Jardin

Quale pianta di copertura protegge il suolo e nutre le api?

Abeille posée sur fleur jaune au ras du sol

Un terreno nudo è un terreno che si impoverisce. La pioggia lo compatta, il vento lo porta via, il sole lo secca e in pochi giorni arrivano le erbe infestanti. Buona notizia: alcune piante risolvono questo problema e offrono nettare e polline ad api e bombi.

Quale pianta di copertura protegge il suolo e nutre gli impollinatori?

Non esiste una sola risposta, perché dipende dal luogo da coprire. Nell’orto, la scelta più adatta è spesso la facelia, affiancata da trifoglio e senape. Si tratta di colture di copertura, dette anche concimi verdi o sovesci, che proteggono il terreno tra due colture. In un’aiuola, sotto gli alberi o in una zona secca, si possono valutare veccia, grano saraceno o borragine.

Se doveste ricordarne una sola, sarebbe la facelia. Cresce rapidamente, si adatta a quasi tutti i terreni, fiorisce a lungo e offre nettare e polline alle api. Il trifoglio è un’altra scelta valida: copre bene, tollera molte condizioni e resta molto apprezzato da api e bombi.

Come una copertura protegge il suolo (e l’orto)

Una copertura vegetale agisce come una pacciamatura viva. Le foglie attutiscono l’impatto delle gocce di pioggia e le radici trattengono il terreno in superficie. Il risultato è una minore erosione, soprattutto sui pendii e sulle parcelle lasciate vuote in inverno.

Limita anche l’evaporazione. Sotto un tappeto vegetale il terreno resta più fresco in estate e meno esposto al gelo in inverno. Le erbe infestanti, private della luce, faticano a germinare, e questo vi risparmia parecchio lavoro di diserbo.

Per la fertilità, i sovesci apportano sostanza organica quando vengono trinciati e interrati. Le leguminose come trifoglio e veccia vanno oltre: catturano l’azoto dell’aria grazie a batteri che vivono nelle loro radici e lo restituiscono gradualmente alle colture successive.

Infine, queste piante attirano la fauna utile. Sirfidi, coccinelle e crisope vi cercano nettare e polline, poi cacciano gli afidi sugli ortaggi. Insieme agli impollinatori, è un guadagno diretto per la biodiversità dell’orto.

Le specie migliori, protettive e mellifere insieme

Ecco una panoramica delle principali opzioni. I periodi indicati sono orientativi per un clima temperato e variano secondo la zona.

Specie Uso Periodo di semina Fioritura Interesse per gli impollinatori
Facelia Coltura di copertura e sovescio, pianta mellifera Primavera o fine estate, secondo la zona Lunga, prolungata anche a fine stagione Molto elevato, nettare abbondante
Senape Coltura di copertura e sovescio Fine estate o autunno, secondo la zona Nel periodo di crescita Buono, utile a fine stagione
Trifoglio Coltura di copertura e leguminosa da sovescio Primavera o inizio autunno Primavera ed estate Molto elevato (api, bombi)
Veccia Leguminosa da sovescio Autunno o primavera, secondo la zona Primaverile Buono
Grano saraceno Copertura estiva a crescita rapida Primavera o estate Estiva Molto elevato, molto apprezzato dalle api
Borragine Pianta mellifera, copertura di zone soleggiate Primavera o autunno Primavera ed estate Molto elevato

Per l’orto e i sovesci: facelia, trifoglio, senape

Il trifoglio bianco forma un tappeto basso e duraturo, che si può mantenere tra i filari o sotto gli alberi da frutto. Il trifoglio incarnato, più eretto e di un rosso vivo, è più adatto come sovescio annuale. In entrambi i casi si sfrutta l’azoto fissato e una fioritura molto apprezzata dai bombi.

La facelia cresce in fretta e si accontenta di quasi tutti i terreni. Non appartiene alle grandi famiglie degli ortaggi, quindi si può inserire prima di quasi qualsiasi coltura senza sconvolgere la rotazione. Con il freddo gela e i fusti si adagiano naturalmente sul terreno.

La senape è una scelta semplice, ma richiede un po’ di attenzione. Appartiene alla famiglia delle crucifere, come cavoli e ravanelli. Evitate quindi di seminarla prima di questi ortaggi, per non favorire alcune malattie del terreno. Seminata a fine estate o in autunno, copre bene il suolo e gela alle prime gelate.

Altre opzioni: veccia, grano saraceno, borragine

Il grano saraceno cresce molto in fretta in estate e attira le api con una fioritura abbondante. Chi cerca altre soluzioni per i terreni asciutti può consultare anche questa guida sulle piante resistenti alla siccità.

La borragine resiste bene alle zone soleggiate e attira in gran numero le api. La veccia fiorisce in primavera, quando le risorse per gli insetti sono ancora scarse. Per un approfondimento sulle fioriture primaverili utili agli impollinatori, potete leggere questo articolo sul fiore giallo di primavera.

Sfalcio: aspettate la fine della fioritura

Tagliare un trifoglio o una facelia in piena fioritura toglie il pasto agli impollinatori. Se dovete intervenire, sfalciate a metà o a strisce e lasciate sempre una parte in fiore. Tenete d’occhio anche la borragine, che tende a risemarsi: una bordatura netta basta a contenerla.

Quando e come impiantarla: semina, densità e cura

Per un sovescio, prepara il terreno grattandolo leggermente, poi semina a spaglio e copri con un colpo di rastrello. Compatta con il dorso del rastrello e annaffia se il tempo è secco. La dose di semina va sempre seguita come indicata sulla bustina del seme.

La semina autunnale ha un doppio vantaggio: il terreno non resta mai nudo durante l’inverno e le coperture che gelano si eliminano da sole. All’inizio di ottobre, nelle zone più miti, può ancora esserci il tempo per seminare facelia o trifoglio. Più a nord o in montagna, è meglio attendere la primavera o scegliere una specie rustica.

Per le specie perenni, come il trifoglio bianco, piantate le piantine con una distanza ridotta: il tappeto si chiude in una o due stagioni. Annaffiate bene il primo anno, poi lasciate che la pianta si stabilisca.

Quando è il momento di eliminare un sovescio, sfalciatelo prima della formazione dei semi, a meno che non vogliate che si risemini. Lasciate i residui in superficie come pacciamatura oppure interrateli superficialmente. Otterrete così un terreno soffice, nutrito e già coperto per la coltura successiva.

Abbinamenti e precauzioni: scegliere in base a terreno, clima e colture

Cominciate osservando il terreno: esposizione, umidità, tipo di suolo e clima locale. Il trifoglio tollera una gamma ampia di condizioni, il che lo rende una scelta prudente per iniziare.

In agricoltura biologica e in permacultura, il trifoglio basso si inserisce volentieri sotto gli alberi da frutto o tra i filari degli ortaggi. Copre, nutre il terreno e attira la fauna utile, un po’ come la borragine nell’orto per le api. Evitate però di metterlo ai piedi di giovani piantine fragili, che potrebbe penalizzare nel primo anno competendo per l’acqua.

Alcune specie possono diventare invasive: la borragine si risemina con facilità, quindi conviene darle un confine fin dall’inizio. Scegliete specie adatte al vostro clima. Per le aziende agricole, le superfici con piante di interesse apistico possono rientrare negli interventi ambientali della PAC 2023-2027, con miscugli di piante nettarifere e pollinifere, larghezza minima di 20 metri e fascia di rispetto di 3-5 metri dalle colture vicine.

Domande frequenti

Qual è la pianta di copertura migliore per le api?

La facelia e il trifoglio sono in testa per quantità di nettare e polline. Per zone secche e soleggiate, la borragine è un’altra scelta interessante, mentre il grano saraceno offre una buona fioritura in estate.

Si può seminare un sovescio in autunno?

Sì, può essere un’ottima stagione. Trifoglio, senape e facelia possono andare bene, a condizione di rispettare i periodi di semina in base al clima della vostra zona. Alcune specie gelano con il freddo e formano così una pacciamatura naturale.

Una copertura impedisce davvero la crescita delle erbe infestanti?

La riduce nettamente quando il tappeto è fitto, perché la luce non raggiunge più il suolo. Non le elimina del tutto, soprattutto la prima stagione, prima che la copertura sia completa.

Il trifoglio è adatto a un prato o a un orto?

Sì, in entrambi i casi. Nel prato resta verde nei periodi secchi. Nell’orto fa da copertura permanente tra i filari, a patto di tenerlo lontano dalle giovani semine.

Quando sfalciare una copertura fiorita?

Una volta terminata la fioritura, oppure a strisce se dovete intervenire prima. Conservate sempre una zona intatta, così gli impollinatori troveranno di che nutrirsi.

Condividi questo articolo
Alice pilote la ligne éditoriale d'Une ville pour tous avec rigueur et passion. Elle veille à la qualité et à la fiabilité de chaque article publié sur le jardin, la maison et l'immobilier. Son regard critique garantit que les conseils partagés correspondent aux attentes des lecteurs.
4,7/5 (33 votes)

Da leggere anche

Laisser un commentaire —

Votre adresse e-mail ne sera pas publiée. Les champs obligatoires sont indiqués avec *