Ti è capitato di trovare questa domanda in un quiz, oppure ti chiedi semplicemente perché le api si gettano su certi fiori appena arrivano le prime giornate miti? La risposta si riassume in una parola: tarassaco, conosciuto anche come dente di leone. Ma non è l’unico, ed è proprio questo a rendere il tema interessante.
La risposta breve: il tarassaco in testa alla lista
Quando un indovinello parla di un fiore giallo dell’inizio di primavera molto frequentato dagli impollinatori, la risposta attesa è quasi sempre il tarassaco. Fiorisce da marzo, a volte prima, in un periodo in cui poche altre piante offrono cibo agli insetti che escono dall’inverno.
Se il quiz propone altre opzioni, guarda con attenzione le alternative: la primula, il favagello, la tussilagine o il ranuncolo sono anch’essi buone risposte dal punto di vista ecologico. Il tarassaco resta semplicemente il più conosciuto e il più diffuso.
Il tarassaco, protagonista degli impollinatori in primavera
Quello che scambi per un fiore è in realtà un capolino, cioè decine di piccoli fiori stretti tra loro. Ognuno produce nettare e polline, e l’insetto non deve spostarsi molto per fare il pieno. Per un’ape che deve ricostituire le sue riserve dopo l’inverno, è un buffet ideale.
I visitatori sono numerosi: api domestiche, api selvatiche solitarie, bombi appena risvegliati dalla diapausa, sirfidi, farfalle e piccoli coleotteri. Le regine di bombo, che fondano da sole la loro colonia, vi trovano l’energia necessaria per avviare il nido. Senza questa risorsa alimentare precoce, molte di loro faticherebbero a superare il periodo critico.
Il tarassaco ha anche un vantaggio pratico: fiorisce per lungo tempo e ricresce dopo il taglio. Lo incontrerai nei prati, ai bordi dei sentieri, nei pascoli e perfino nelle fessure dei marciapiedi.
Altri fiori gialli di primavera molto frequentati dagli insetti
Il tarassaco non fa tutto il lavoro da solo: scopri un’altra pianta selvatica capace di nutrire diverse specie di impollinatori. Diverse specie gialle si danno il cambio da febbraio a giugno, e proprio questa successione è importante per la biodiversità. Ecco una panoramica di quelle che meritano attenzione.
Fiori selvatici: ranuncolo, favagello, tussilagine
La tussilagine è una delle prime a fiorire, a volte già a febbraio, lungo scarpate e terreni smossi. I suoi capolini gialli offrono nettare e polline alle prime api solitarie. Il favagello, con le sue stelle lucenti sotto le siepi e nei sottoboschi, svolge un ruolo simile un po’ più tardi e attira anche sirfidi e piccole mosche.
La primula officinale (Primula veris) cresce nei prati e lungo i margini erbosi. Il suo fiore a tubo è adatto soprattutto ai bombi e alle farfalle dalla lunga proboscide. Il ranuncolo, infine, compare ad aprile e maggio: il suo nettare molto accessibile attira sirfidi e numerosi piccoli insetti, anche se la pianta è tossica per il bestiame.
Fiori da giardino: primula, forsizia, ginestra, narciso
In giardino, la primula comune a fiori semplici è una scelta eccellente: fiorisce presto, tollera una leggera ombra e nutre bombi e api. La ginestra dei carbonai, ad aprile e maggio, produce moltissimo polline che bombi e api solitarie raccolgono scuotendo il fiore. In compenso, ne produce pochissimo nettare.
La forsizia e i narcisi (comprese le giunchiglie) creano splendide macchie di colore, ma il loro interesse per gli insetti è più limitato, come mostra la tabella qui sotto.
| Fiore | Fioritura | Risorsa | Visitatori principali |
|---|---|---|---|
| Tussilagine | Da febbraio ad aprile | Nettare e polline | Api solitarie, mosche |
| Tarassaco | Da marzo a maggio | Nettare e polline | Api, bombi, sirfidi |
| Favagello | Da marzo ad aprile | Nettare e polline | Sirfidi, piccole api |
| Primula officinale | Da marzo a maggio | Nettare in tubo | Bombi, farfalle |
| Ginestra dei carbonai | Da aprile a giugno | Soprattutto polline | Bombi, api solitarie |
| Ranuncolo | Da aprile a giugno | Nettare accessibile | Sirfidi, mosche, api |
Perché gli impollinatori sono attratti dal giallo?
Api e bombi non percepiscono i colori come noi. Vedono bene il giallo, il blu e il viola, ma non il rosso. Un fiore giallo risalta quindi nettamente sul verde di un prato, anche da lontano.
C’è poi un effetto che ci sfugge: molti fiori gialli portano disegni invisibili all’occhio umano ma visibili nei raggi ultravioletti. Questi segni funzionano come piste di atterraggio e guidano l’insetto verso il nettare. Quanto ai sirfidi, sono particolarmente attratti dai fiori aperti e gialli, dai quali il nettare si raccoglie senza particolari tecniche.
Il colore, però, non spiega tutto. Ciò che conta davvero per il foraggiamento è la presenza effettiva di nettare e polline nella stagione giusta, e una forma del fiore adatta alla lingua dell’insetto.
Come accogliere gli impollinatori con fiori gialli in giardino
Il gesto più efficace è anche il più economico: lascia fiorire i tarassachi almeno fino alla fine della loro fioritura. Puoi tollerarli in un angolo di prato, ai piedi di una siepe o sotto gli alberi da frutto. Gli insetti che trovano cibo a marzo e aprile saranno poi lì a impollinare i tuoi meli, le tue fragole e il tuo orto.
La rasatura differenziata dà buoni risultati. Mantieni una zona non tagliata, bastano pochi metri quadrati, e taglia il resto più alto e meno spesso. Ritarda lo sfalcio finché i fiori non hanno finito di produrre nettare e polline. In poche settimane vedrai tornare api selvatiche, bombi e sirfidi.
Forsizia e narcisi a fiore doppio: la falsa buona idea
La forsizia offre poco nettare accessibile, e i narcisi a fiore doppio, pieni di petali, chiudono l’accesso al polline. Belli in giardino, aiutano pochissimo gli insetti. Preferisci le varietà a fiore semplice, oppure abbinali a piante più generose come le primule.
Per distribuire la risorsa nel tempo, combina specie che fioriscono in momenti diversi (tussilagine o favagello a fine inverno, primule e tarassachi a marzo, ginestra e ranuncolo ad aprile e maggio), un po’ come fa la giardiniera che pianta borragine nell’orto per attirare le api. Un giardino che offre fiori per tutta la stagione nutre gli impollinatori nel tempo, non solo per il tempo di una domenica di sole.
Ultimo accorgimento: evita insetticidi e diserbanti selettivi sui prati fioriti. Un solo trattamento in piena fioritura può avvelenare proprio gli insetti che vuoi attirare. Se devi intervenire, fallo fuori dal periodo di fioritura e a fine giornata, quando gli insetti impollinatori sono rientrati.
Cosa ricordare per il tuo quiz e per il tuo giardino
Per rispondere all’indovinello, pensa al tarassaco. Per agire concretamente, ricorda che in primavera si susseguono diversi fiori gialli, e ognuno ha il suo ruolo. Un prato un po’ meno ordinato, qualche fiore selvatico lasciato crescere e varietà semplici anziché doppie bastano a trasformare un giardino in un rifugio per gli insetti.





