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Onischi sotto la legna: cosa fanno davvero al legno?

Main soulevant une buche pourrie couverte de cloportes gris

Sollevate un ceppo di legna e una piccola armata di bestioline grigie si disperde in ogni direzione. Il primo riflesso è controllare che il legno non si stia facendo divorare. Buona notizia: non è così. Questi visitatori sono onischi, e la loro presenza dice più sullo stato della vostra catasta che su un vero pericolo.

Perché ci sono onischi sotto la legna? Un segno di umidità e di legno in decomposizione

L’onisco non è un insetto. È un crostaceo terrestre dell’ordine degli isopodi, cugino lontano di gamberi e granchi. Respira tramite strutture simili a branchie, il che lo obbliga a vivere in un ambiente umido, buio e riparato dal vento. Sotto un ceppo appoggiato direttamente a terra trova esattamente questo.

Se ne osservate molti, è dunque il segno che la parte inferiore della catasta resta umida, spesso a contatto con il terreno o con la lettiera di foglie (un indizio che rivela anche ciò che i cloporti dicono sullo stato del vostro suolo). Le due specie più comuni in giardino sono il porcellino di terra comune (Armadillidium vulgare), quello che si arrotola a palla, e Oniscus asellus, più piatto e più chiaro, che non sa arrotolarsi.

La risposta in tre righe

L’onisco non attacca il legno sano e asciutto. Non punge, non morde e non trasmette nulla. Si nutre di legno già ammorbidito dall’umidità e dai funghi, restituendo così la materia al suolo.

L’onisco, decompositore: cosa mangia davvero nel legno?

L’onisco è un detritivoro. Vive di materia organica morta: foglie cadute, residui vegetali, frutti marci, cortecce e legno in via di decomposizione. Apprezza anche le pellicole di funghi e batteri che rivestono questi materiali, come un buongustaio che preferisce il legno già ben ammorbidito.

Un legno sano e asciutto è troppo duro e troppo povero d’acqua per lui. Le sue parti boccali sono fatte per raschiare e sminuzzare tessuti molli, non per scavare gallerie. Se vedete degli onischi su un ceppo, significa che questo ha già iniziato a degradarsi, in genere sulla faccia a contatto con il suolo o sotto la corteccia.

Il loro ruolo nella decomposizione del legno: una tappa nella catena del legno morto

Un albero abbattuto non scompare all’improvviso. La sua decomposizione avviene a staffetta, e ogni attore prepara il lavoro del successivo. L’onisco interviene in una fase precisa: frammenta.

Il legno è composto soprattutto da cellulosa e lignina, due materiali resistenti che pochi animali sanno digerire. Sono funghi e batteri a occuparsene per primi. Gli onischi arrivano dopo, sminuzzano il legno ammorbidito, mescolano i frammenti al suolo e ne ricavano un humus fine, ricco e facile da attaccare per la microfauna del terreno.

Il risultato: moltiplicando le superfici esposte, accelerano il ritorno dei nutrienti alla terra. È questo ciclo dei nutrienti che alimenta l’humus, e quindi le piante che cresceranno in quel punto. In un compost svolgono esattamente lo stesso ruolo.

L’onisco di fronte a funghi e insetti xilofagi

Gli onischi vengono spesso confusi con i veri parassiti del legno. La differenza è però netta: gli xilofagi attaccano il legno sano, a volte anche secco, mentre l’onisco interviene dopo i funghi lignivori. La tabella seguente riassume chi fa cosa.

Attore Cosa attacca Segni visibili
Onisco Legno già umido e ammorbidito, lettiera Piccoli crostacei grigi sotto il ceppo, nessuna galleria
Funghi lignivori Cellulosa e lignina del legno umido Legno spugnoso, filamenti bianchi, odore di fungo
Capricorno, tarlo Legno sano o secco (travature, mobili) Gallerie, fori di uscita, segatura fine
Termiti Legno strutturale, dall’interno Cordoncini di terra, legno cavo sotto pressione

Gli onischi danneggiano la vostra legna o la vostra casa?

Per la legna da ardere la risposta è no. Non indeboliscono una legna da ardere ben stagionata e non la fanno marcire: approfittano di un’umidità che era già presente. Non sono nemmeno pericolosi per le persone, perché non pungono, non mordono e non trasmettono malattie note all’uomo.

La loro presenza può però servire da campanello d’allarme. Una colonia importante ai piedi di un muro, o onischi che entrano in casa, indicano un eccesso di umidità da correggere: una grondaia che trabocca, un suolo che non drena, una cantina poco aerata. Nell’orto possono rosicchiare qualche giovane piantina o frutto a contatto con il suolo quando il cibo scarseggia, ma i danni restano limitati.

Il vero rischio per un’abitazione viene dagli xilofagi. Se trovate gallerie, fori di uscita rotondi o una fine polvere di legno, non si tratta di onischi. In quel caso serve una diagnosi, soprattutto per una struttura portante o per i rivestimenti in legno.

Cosa fare: lasciarli, spostarli o limitarne la presenza

Se la catasta è lontana dalla casa, la cosa migliore è non fare nulla. Gli onischi sono utili e nutrono, tra l’altro, ricci (si capisce meglio perché un riccio si avvicina al compost), uccelli, rospi e ragni. Eliminarli non avrebbe alcun senso e i prodotti usati danneggerebbero il resto della microfauna.

Se la catasta tocca la facciata o si trova vicino a una porta, bastano pochi accorgimenti per ridurne il numero senza nuocere loro:

  • sollevare i ceppi su pallet o travetti, per interrompere il contatto con il suolo;
  • lasciare circolare l’aria tra le cataste e non addossare la legna a un muro;
  • allontanare la catasta dalla casa di almeno qualche decina di centimetri, meglio ancora di un metro;
  • proteggere la parte superiore con un telo o una tettoia, lasciando però aperti i lati;
  • rimuovere le foglie morte e i detriti accumulati alla base della pila.

Questi stessi accorgimenti limitano anche i funghi, quindi la vostra legna asciuga meglio e brucia meglio. Per spostare gli onischi, potete raccoglierli a mano e deporli nel compost o sotto una siepe, dove troveranno di che nutrirsi.

Domande frequenti sugli onischi

L’onisco è un insetto?

No. Appartiene ai crostacei, come i gamberi. Ha quattordici zampe, mentre un insetto ne ha sei, e respira tramite strutture simili a branchie, da cui il suo bisogno di umidità.

Mangia il legno sano?

No. Attacca solo il legno già ammorbidito dall’acqua e dai funghi. Su un ceppo asciutto e ben conservato non trova nulla da mangiare.

Perché se ne trovano anche in casa?

Cercano umidità. Una cantina, un bagno o un piano terra troppo umidi li attirano. Arieggiare, riparare le perdite e chiudere le fessure vicino alle soglie di solito risolve il problema.

Bisogna proteggerli in giardino?

Sì, in gran parte. Nel compost, sotto il legno morto o nella lettiera di foglie morte che ospita tanti piccoli animali, contribuiscono a formare l’humus e a far circolare i nutrienti. Fanno parte dell’ecosistema del giardino, come i lombrichi.

La prossima volta che sollevate un ceppo e vedete questi piccoli crostacei disperdersi, saprete con cosa avete a che fare: dei riciclatori al lavoro, che segnalano soprattutto che la parte inferiore della vostra catasta avrebbe bisogno di un po’ più d’aria.

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Margot Delacroix teste et analyse les solutions pratiques qui transforment quotidiennement un logement. Passionnée par les économies d'énergie et l'optimisation de l'habitat, elle explore les alternatives simples aux équipements coûteux et décortique les innovations qui font vraiment la différence dans une maison.
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