le zanzare.
Favorire le libellule vicino a casa
Vuoi vederne più spesso? Uno stagno cambia tutto, anche se piccolo. Scegli una posizione soleggiata, scava sponde a pendenza dolce e prevedi una zona profonda una sessantina di centimetri. Pianta vegetali acquatici e steli eretti, indispensabili per lo sfarfallamento e la deposizione.
Evita di introdurvi pesci, che divorano le larve, e bandisci i pesticidi, che indeboliscono l’intera catena alimentare. Intorno allo stagno lascia una fascia di erbe alte e qualche fiore: i giovani adulti vi troveranno gli insetti di cui hanno bisogno durante la maturazione.
Anche senza uno specchio d’acqua, un giardino poco tagliato, con siepi, fiori selvatici e zone soleggiate per il riposo, basta ad accogliere di passaggio questi insetti. La prossima volta che una libellula si poserà vicino a te, ricordati che forse è in pieno viaggio, o semplicemente in piena battuta di caccia.





