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Perché alcuni insetti restano attivi nelle giornate miti d’inverno?

Mouche posee sur une feuille ensoleillee

Dodici gradi a gennaio, il sole che filtra tra le nuvole e all’improvviso un’ape vi passa davanti. Un moscerino danza sopra l’orto, una farfalla si posa su un muro. Gli insetti non dovrebbero essere in letargo o scomparsi? La risposta sta in una parola: la temperatura.

Insetti a sangue freddo: perché la temperatura regola la loro attività

A differenza dei mammiferi, gli insetti non producono calore proprio. Sono animali ectotermi, spesso detti « a sangue freddo»: il loro metabolismo segue la temperatura dell’aria. Quando fa freddo, i muscoli non rispondono più, il cuore rallenta e gli insetti si immobilizzano.

Appena l’aria si riscalda, il meccanismo riparte. Un insetto intorpidito su un muro soleggiato può riprendere il volo in pochi minuti, perché i muscoli del volo raggiungono finalmente la temperatura necessaria. L’inverno quindi non li « spegne » in modo definitivo: per molti sospende semplicemente il motore, e un raggio di sole basta a riaccenderlo.

Le giornate miti d’inverno: il segnale che risveglia gli insetti

Un rialzo termico agisce come un segnale. L’insetto non « decide » nulla: la sua temperatura interna sale, le reazioni chimiche accelerano e l’animale esce dal torpore. Riguarda soprattutto gli adulti che svernano al riparo e le specie che non hanno mai smesso davvero di funzionare.

La soglia di temperatura e l’effetto dei rialzi termici

Non esiste una cifra unica: ogni specie ha la propria. Per le api il volo diventa possibile intorno a 10-12 °C. La tarma delle derrate alimentari può restare attiva quando la temperatura supera circa 10 °C; negli ambienti domestici riscaldati può quindi svilupparsi anche in pieno inverno. I collemboli, minuscoli animali del suolo, restano attivi vicino a 0 °C e sono i responsabili delle cosiddette « pulci della neve », che a volte macchiano un manto bianco. Le zecche tornano a cercare un ospite non appena le temperature diventano miti, anche in pieno inverno.

Il sole conta quanto il termometro. Una parete esposta a sud, una catasta di legna o una pietra riscaldata possono offrire qualche grado in più rispetto all’aria circostante: per questo i primi insetti invernali si vedono spesso ai piedi di una facciata, raramente in mezzo al prato all’ombra. Anche la durata del giorno ha il suo peso. Per la cimice asiatica (Halyomorpha halys), in Italia la fuoriuscita dagli ambienti di svernamento è stata osservata a circa 14 °C, con una durata del giorno di circa 13 ore. Non conta quindi solo il caldo: il fotoperiodo, cioè la durata della luce diurna, contribuisce a regolare il ciclo stagionale.

Un punto di riferimento semplice: intorno a 10 °C, il giardino torna a ronzare

È un ordine di grandezza, non una regola. Sotto i 5 °C la maggior parte degli insetti volanti resta a terra. Tra 10 e 15 °C con il sole compaiono api, mosche, moscerini e farfalle usciti dal letargo.

Quali insetti restano attivi in inverno?

Nelle giornate miti si distinguono quattro grandi profili. Alcuni trascorrono l’inverno allo stadio adulto, al riparo ma pronti a muoversi. Altri, più rari, non interrompono mai davvero la loro attività. Ecco alcuni esempi facili da riconoscere.

Insetto Dove passa l’inverno Che cosa si osserva con il rialzo termico
Ape domestica Nell’alveare, in grappolo Voli di pulizia davanti all’ingresso
Farfalle (ammiraglio, cedronella, vanessa io) Adulti nascosti in un rifugio, in una cantina, tra l’edera Brevi voli al sole
Collemboli Lettiera e suolo Salti di massa, talvolta sulla neve
Zanzare (Culex) Femmine adulte in cantine, garage, rifugi Qualche puntura in ambienti chiusi
Coccinelle Raggruppate sotto cortecce, pietre o persiane Spostamenti, a volte dentro le case
Mosche e moscerini invernali Larve o adulti a seconda della specie Voli a sciame, danze al sole

Le api meritano una menzione a parte. Non vanno in letargo: si stringono in un grappolo invernale e fanno vibrare i muscoli per mantenere al caldo il cuore della colonia, attingendo alle riserve di miele. Quando il termometro sale, alcune escono per fare pulizia, perché evitano di sporcare l’alveare. Si parla di volo di pulizia.

Restare attivi, diapausa, migrazione: quali strategie per superare l’inverno?

Di fronte al freddo, gli insetti hanno quattro grandi opzioni. La prima è la diapausa, un arresto programmato dello sviluppo, innescato soprattutto dalla riduzione della durata del giorno e dal freddo. Può riguardare uova, larve, pupe o adulti, a seconda della specie.

Per sopravvivere al gelo, alcuni producono una sorta di antigelo naturale. Glicerolo e altri zuccheri si accumulano nei tessuti e impediscono ai cristalli di ghiaccio di formarsi nelle cellule. È un po’ il liquido di raffreddamento dell’insetto.

La seconda strategia è la migrazione: alcune farfalle, come la vanessa del cardo, compiono spostamenti verso sud, proprio come certi uccelli. La terza è radicale: la maggior parte degli adulti muore prima dell’inverno, lasciando uova o larve che prenderanno il testimone. Infine, la quarta consiste nel restare attivi, al rallentatore, in un microclima protetto.

Queste strategie non si escludono a vicenda. Una stessa specie può combinare diapausa e attività breve: l’insetto dorme profondamente quando gela, poi si agita per un pomeriggio mite, prima di riaddormentarsi.

I rischi di un inverno troppo mite per gli insetti

Svegliarsi troppo presto ha un costo. Ogni uscita consuma riserve energetiche che l’insetto può rinnovare a fatica, in assenza di fiori o prede. Una farfalla che si agita a gennaio può arrivare a marzo esausta, proprio quando avrebbe bisogno di forze per deporre le uova.

Il ritorno del gelo è l’altro pericolo. Un insetto uscito dal torpore perde parte della protezione antigelo e rischia di restare intrappolato in una notte a -5 °C. Nelle api, inverni miti comportano anche una ripresa precoce della deposizione, quindi più bocche da sfamare quando le risorse scarseggiano ancora.

Il cambiamento climatico complica ulteriormente il quadro. Inverni più miti permettono a più zanzare, zecche o parassiti delle piante di sopravvivere e spostano gli appuntamenti tra insetti e piante da fiore. Alcune specie ci guadagnano, altre ci perdono.

Che cosa fare in giardino per aiutarli?

Il più utile è non fare troppe pulizie, perché un eccesso di ordine può eliminare i rifugi degli insetti che svernano. Una lettiera di foglie, un cumulo di legno morto, steli cavi lasciati in giardino durante l’inverno o un angolo di muro non pulito offrono riparo a decine di specie. Meglio rimandare la grande pulizia alla primavera, quando le temperature si stabilizzano.

Se trovate una farfalla o una coccinella in casa in una giornata mite (sapendo che le coccinelle si raggruppano spesso in casa in autunno), lasciatela tranquilla: aprite una finestra invece di spostarla al freddo. Per le api posate a terra e intorpidite, evitate di scaldarle in mano. Un po’ di pazienza e un riparo asciutto spesso bastano. Quanto ai fiori d’inverno (elleboro, edera, mahonia), offrono un po’ di nettare a chi esce con un rialzo termico.

Jeremy Boussakala est rédacteur pour Une ville pour tous, un média consacré à la maison, au jardin, au bricolage et à l'immobilier. Il s'intéresse aux questions concrètes que se posent les particuliers pour entretenir leur logement, réussir leurs aménagements et mieux comprendre leur cadre de vie. Son approche éditoriale privilégie les explications accessibles, les informations vérifiables et les conseils pratiques adaptés aux situations du quotidien.

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