Lo vedete tornare ogni mattina, sempre allo stesso angolo di prato, sotto la stessa siepe. Il merlo scaglia le foglie con un colpo di becco, si ferma, poi riparte. Potrebbe sembrare un’abitudine. In realtà è un pasto organizzato.
Perché il merlo gira le foglie morte: una dispensa sotto la lettiera
La risposta sta in una frase: sotto le foglie morte c’è da mangiare. Il merlo (Turdus merula) cerca lombrichi, larve, insetti, ragni e altri piccoli invertebrati, talvolta anche piccole lumache. Tutto questo piccolo mondo si nasconde nella lettiera fogliare, perché vi trova ombra, umidità e cibo.
L’autunno e l’inverno rafforzano questa abitudine. In superficie gli insetti diventano rari, il terreno in alcuni punti s’indurisce, e lo strato di foglie diventa uno dei pochi posti dove la terra resta morbida e fresca. Il merlo non ha bisogno di scavare a fondo: gli basta rovistare la superficie e beccare il terreno sottostante.
Se lo vedete insistere sulle stesse foglie, significa che coprono una zona ricca, una ragione che fa felici i giardinieri quando il merlo gira le loro foglie morte. Ci torna come si torna in un buon ristorante.
Come caccia: il gesto, il becco e le prede
Il gesto è riconoscibile. L’uccello infila il becco sotto le foglie, le spazza di lato con un movimento secco, poi si ferma. Inclina la testa, come per ascoltare. In realtà osserva il minimo movimento nella terra scoperta e individua un lombrico o una larva che si muove.
Il suo becco sottile, non conico, non è fatto per sgusciare semi. Serve a frugare, afferrare e tirare. Il merlo può così estrarre un lombrico semi infilato nel terreno, rigirare una foglia attaccata al suolo o catturare un insetto che scappa.
Le sue prede cambiano con la stagione:
- in primavera, soprattutto lombrichi e larve, che porta ai piccoli;
- in estate, insetti, lumache e frutti maturi;
- in autunno e inverno, lettiera rivoltata, bacche e ogni frutto caduto a terra.
Perché torna sempre negli stessi punti
Diversi motivi si sommano. Il primo è il territorio. Un merlo adulto difende spesso un piccolo perimetro attorno al nido e conosce ogni angolo. Ripassa sulle sue zone preferite come si fa un giro abituale.
Il secondo è la qualità del luogo. Il piede delle siepi, il sottobosco degli arbusti e gli angoli dei muri mantengono l’umidità e accumulano foglie. Più la lettiera è spessa, più ospita lombrichi e insetti. Un angolo che ha dato buoni risultati una volta ha tutte le probabilità di rifarlo il giorno dopo, perché lì il cibo si rinnova.
Il terzo è la sicurezza. Sotto una siepe il merlo è meno esposto agli sguardi dei rapaci e dei gatti che in mezzo a un prato rasato. Può frugare, guardarsi attorno e ritirarsi in due battiti d’ali. L’uccello sembra anche ricordare le zone che hanno dato prova di sé, e ciò spiega l’impressione di routine.
Perché ignora la vostra mangiatoia
Il merlo è soprattutto un uccello di terra. Diffida delle mangiatoie sospese e non mangia volentieri i semi di girasole. Una ciotola posata a terra, vicino a un cespuglio, ha molte più probabilità di attirarlo.
Cosa dice del vostro suolo e del vostro giardino
Un merlo che si attarda da voi è un buon segno. Se trova da mangiare sotto le foglie, significa che il terreno ospita lombrichi, larve e insetti in numero sufficiente. Si parla di suolo vivo: una terra in cui la fauna decompone le foglie e le trasforma in humus, che nutre le piante.
I lombrichi arieggiano il terreno, gli insetti riciclano la materia, e il merlo ne approfitta. Contribuisce anche a contenere alcuni animali indesiderati, come le larve e le piccole lumache. Al contrario, un giardino molto pulito, diserbato e trattato offre quasi nulla da frugare, e il merlo prosegue oltre.
Non stupitevi nemmeno delle foglie sparse sul vialetto o sulla terrazza. È la traccia del suo passaggio, non un danno.
Come aiutarlo senza danneggiarlo
Il primo gesto è non raccogliere tutto. Conservate zone di lettiera: ai piedi delle siepi, sotto gli arbusti, dietro un’aiuola. Sono anche i cumuli di rami e foglie che i ricci amano esplorare in giardino. Potete raccogliere le foglie dal prato e dalle terrazze, poi depositarle a strati in questi angoli. Nutriranno la vita del suolo e il merlo allo stesso tempo.
In inverno, quando il terreno gela o la neve copre tutto, un’integrazione fa la differenza. Posate a terra, al riparo di un cespuglio:
- mele tagliate a metà, preferibilmente un po’ ammaccate;
- uvetta, che potete far ammollare per un po’;
- fiocchi d’avena;
- qualche verme della farina.
Gli arbusti con bacche (cotoneaster, sambuco, biancospino, edera) forniscono cibo naturale dall’autunno fino alla fine dell’inverno. Piantati ai bordi, servono anche da riparo e da punto di osservazione.
L’acqua conta quanto il cibo. Una ciotola poco profonda gli permette di bere e fare il bagno, anche con il freddo, a condizione di rompere il ghiaccio. Lavatela regolarmente, come le ciotole del cibo: un’igiene accurata limita il contagio tra uccelli. D’estate evitate l’acqua stagnante, dove si sviluppano le zanzare.
Tre precauzioni completano il quadro. Rinunciate ai pesticidi e ai prodotti antilumache: eliminano il cibo del merlo o lo avvelenano. Collocate il cibo lontano dai nascondigli in cui un gatto potrebbe appostarsi. Infine, durante la stagione di nidificazione, evitate di potare le siepi, perché il merlo vi nidifica spesso a bassa altezza.
La prossima volta che vedrete un merlo rigirare le stesse foglie, lasciatelo fare. Vi sta segnalando che il vostro giardino funziona.





