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Perché non disturbare i pipistrelli nei loro rifugi, in estate come in inverno

Murins suspendus la tete en bas dans une grotte

Un rumore di raschiamento nel sottotetto, piccole feci sotto una trave, sagome che sfrecciano al crepuscolo: forse avete appena scoperto una colonia. Il primo istinto è spesso quello di voler «risolvere il problema». Proprio questo è ciò che non bisogna fare. Un semplice disturbo può far morire decine di animali in pochi giorni e esporvi a sanzioni pesanti.

La risposta in due frasi

I Chirotteri sono specie protette, e lo è anche il loro rifugio. Un disturbo in estate separa le madri dai piccoli incapaci di volare, un disturbo in inverno svuota le riserve di grasso degli animali in letargo, e in entrambi i casi la colonia può scomparire.

Animali protetti dalla legge: cosa non si può fare in un rifugio

Tutti i pipistrelli presenti in Italia sono specie protette. La normativa vieta di ucciderli, catturarli e disturbarli intenzionalmente, ma anche di danneggiare o distruggere i loro siti di riproduzione o di riposo. In altre parole, chiudere un accesso, affumicare un solaio o smontare una struttura del tetto occupata costituisce una violazione della legge, anche senza toccare un solo animale.

Le sanzioni previste sono di natura penale e amministrativa. Esistono deroghe in casi molto circoscritti, ma richiedono una domanda istruita dall’ente competente, con eventuali misure di compensazione. Non è mai una decisione da prendere da soli.

Perché un disturbo può essere fatale: riproduzione e letargo

I pipistrelli hanno un ritmo di vita molto particolare. Si riproducono lentamente (una femmina in genere partorisce un solo piccolo all’anno) e trascorrono gran parte dell’anno in uno stato di riposo che risparmia energia. Un disturbo nel momento sbagliato spezza questo ciclo fragile.

In estate: le colonie di allevamento

Dalla primavera, le femmine si raggruppano in un rifugio caldo e tranquillo: sottotetto, solaio, dietro una persiana, sotto una copertura. Questa colonia riproduttiva raccoglie a volte alcune decine di individui, in prevalenza pipistrelli nani. I piccoli nascono a giugno o luglio e non sanno volare per diverse settimane.

Se il rifugio viene chiuso o invaso in questo periodo, le madri vengono allontanate o catturate e i piccoli restano sul posto, condannati a morire di fame. I maschi vivono spesso altrove, e questo spiega perché la colonia sembra «sparire» dopo la stagione.

In inverno: il letargo e il costo energetico di un risveglio

In autunno, i pipistrelli cercano cavità, cantine, gallerie, ponti o alberi cavi. La loro temperatura scende, il battito cardiaco rallenta sensibilmente e vivono sulle riserve di grasso accumulate durante la bella stagione. In inverno non ci sono insetti da cacciare, quindi nessun margine.

Ogni risveglio forzato (rumore, luce, calore, passaggi ripetuti) consuma una parte importante di queste riserve, con un meccanismo simile a quello che subisce un riccio disturbato durante il letargo. Pochi risvegli di troppo e l’animale si esaurisce prima della primavera. È questo il rischio principale del risveglio invernale: uccide in silenzio, senza che nessuno se ne accorga.

Periodo Cosa accade nel rifugio Rischio in caso di disturbo
Da maggio a luglio Parto e allattamento Piccoli abbandonati, mortalità della colonia
Da agosto a ottobre Giovani volanti, dispersione, accumulo di grasso Perdita del rifugio proprio mentre si prepara l’inverno
Da novembre a marzo Letargo Esaurimento delle riserve, morte prima della primavera

Rifugi sempre più rari: un declino già ben avviato

I programmi di conservazione dei Chirotteri ricordano che molte specie sono in calo. La distruzione dell’habitat è in testa alle cause, con la ristrutturazione degli edifici (isolamento dei sottotetti, rifacimento delle facciate, chiusura delle fessure), l’abbattimento dei vecchi alberi cavi e la chiusura delle cavità.

A questi si aggiungono i trattamenti del legno tossici, i pesticidi che riducono le popolazioni di insetti e l’illuminazione notturna che disturba i percorsi di caccia. Ogni rifugio perso pesa molto, perché una colonia fedele torna nello stesso luogo per decenni.

Come convivere senza disturbarli (lavori, sottotetto, guano)

Una buona notizia: una colonia è discreta. Non rosicchia cavi né struttura, non costruisce nidi e occupa spesso solo un angolo del sottotetto. I fastidi si limitano a un leggero rumore al calar della notte e al guano, feci secche che si sbriciolano in polvere.

Per il guano basta stendere un telo a terra sotto il punto in cui si concentrano. Si può raccogliere regolarmente indossando dei guanti: è un ottimo concime per l’orto. Per l’odore, in genere una buona ventilazione risolve la maggior parte dei casi.

Se prevedete dei lavori, controllate il calendario (come per una catasta di pietre usata come rifugio per la fauna, il momento scelto conta quanto il gesto stesso). La fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, quando i giovani volano già e prima del letargo, sono spesso il periodo meno rischioso per il rifugio in un edificio, ma dipende dalla specie e dal luogo. Chiedete un parere prima di montare un ponteggio o di rifare l’isolamento. Spesso si mantiene libero un accesso e si predispone una zona dedicata, così la colonia può restare durante il cantiere.

Cosa fare se scoprite una colonia o un pipistrello in casa?

Non toccate nulla, non cercate di farli allontanare e soprattutto non chiudete alcuna apertura. Annotate la data, il luogo e il numero approssimativo di animali, poi contattate un’associazione locale di tutela della natura, come la LIPU, oppure un centro di recupero della fauna selvatica o un gruppo di esperti sui Chirotteri della vostra regione. Il Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri riunisce studiosi e volontari che seguono le colonie sul territorio.

Questi specialisti intervengono spesso gratuitamente, riconoscono la specie, valutano le dimensioni della colonia e vi consigliano i comportamenti da adottare. Alcuni enti rilasciano anche un cartello che segnala il rifugio ai privati che si impegnano a rispettarlo.

Un pipistrello a terra in pieno giorno: il giusto comportamento

Indossate guanti spessi, posatelo con delicatezza in una scatola con un panno, tenetelo al riparo e al secco, poi chiamate un’associazione o un centro di recupero. Non cercate di nutrirlo a forza e non liberatelo in pieno giorno. Un animale posato a terra è spesso in difficoltà.

Luoghi comuni: sono pericolosi?

No, in Italia non succhiano il sangue (i vampiri esistono solo in America Latina) e non si impigliano nei capelli. Il loro sonar è troppo preciso per questo. Nella grande maggioranza dei casi non li vedrete nemmeno.

Il rischio sanitario è basso ma esiste: i pipistrelli possono ospitare lyssavirus, virus propri dei Chirotteri, che nell’uomo sono rarissimi. Per questo la regola d’oro è non maneggiare mai un animale a mani nude. In caso di morso o graffio, lavate la ferita con acqua e sapone e rivolgetevi subito al medico o al servizio veterinario della ASL, che indicherà se serve un controllo nel centro antirabbico.

Sono anche preziosi. Sono insettivori eccezionali: un solo pipistrello nano può catturare centinaia di zanzare e piccole falene in una serata, a condizione di avere un giardino ricco di insetti che attira i pipistrelli. Ottenete un’alleata gratuita per il giardino e per le colture vicine.

Rispettare il loro rifugio significa quindi proteggere una specie minacciata, evitare sanzioni e conservare un prezioso alleato. Osservate, abbiate pazienza, chiamate uno specialista e lasciate che la colonia segua il suo ciclo in tranquillità.

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Margot Delacroix teste et analyse les solutions pratiques qui transforment quotidiennement un logement. Passionnée par les économies d'énergie et l'optimisation de l'habitat, elle explore les alternatives simples aux équipements coûteux et décortique les innovations qui font vraiment la différence dans une maison.
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