Avete appena piantato un nocciolo in fondo al giardino e vi chiedete chi arriverà? La risposta è una lista piuttosto lunga: scoiattoli, ghiandaie, picchi muratori, cince, topi selvatici, ricci, api e una miriade di insetti. Ognuno trova qualcosa di utile, in un momento preciso dell’anno.
Il Corylus avellana, nocciolo comune e specie autoctona diffusa in tutte le regioni italiane, è uno degli arbusti più generosi per la fauna. Vediamo chi ne approfitta, perché, e cosa fare perché lo spettacolo inizi presto.
Quali animali approfittano di un nocciolo in giardino?
Scoiattoli, topi selvatici e altri piccoli mammiferi: i golosi di nocciole
Lo scoiattolo è la star della lista. Già a fine estate viene a raccogliere le nocciole ancora sull’arbusto, poi ne seppellisce decine per l’inverno (vi spieghiamo perché gli scoiattoli sotterrano i semi in giardino). Ne dimentica una parte, e spiega i giovani noccioli che a volte spuntano dall’altra parte del terreno.
I topi selvatici e le arvicole sono attivi soprattutto di notte, quando non li vedete. Raccolgono le nocciole cadute a terra e le immagazzinano nelle loro gallerie. Se nella vostra zona vive il ghiro, un roditore arboricolo, il nocciolo è il suo fornitore preferito. Il riccio, invece, non mangia nocciole, ma si infila volentieri sotto i rami bassi e nello spessore delle foglie morte per cercare lumache e insetti, oppure per preparare il nido invernale (scoprite un trucco naturale per rendere il giardino accogliente per i ricci).
Uccelli e insetti: riparo, cibo e polline
Tra gli uccelli, la ghiandaia è golosa di nocciole. Ne porta via parecchie alla volta nel gozzo e le nasconde nel terreno. Il picchio muratore le incastra in una fessura della corteccia per romperle a colpi di becco. Le cince, più piccole, beccano i frammenti e frugano il fogliame alla ricerca di bruchi per nutrire i piccoli.
Il nocciolo è anche un rifugio. Il suo portamento cespuglioso, con i numerosi fusti, offre nascondigli sicuri al pettirosso, alla passera scopaiola o alla capinera, che vi costruiscono talvolta il nido.
Tra gli insetti, api e altri impollinatori raccolgono il polline degli amenti in un periodo in cui quasi nient’altro fiorisce. Le foglie ospitano anche bruchi di farfalle, che a loro volta nutrono gli uccelli. Quanto alle coccinelle e ai sirfidi, vengono a cacciare gli afidi sul fogliame. Legato direttamente al frutto è anche il balanino delle nocciole (Curculio nucum).
Perché il nocciolo attira tanta fauna?
Il segreto sta nel modo in cui le sue risorse si distribuiscono su quasi tutto l’anno. A differenza di un arbusto che offre qualcosa in un solo periodo, il nocciolo propone un menu diverso a ogni stagione. Ecco il calendario tipo di ciò che offre.
| Stagione | Cosa offre il nocciolo | Chi ne approfitta |
|---|---|---|
| Fine inverno (da gennaio a marzo) | Amenti maschili e polline, fioritura invernale | Api, bombi, insetti impollinatori |
| Primavera | Fogliame, bruchi, riparo per i nidi | Cince, capinere, pettirossi, coccinelle |
| Estate | Ombra fresca, chioma fitta, nocciole in formazione | Riccio, piccoli uccelli, insetti |
| Autunno | Nocciole mature, lettiera di foglie | Scoiattolo, ghiandaia, picchio muratore, topi selvatici, riccio |
Da sapere: gli amenti disperdono il polline con il vento, ma le api vengono comunque a servirsene a fine inverno, in mancanza di alternative. Per loro è un aiuto prezioso all’uscita dalla cattiva stagione.
Riconoscere dal guscio di nocciola chi è passato
Una nocciola tagliata netta in due tradisce lo scoiattolo. Un piccolo foro rotondo con segni di denti sul bordo è piuttosto opera di un topo selvatico. Se il guscio è spaccato in modo irregolare, pensate al picchio muratore, che martella il frutto incastrato nella corteccia. Un piccolo foro rotondo ma ben liscio (con striature oblique sul bordo) può far pensare al ghiro. È un buon modo per capire chi frequenta il giardino senza passare la notte fuori.
Dove e come piantare il nocciolo per la fauna?
Il nocciolo è rustico e poco esigente. Ama il sole o la mezz’ombra, un terreno fresco e profondo, e sopporta bene il freddo. Un angolo del giardino gli si addice perfettamente, purché gli si lasci spazio: contate un arbusto alto e largo da 3 a 6 metri.
La messa a dimora si fa da novembre a marzo, fuori dai periodi di gelo. Scavate una buca due volte più larga della zolla, innaffiate bene dopo l’interramento e stendete una pacciamatura di foglie o di cippato alla base per conservare l’umidità. Il nocciolo impiega spesso tre-cinque anni prima di produrre nocciole in quantità.
Per raccogliere frutti, e quindi nutrire più animali, piantate preferibilmente due esemplari di varietà diverse. Il nocciolo ha bisogno del polline di un altro individuo per fruttificare bene. Se avete un solo spazio disponibile, un nocciolo del vicino può fare al caso vostro.
Siepe campestre o esemplare isolato: quale forma per la biodiversità?
Un nocciolo isolato attira già parecchia fauna. In siepe campestre, mescolato a biancospino, sambuco nero, corniolo o rosa canina, diventa molto più efficace. La siepe crea un corridoio di passaggio per il riccio e lo scoiattolo, moltiplica i nascondigli per gli uccelli e distribuisce fioriture e frutti per tutto l’anno.
Se lo spazio manca, tenete almeno il nocciolo accanto ad altri arbusti o a un cumulo di legna. Un angolo selvatico per attirare le cinciarelle, con foglie morte e rami a terra, vale più di un prato rasato fino al piede. Potete anche appendere un nido artificiale per cince su un albero vicino, a buona altezza e al riparo dal vento dominante.
Potatura e manutenzione: preservare amenti e nocciole per la fauna
La potatura è il punto in cui si disturba più spesso la fauna senza volerlo. Evitate di potare prima della fine della fioritura: tagliando in pieno inverno eliminate gli amenti di cui le api hanno bisogno. Aspettate la fine della fioritura, a febbraio o a marzo, per intervenire.
Il nocciolo tollera molto bene la ceduazione. Ogni tre o quattro anni, tagliate alla base i fusti più vecchi per rinnovare l’arbusto, senza togliere tutto in una volta. Da marzo ad agosto, lasciate le forbici in garage: è il periodo della nidificazione, e un nido disturbato raramente sopravvive senza danni.
In autunno, resistete alla tentazione di raccogliere tutto. Lasciate qualche nocciola a terra, così come la lettiera di foglie: è la riserva di topi selvatici e ricci. Evitate anche gli insetticidi e i prodotti antilumache, che avvelenano la catena alimentare e privano gli uccelli delle loro prede. In definitiva, un nocciolo ben posizionato e poco disturbato basta a trasformare un angolo dimenticato in una vera riserva di vita selvatica.






