Passeggiate in un bosco di conifere o nel giardino di casa e trovate una pigna a terra, mezza sfatta e senza più semi? Non è un caso. Sotto ogni scaglia si nasconde un seme ricco di grassi, molto ricercato dagli animali quando arriva il freddo.
Quali animali mangiano i semi delle pigne?
La risposta breve: lo scoiattolo comune è il principale consumatore, seguito da topi e altri piccoli roditori. Tra gli uccelli, i picchi, in particolare il picchio rosso maggiore, sono quelli che si notano di più. Ogni animale lascia però un segno diverso sulla pigna, e osservando questi indizi è possibile capire chi è passato per primo.
I mammiferi: scoiattoli, topi e roditori
Lo scoiattolo comune (Sciurus vulgaris) è il grande specialista. Afferra la pigna con le zampe e con i denti, poi stacca le scaglie una alla volta per raggiungere ogni seme. Può anche raccogliere le pigne già cadute a terra e, in alcune zone, immagazzina pigne e altri semi per l’inverno.
Topi e piccoli roditori lavorano in modo più discreto e spesso di notte, vicino a tane, radici o cataste di legna. Il loro consumo è meno ordinato: rosicchiano le scaglie in modo irregolare, lasciando una pigna dall’aspetto sfilacciato.
Gli uccelli: picchi e altri granivori
Il picchio rosso maggiore (Dendrocopos major) ha una tecnica tutta sua. Incastra la pigna in una fessura del tronco, detta comunemente «fucina», e la colpisce con il becco fino a estrarre i semi. Le pigne trattate in questo modo risultano schiacciate o frammentate.
Anche altri uccelli granivori possono nutrirsi dei semi disponibili, ma il loro ruolo dipende dalla specie di conifera e dalla dimensione dei semi. Le fonti italiane consultate indicano con più chiarezza scoiattoli e picchi, e per questo sono loro i protagonisti principali di questo approfondimento.
Come accedono ai semi nascosti sotto le scaglie?
Una pigna non è una scatola chiusa a chiave. Le scaglie di una pigna matura si aprono con il tempo secco e si richiudono quando l’aria diventa umida. I semi, spesso dotati di una piccola ala, si disperdono così con il vento. Una pigna rimasta chiusa conserva i semi al riparo, e obbliga gli animali a forzare il passaggio.
Il picchio risolve il problema con la fucina: blocca la pigna in una fessura della corteccia e la martella. Lo scoiattolo usa denti e zampe. I piccoli roditori rosicchiano con pazienza, scaglia dopo scaglia. La difficoltà varia molto secondo la specie: le pigne di pino, più spesse e dure, richiedono più fatica di quelle dell’abete.
Perché le pigne cadute a terra sono una risorsa in inverno
Nel pino silvestre la maturazione dura circa due anni. Le pigne si aprono con le stagioni secche, liberano i semi e poi cadono. Le pigne di abete spesso cadono intere, a volte dopo il passaggio di uno scoiattolo. La caduta si distribuisce dall’autunno alla primavera, a seconda della specie, del vento e del clima.
In inverno gli insetti scompaiono, la frutta è rara e la neve copre parte del suolo. I semi delle conifere restano allora tra gli alimenti più energetici del bosco. A terra sono accessibili anche agli animali che non si arrampicano, come topi e roditori che frugano nella lettiera di foglie. Una pigna lasciata sul posto continua quindi a nutrire la fauna ben dopo la sua caduta.
Una pigna, tre firme diverse
Per capire chi ha mangiato i semi, guardate lo stato delle scaglie. Staccate una per una partendo dalla base, con la parte centrale pulita, è opera dello scoiattolo. Rosicchiate in modo irregolare, è probabile un piccolo roditore. Schiacciata o frammentata, magari trovata vicino a una fessura del tronco, è il lavoro di un picchio.
Riconoscere le pigne mangiate: indizi della presenza della fauna
Una breve passeggiata nel bosco basta per fare pratica. Gli indizi di presenza si leggono a terra, sulle ceppaie e sulla corteccia. La tabella seguente riassume i principali riferimenti.
| Animale | Tipo di consumo | Traccia lasciata |
|---|---|---|
| Scoiattolo comune | Stacca le scaglie una alla volta, dall’alto verso il basso | Pigna spogliata, asse centrale relativamente pulito, mucchietto di scaglie al piede dell’albero |
| Topi e piccoli roditori | Rosicchiano le scaglie in modo irregolare | Scaglie strappate o rosicchiate, aspetto sfilacciato, spesso vicino a tane o radici |
| Picchio rosso maggiore | Martella la pigna incastrata nella fucina | Pigna schiacciata o frammentata, fessura nel tronco con residui di scaglie |
| Altri uccelli granivori | Beccano i semi disponibili | Pigne parzialmente svuotate, segni meno netti rispetto a scoiattoli e picchi |
Non cercate una certezza assoluta: una stessa pigna può essere stata visitata da più animali. Con un po’ di esperienza, però, capirete presto se lo scoiattolo ha consumato il suo pasto nei paraggi.
Cosa fare delle pigne in giardino per aiutare la fauna?
Il primo gesto è non raccogliere tutto. Lasciate una parte delle pigne ai piedi degli alberi, soprattutto in autunno e in inverno. Nutriranno topi e uccelli e, se avete conifere nelle vicinanze, potrebbero attirare anche uno scoiattolo, un po’ come gli animali che approfittano di un nocciolo piantato in giardino.
Se raccogliete pigne per decorazioni o lavoretti, prendetene solo alcune, preferibilmente quelle già cadute. Nei boschi, informatevi sulle regole locali prima di riempire un cesto e rispettate le indicazioni dell’ente che gestisce l’area. Potete anche riservare un angolo di giardino un po’ selvatico, con foglie morte, rami e cataste di legna: è esattamente il rifugio che le foglie morte offrono ai piccoli animali, che trovano riparo e cibo tra la lettiera per roditori e uccelli.
Ultimo accorgimento: evitate di raccogliere pigne trattate o colorate e non metterle a disposizione degli animali. Le pigne naturali bastano ampiamente a nutrire la fauna selvatica.
Domande frequenti
I semi delle pigne sono commestibili per l’uomo?
Solo alcune specie producono pinoli da cucina, come il pino domestico, detto anche pino da pinoli. I semi del pino silvestre o dell’abete sono minuscoli e poco utili a fini alimentari. In caso di dubbio sulla specie, meglio astenersi.
Una pigna a terra è ancora utile agli animali?
Sì, anche se è aperta. Restano spesso semi nel fondo delle scaglie, e i piccoli roditori e gli uccelli frugano nella lettiera alla ricerca di ciò che gli altri hanno lasciato. Una pigna vuota può inoltre offrire rifugio a qualche insetto.
Quando cadono le pigne?
Soprattutto dall’autunno alla fine dell’inverno, con differenze secondo la specie. Vento, gelo e siccità hanno un ruolo, così come gli animali che fanno cadere le pigne rosicchiandole sull’albero.
Perché lo scoiattolo lascia mucchi di scaglie ai piedi degli alberi?
Perché di solito mangia sempre nello stesso punto, spesso su un ramo o su una ceppaia. Questi mucchi di residui segnalano la sua presenza e permettono di individuare le sue abitudini in un bosco di conifere.






