Eccola lì, appiccicata alla pietra ancora tiepida, con gli occhi socchiusi, perfettamente immobile. Passi accanto con il caffè e lei non si muove di un millimetro. Non è pigra: si sta ricaricando, come un telefono attaccato alla presa.
Un animale ectotermo: perché la lucertola ha bisogno del sole
La risposta sta in una parola: ectotermo. A differenza di te, di un gatto o di un passero, questo rettile produce quasi nessun calore con il proprio metabolismo. La sua temperatura corporea dipende quindi da ciò che la circonda: l’aria, il terreno, la pietra, i raggi del sole. In termini tecnici si parla di termoregolazione, cioè la capacità di regolare la temperatura attraverso il comportamento.
Al mattino, dopo una notte passata in un rifugio, è fredda e intorpidita. Esce quindi a esporsi al sole per riportare su la temperatura del corpo. È il basking, il crogiolarsi al sole, e il termine non è un’esagerazione: è una vera strategia di sopravvivenza.
«Sangue freddo»: l’espressione che inganna
Si dice spesso che i rettili abbiano il sangue freddo. È un’espressione imprecisa: una lucertola riscaldata dal sole può avere il corpo più caldo del tuo. Ciò che cambia è l’origine del calore: esterna per lei, interna per noi.
Che cosa permette il calore alla lucertola: digestione, movimento, caccia e fuga
Per una lucertola il calore non è un comfort, è carburante. Finché il corpo è freddo, i muscoli rispondono male e i riflessi sono lenti. Una lucertola intirizzita è una preda facile, incapace di staccarsi dal muro in tempo se compare un predatore.
Una volta riscaldata, cambia tutto. Corre veloce, arrampica senza sforzo e insegue gli insetti che le passano a portata di zampa. Mosche, ragni, piccole farfalle, afidi: le sue prede sono più facili da catturare quando lei è pienamente attiva.
Anche la digestione dipende dalla temperatura. Il cibo si trasforma in energia solo se il corpo è abbastanza caldo, altrimenti resta fermo nello stomaco e rischia di non essere assimilato bene. Il bagno di sole serve quindi tanto a cacciare quanto a digerire ciò che ha già ingoiato.
Perché al mattino? Il rito del bagno di sole
Durante la notte la temperatura della lucertola si allinea a quella dell’aria, e all’alba è al suo minimo. È il momento in cui ha più da guadagnare dal sole, ma anche quello in cui l’aria è ancora fresca, il che obbliga a un’esposizione prolungata. Quando fa troppo freddo, sotto i 15 °C, tende a ritirarsi nel suo nascondiglio.
Ha anche qualche trucco. Si orienta perpendicolarmente ai raggi del sole per catturarne il massimo e appiattisce il corpo per aumentare la superficie esposta. Sceglie inoltre il supporto giusto: una piastrella, un muretto o delle pietre piatte accumulano calore e lo restituiscono dal basso.
Le lucertole, in generale, preferiscono una temperatura corporea intorno ai 33 °C. Una volta raggiunta questa soglia, possono allontanarsi per cacciare, difendere il territorio o riprodursi. La lucertola muraiola (Podarcis muralis), la specie più frequente su muri e terrazze, segue esattamente questo schema.
Troppo caldo fa male: come la lucertola evita il surriscaldamento
Il sole è un alleato, ma a dosi limitate. Oltre una certa soglia un rettile può andare incontro a un surriscaldamento mortale, e non ha mezzi efficaci per rinfrescarsi: non suda. Il suo unico strumento è il comportamento.
Appena fa troppo caldo, alterna quindi esposizione e rifugio. Scappa all’ombra di un cespuglio, si infila tra due pietre o si nasconde in una fessura del muretto. Esce più tardi, quando la temperatura scende. È questa continua ginnastica a costituire la sua termoregolazione.
Ecco perché, in piena estate, la vedi soprattutto la mattina presto e a fine giornata, raramente alle 15 su una piastrella rovente. Se trova un angolo fresco nelle vicinanze, si regola senza sforzo apparente. Se non ce l’ha, corre dei rischi.
Cambiamento climatico e giardino: come aiutare le lucertole a casa
Le ondate di calore si moltiplicano e i rettili sono tra i primi a soffrirne. Le superfici minerali molto calde, i giardini troppo ordinati e le terrazze senza nascondigli riducono le possibilità di mettersi al riparo. A ciò si aggiunge la pressione dei gatti domestici, cacciatori di lucertole molto abili.
Buona notizia: bastano pochi accorgimenti per offrire loro un piccolo paradiso, e tu guadagni un prezioso alleato, grande consumatore di insetti. Ecco cosa funziona meglio:
- sistemare alcune pietre piatte in pieno sole, orientate a sud o a est, per ricreare le condizioni che spingono una lucertola a installarsi su un muretto;
- conservare o costruire un muretto a secco, con fessure che fungano da riparo, perché un cumulo di pietre serve da rifugio per la fauna;
- prevedere nelle vicinanze una zona d’ombra: una catasta di legna, piante tappezzanti, un cespuglio fitto;
- evitare i pesticidi, che privano la lucertola delle sue prede;
- tenere il gatto in casa nelle ore in cui escono le lucertole, soprattutto all’alba.
Se incontri una lucertola immobile, lasciala tranquilla: disturbarla la costringe a fuggire prima di aver raggiunto la temperatura giusta, e questo la sfinisce. Un angolo di giardino selvatico, un muro che si scalda al sole e un po’ d’ombra a due passi: è tutto ciò che chiede per tornare ogni mattina.
Che cosa ti racconta il suo piccolo rituale
La prossima volta che vedrai questa lucertola immobile sulla pietra, saprai cosa sta facendo: regola la temperatura del suo corpo, senza termostato né coperta. Il suo bagno di sole è il passo preliminare di tutto il resto: digestione, caccia, fuga. E finché la tua terrazza le offrirà insieme calore e riparo, continuerà a sceglierla.






