Il sole è appena tramontato, il cielo è ancora chiaro e una piccola sagoma scura sfreccia sopra il vostro giardino. Uccello? Falena? No, con ogni probabilità è un pipistrello. Resta da capire se stia davvero cacciando o se stia solo passando.
La risposta si ricava da pochi indizi facili da notare a occhio nudo, a volte anche all’orecchio. Ecco come leggerli e cosa fare (o soprattutto non fare) se l’animale sembra in difficoltà.
Cinque indizi che mostrano che sta cacciando
Prima di entrare nel dettaglio, ecco la checklist da tenere a mente quando siete all’aperto al tramonto:
- Un volo irregolare, fatto di virate secche, risalite brusche e continui cambi di direzione.
- Passaggi ripetuti sempre nello stesso punto: lungo una siepe, intorno a un lampione, sopra uno stagno.
- Picchiate improvvise, come se l’animale si tuffasse su un bersaglio invisibile.
- Una nuvola di insetti nelle vicinanze, che si intuisce controluce o nella luce di un lampione.
- Suoni captati con il bat detector (rilevatore di ultrasuoni), con un’accelerazione netta del ritmo al momento della cattura.
Se ne riconoscete almeno tre, state assistendo a una vera scena di caccia. Un pipistrello che attraversa in linea retta, senza fermarsi, è più probabilmente in spostamento tra il rifugio e il territorio di caccia.
Il crepuscolo: perché i pipistrelli escono a caccia in quel momento
I chirotteri europei si nutrono quasi tutti di insetti, e queste prede sono molto attive al calare della sera. Zanzare, moscerini e piccole falene salgono nell’aria calda della sera, e il pipistrello non deve far altro che catturarle in volo. Uscire proprio in questo momento gli permette anche di evitare gran parte dei rapaci diurni.
L’uscita dal rifugio avviene in genere da pochi minuti a mezz’ora dopo il tramonto, a seconda della specie, della stagione e del meteo. Per il pipistrello nano (Pipistrellus pipistrellus), l’attività di caccia può iniziare circa 5-20 minuti dopo il tramonto. Con clima mite e senza vento l’attività parte presto; con pioggia o freddo gli insetti si fanno rari e gli animali restano talvolta nel rifugio.
| Periodo | Tramonto (indicativo) | Uscita probabile dal rifugio |
|---|---|---|
| Primavera (aprile-maggio) | Verso le 20:00-20:30 | Circa 5-20 minuti dopo |
| Estate (giugno-luglio) | Verso le 21:00-21:15 | Circa 5-20 minuti dopo, a volte più tardi |
| Autunno (settembre-ottobre) | Verso le 18:00-19:30 | Spesso subito dopo la fine del crepuscolo |
| Inverno | Verso le 16:30-17:00 | Rara: letargo, uscite solo nelle serate miti |
Questi orari variano in base alla città e all’ora legale. Il metodo più affidabile resta consultare l’orario esatto del tramonto del giorno e posizionarvi circa dieci minuti prima.
I segnali che indicano la caccia di un pipistrello
Il volo: traiettorie, virate e picchiate
Il volo di un pipistrello in caccia somiglia a uno zigzag nervoso. Sale, scende in picchiata, vira ad angolo retto e poi torna sui propri passi. Un pipistrello nano, per esempio, spesso gira in cerchi di pochi metri di diametro, sempre nello stesso punto, per diversi minuti. È il segno di una zona ricca di prede.
Le picchiate sono più discrete. Si vede l’animale «staccarsi» all’improvviso, a volte con un battito d’ali più rapido, prima di ripartire. Ogni picchiata corrisponde spesso a una cattura, che a quella distanza non si riesce a distinguere.
Gli indizi sonori: richiami e ultrasuoni
Il pipistrello caccia grazie all’ecolocalizzazione: emette richiami acutissimi e ascolta l’eco per individuare un insetto. La maggior parte di questi ultrasuoni è inudibile per noi. Alcuni suoni sono però percepibili, come piccoli schiocchi o stridii, soprattutto nei giovani o vicino al rifugio.
Con un bat detector cambia tutto. Durante la ricerca si sente un ritmo regolare di «tic-tic-tic». Quando il pipistrello individua una preda, la cadenza accelera e si conclude con un ronzio rapidissimo, il cosiddetto «buzz finale», che segnala la cattura. Sentirlo è la prova che l’animale sta cacciando.
Rondone, rondine o pipistrello: il test dei richiami
Un rondone sfreccia molto veloce e molto in alto, emettendo stridii ben udibili. Una rondine plana più in basso, con un volo più ampio, e resta attiva soprattutto di giorno. Il pipistrello, invece, è silenzioso all’orecchio, più piccolo e cambia direzione di continuo. Se l’animale vola ancora quando il cielo è quasi buio, quasi certamente è lui.
Dove e quando osservare la caccia: lampioni, specchi d’acqua, margini di bosco e giardini
I posti migliori sono quelli dove gli insetti si concentrano. Un lampione a luce bianca o gialla attira le falene, e alcune specie si alternano lì per tutta la serata. In Italia, per esempio, il pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii) caccia spesso proprio intorno ai lampioni. L’inquinamento luminoso però ha un rovescio: disturba le specie più sensibili alla luce, come i rinolofi, che evitano queste zone e perdono territori di caccia.
Uno specchio d’acqua (stagno, laghetto, fiume a corso lento) è un altro buon punto di osservazione. Vi abbondano i moscerini, e diverse specie vengono anche a bere sfiorando la superficie. I margini dei boschi, le siepi e i viali alberati fanno da corridoi di volo: gli animali li seguono come strade per raggiungere le aree di caccia.
In giardino, restate fermi vicino a una siepe o a un albero. Con un po’ di pazienza vedrete lo stesso pipistrello passare più volte, spesso a intervalli regolari.
Quale specie si osserva? Il caso del pipistrello nano
In città e nei giardini si tratta quasi sempre di un pipistrello nano. Questo minuscolo chirottero (circa 5 grammi per 20-25 cm di apertura alare) ama nidificare nelle fessure degli edifici, dietro una persiana o sotto un tetto. Esce presto, a volte ancora nella luce del crepuscolo, e caccia vicino alle abitazioni.
Il pipistrello nano emette i suoi richiami intorno a 45 kHz, mentre il pipistrello pigmeo li emette più in alto, verso 55 kHz. Un bat detector permette quindi di distinguerli. Le altre specie, come i rinolofi, sono più rare, prediligono ambienti tranquilli e si avventurano raramente nelle zone illuminate.
Pipistrello di giorno o in difficoltà: come reagire
Un volo diurno non è normale. Un pipistrello visto in pieno giorno, posato a terra, immobile o che si trascina, è probabilmente indebolito, disidratato o ferito. In primavera o a fine inverno può anche essere uscito troppo presto dal letargo, per mancanza di riserve sufficienti.
Non toccatelo mai a mani nude: potrebbe mordere per paura, e i chirotteri possono trasmettere virus rari ma reali. Se è a terra, proteggetelo senza maneggiarlo, ad esempio con una scatola di cartone aerata posta vicino a lui, al riparo dai gatti. Contattate poi un centro di recupero per la fauna selvatica (come i CRAS regionali) o una sezione locale della LIPU, che vi indicheranno come procedere.
Osservare senza disturbare: regole di tutela e buone pratiche
Tutti i chirotteri presenti in Italia appartengono a specie protette dalla normativa europea (Direttiva Habitat 92/43/CEE, recepita in Italia), e conviene sapere perché i pipistrelli non devono essere disturbati nei loro rifugi, in estate come in inverno. È vietato catturarli, disturbarli intenzionalmente o distruggere i loro rifugi. Questo vale anche per le colonie installate in un tetto: in caso di lavori, è meglio contattare un’associazione naturalistica o gli uffici competenti prima di agire.
Per l’osservazione, mantenete le distanze, evitate di puntare una torcia sugli animali e non cercate di attirare gli insetti artificialmente. Basta una lampada frontale rossa o spenta. Se volete aiutarli, spegnete le luci inutili di notte, lasciate un angolo di giardino un po’ selvatico ed evitate gli insetticidi, perché meno insetti significa meno cibo.
Qualche serata di osservazione nello stesso posto basta per capire le abitudini di una colonia: l’orario di uscita, i percorsi, le zone preferite. Quanto basta per trasformare un semplice sguardo al cielo in un vero momento di natura.






