Avete sollevato un angolo del telo, individuato un groviglio di aculei e capito che il vostro giardino ospita un inquilino. Un riccio che si sistema sotto un bancale non ha nulla di strano: ha trovato un angolo asciutto, discreto e riparato dal vento. Con la fine dell’autunno ormai vicina, l’ibernazione si avvicina, quindi questo rifugio di fortuna potrebbe diventare la sua casa invernale. Resta da renderlo sicuro senza rovinare nulla.
Riccio sotto un bancale: cosa fare (e non fare) subito?
Il primo istinto deve essere non fare nulla di eclatante. Non spostate il bancale, non sollevate il riccio e non cercate di fotografarlo da vicino. Un animale disturbato durante la preparazione all’inverno consuma energie che non può permettersi di sprecare e può abbandonare un rifugio perfettamente adatto per un posto molto peggiore.
Poi fate un giro della zona. Individuate dove si trova l’entrata naturale, verificate che nulla la ostruisca e annotate cosa c’è nei paraggi: area di sfalcio, cumuli di materiali, vasche, prodotti stoccati. Osservate da lontano, la sera, senza puntare una torcia. Il riccio è notturno (ciò spiega, come racconta perché non si vede mai il riccio in giardino, la sua rarità nel vedersi): è normale che esca solo al calare della notte.
| Da fare | Da non fare |
|---|---|
| Lasciare il bancale al suo posto | Sollevare il bancale per «vedere» |
| Mettere acqua fresca lontano dal rifugio | Dare latte o pane |
| Mantenere la zona tranquilla (niente tosaerba, niente fuochi) | Usare diserbanti o lumachicidi |
| Aggiungere foglie secche intorno, senza frugare sotto | Spostare l’animale «per il suo bene» |
Mettere in sicurezza il rifugio di fortuna: i rischi da eliminare intorno al bancale
Il pericolo numero uno resta l’attrezzatura da giardino. Il tosaerba, il decespugliatore e il tagliabordi feriscono o uccidono ogni anno molti ricci che, invece di fuggire, si rannicchiano. Prima di passare nell’erba alta intorno al bancale, delimitate la zona o lasciatela così com’è fino alla primavera.
Anche i prodotti chimici contano. Diserbanti, lumachicidi, insetticidi e topicidi avvelenano l’animale direttamente o attraverso le prede che mangia. Se ne conservate vicino al bancale, spostateli in un locale chiuso. Infine, attenzione ai falò: un cumulo di rami preparato per essere bruciato è un rifugio allettante, quindi controllate sempre che sia vuoto prima di accendere.
Fate attenzione anche alle trappole più discrete: una vasca con bordi ripidi, dove una rampa nel laghetto può salvare ricci e rane, reti di protezione tese a filo di terra, tubi o bidoni aperti in cui potrebbe cadere. Bastano dieci minuti per sistemare questi dettagli, che possono evitare il peggio.
Migliorare il bancale senza disturbare l’animale: accesso, isolamento e protezione dall’umidità
Il bancale offre un tetto, ma non sempre una vera protezione. Il vuoto sottostante lascia passare il freddo e, dopo le piogge intense, l’umidità risale dal suolo. Il riccio tollera male un nido bagnato, ed è proprio questo a indebolire gli animali durante l’inverno. L’idea è quindi rafforzare l’esistente dall’esterno, mai dall’interno.
Accesso, copertura e materiali da preferire
Cominciate dalla pioggia. Appoggiate sopra il bancale un telo o un’asse di legno non trattato, fissandoli senza spostare il bancale e senza toccare l’entrata, poi coprite il tutto con rami o foglie secche per l’isolamento. Il legno trattato, le vernici e gli impregnanti rilasciano sostanze tossiche: vanno evitati intorno a un animale che resterà per mesi nello stesso posto.
Quanto all’entrata, deve restare libera e orientata in direzione opposta ai venti dominanti. Non ostruitela con muretti, reti, legna o oggetti: deve restare un passaggio aperto. Un’apertura di circa 12-15 cm di larghezza è sufficiente.
Per il comfort, lasciate che il riccio costruisca il nido da solo. Potete depositare nelle vicinanze, non dentro, un po’ di foglie secche, paglia o fieno asciutto: se ne servirà. Evitate tessuti, lana o cotone, che si impigliano nelle zampe e possono aggrovigliarsi.
Conviene installare un vero riparo per ricci accanto?
Sì, è una buona idea, soprattutto se il bancale è solo un rifugio temporaneo (potrebbe essere spostato in primavera o indebolito dalla pioggia). Un vero riparo per ricci, in legno non trattato, con un corridoio d’ingresso a L e un tetto impermeabile, offre una sicurezza maggiore. Collocatelo in un angolo tranquillo del giardino, al riparo dal vento e dal sole diretto, con l’entrata rivolta in direzione opposta ai venti dominanti.
Riempitelo di paglia o fieno e copritelo con foglie e rami. Non forzate nulla: il riccio lo adotterà o no, a volte già in questa stagione, altre volte solo l’estate successiva, quando cerca un posto fresco. Lasciate il bancale dov’è finché è occupato.
Acqua, alimentazione e manutenzione: i comportamenti giusti
Una ciotola d’acqua fresca, cambiata ogni giorno, è più utile di qualsiasi pasto. Posizionatela a distanza dal rifugio, in un punto dove non possano rovesciarla cani o gatti. Non somministrate latte, che provoca disturbi digestivi, né pane né cibo improvvisato. Il riccio non va alimentato senza necessità: se appare debilitato, ogni eventuale intervento alimentare va valutato da un veterinario o da un CRAS.
La manutenzione si riduce quasi a nulla: non si apre, non si pulisce, non si fruga durante l’ibernazione. Una volta al mese, controllate dall’esterno che il tetto tenga e che l’entrata resti libera. Lasciate inoltre spazio per circolare: un passaggio di 13-15 cm nella recinzione collega il vostro giardino a quelli dei vicini. Come spiega il percorso notturno di un riccio attraverso il prato, l’animale può percorrere più di un chilometro per notte.
Quando preoccuparsi e a chi rivolgersi (riccio ferito, di giorno, in inverno)
Riccio fuori di giorno: il segnale da non ignorare
Un riccio che vaga in pieno giorno, barcolla, resta immobile a terra, appare magro, ha mosche sul corpo o ferite visibili è in difficoltà. Indossate guanti, sistematelo in una scatola di cartone con un asciugamano e una borsa dell’acqua tiepida, poi contattate rapidamente un CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) o un veterinario.
Al contrario, un riccio che esce di notte per mangiare o bere in autunno, anche qualche volta in inverno durante un rialzo termico, non ha nulla di preoccupante. Anche i piccoli nati tardi possono restare attivi per mettere su peso. Se sono molto piccoli (meno di circa 500 g a novembre), il parere di un CRAS aiuta a decidere se prenderli in carico.
In ogni caso, tenete presente che il vostro aiuto migliore è la discrezione: un giardino tranquillo, un rifugio asciutto e i pericoli eliminati bastano spesso a trasformare un semplice bancale in un rifugio riuscito.






