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Lasciare un angolo di ortiche in giardino: quali farfalle ne approfittano davvero?

Homme debout, orties hautes devant une cabane en bois

Un angolo di giardino dall’aspetto trascurato, qualche ciuffo di ortiche nascosto dietro il capanno, eppure un piccolo mondo vi trova rifugio. Il consiglio di risparmiare questa erbaccia che punge è ormai diffuso tra divulgatori e appassionati. Dietro la formula c’è una realtà molto concreta: l’ortica nutre i bruchi di diverse farfalle tra le più belle dei nostri giardini.

Perché le ortiche sono indispensabili alle farfalle

L’ortica comune (Urtica dioica) è ciò che i naturalisti chiamano pianta nutrice. Le femmine di alcune specie la individuano per deporvi le uova, e i bruchi che ne nascono non hanno bisogno di altro cibo. Senza ortiche nei paraggi non c’è deposizione e quindi, l’estate successiva, niente farfalle.

La cosa più sorprendente è che questi insetti non scelgono un ciuffo qualsiasi. Preferiscono ortiche giovani e tenere, ricche di azoto, spesso lungo il bordo di un riparo o di un muro che frena il vento. Il fondo di un giardino, vicino a un capanno, risponde esattamente a questi criteri.

Quali farfalle approfittano di un angolo di ortiche?

Si tratta soprattutto delle vanesse, farfalle piuttosto grandi e colorate, che spesso si vedono scaldarsi al sole su un muro o su una pietra. Tre specie comuni dipendono in gran parte dall’ortica, mentre altre la sfruttano in modo più localizzato.

Farfalla Nome latino Cosa fanno i bruchi
Vanessa dell’ortica Aglais urticae Vivono in gruppo su ortiche ben esposte al sole
Occhio di pavone Aglais io Bruchi neri punteggiati di bianco, in colonie sotto un velo di seta
Vulcano Vanessa atalanta Solitari, nascosti in una foglia ripiegata
Ceonimo Araschnia levana Uova deposte a filza, due generazioni all’anno
Polygonia Polygonia c-album Uova isolate, ortica tra altre piante nutrici (luppolo, nocciolo)

Se vedete foglie di ortica rovinate, con piccoli bruchi che brulicano sopra, non prendete il diserbante. È proprio il segno che il vostro angolo selvatico sta facendo il suo lavoro.

Come lasciare e gestire il proprio angolo di ortiche in giardino

Dove e quanta superficie conservare

Non serve un campo. Uno o due metri quadrati bastano, meglio se distribuiti in più ciuffi piuttosto che in un unico blocco. Le farfalle preferiscono ortiche al sole o a mezz’ombra, riparate dal vento, su un terreno piuttosto ricco.

Per evitare che l’ortica invada tutto l’orto, delimitate la zona. Un bordo in pietra, una falciatura regolare tutt’intorno o un colpo di vanga sui rizomi ai margini all’inizio della primavera bastano a tenerla al suo posto. Indossate i guanti quando intervenite e avvisate i bambini.

Falciare al momento giusto per prolungare l’accoglienza dei bruchi

È il punto che molti dimenticano. Un’ortica lasciata com’è diventa dura, fiorisce e va in seme, e le femmine della seconda generazione la evitano. La falciatura scaglionata risolve il problema.

All’inizio di giugno tagliate circa metà del ciuffo a pochi centimetri da terra. I nuovi germogli arrivano in qualche settimana, giusto in tempo per accogliere le deposizioni estive. L’altra metà resta intatta, con i suoi bruchi già sistemati.

Ottobre: non tagliate subito nulla

In autunno gli steli secchi ospitano uova, crisalidi e insetti che svernano. Aspettate la fine dell’inverno per la pulizia, e lasciate gli steli tagliati alla base del ciuffo per qualche giorno prima di portarli via.

Completare con fiori nettariferi per gli adulti

L’ortica nutre i bruchi, ma le farfalle adulte hanno bisogno di nettare. Un vero giardino per farfalle unisce quindi le due cose, un po’ come un fiore selvatico che nutre diverse specie di impollinatori. La lavanda, l’eupatorio canapaio, i sedum autunnali o il rovo ai margini forniscono di che rifornirsi da maggio a ottobre.

A fine stagione lasciate anche qualche frutto troppo maturo a terra e dell’edera in fiore. Vulcano e Occhio di pavone li sfruttano per accumulare riserve prima dell’inverno. E il capanno sul fondo non è un dettaglio: Occhio di pavone e Vanessa dell’ortica adulti svernano volentieri in ripari, fienili e legnaie poco riscaldati.

Gli altri vantaggi di un angolo di ortiche per la biodiversità

L’ortica attira alcuni afidi specifici, che non attaccano le vostre verdure. Servono da dispensa per le coccinelle (e si può imparare a riconoscere le piccole coccinelle gialle), per i sirfidi e per le crisope, tutti ausiliari che poi pattugliano il resto dell’orto. Il vostro angolo selvatico diventa un serbatoio di predatori naturali.

È anche un rifugio per i carabi, i ragni e talvolta i ricci, e una risorsa per gli uccelli che becchettano bruchi e semi. Chi partecipa a iniziative di tutela della biodiversità lo sa bene. Rinunciare a estirpare e ai pesticidi su questo piccolo spazio basta a far crescere la diversità di tutto il terreno, proprio come si può attirare le cinciarelle grazie a un angolo selvatico in giardino.

Allora, questo vecchio angolo di ortiche dietro il capanno? Conservatelo, limitatelo, falciatene metà a giugno, e aspettate la prossima estate per contare le Vanesse dell’ortica e gli Occhi di pavone che vi passeranno.

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