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Un angolo selvatico dietro il capanno può salvare i ricci

Hotel en bois a insectes pose contre un cabanon

Quell’angolo di giardino che non osate pulire, dove i rovi avanzano dietro il capanno, è forse la parte più preziosa del vostro terreno. Il riccio europeo cerca esattamente questo tipo di posto: tranquillo, riparato, lontano dai passaggi. La buona notizia è che bastano poche cose per trasformare questo angolo selvatico in un vero giardino rifugio.

Perché questo angolo dimenticato è un vantaggio per la biodiversità

Dietro un capanno si trovano spesso ombra, un muro che ferma il vento e pochissimo disturbo. Sono le tre condizioni che la piccola fauna cerca per nascondersi, nutrirsi e passare l’inverno. Un giardino troppo ordinato non offre nulla di tutto questo.

La vegetazione spontanea (ortiche, edera, rovi, erbe alte) nutre bruchi, impollinatori e insetti utili. Questi, a loro volta, attirano uccelli e ricci. Lasciando fare alla natura creerete un piccolo ecosistema completo, senza spendere un centesimo. Indicazioni di questo tipo sono diffuse in Italia da organizzazioni come OIPA Italia.

Sistemare l’angolo: lo schema a strati

Non serve trasformare tutto. Pensate a strati, dal più basso al più alto, mantenendo lo spirito di un luogo lasciato in pace.

Cumuli di legna, foglie secche e pietre: i rifugi più semplici

Iniziate con un cumulo di rami e ceppi, appoggiato al capanno, di circa un metro di larghezza. Mescolate pezzi grossi e piccoli per creare cavità. Accanto aggiungete un mucchio di foglie secche che non raccoglierete e non brucerete mai: è la dispensa e la coperta del riccio. Qualche pietra impilata completa il tutto e forma, come un mucchio di pietre rifugio per lucertole, un riparo ideale anche per rospi e carabidi.

Lasciate anche un ciuffo di ortiche e rovi in un angolo. Le farfalle vi depongono le uova, i piccoli uccelli vi trovano cibo, e il riccio vi cerca vermi e coleotteri.

Costruire un riparo per ricci

Un riparo per ricci si costruisce con tavole non trattate. Contate circa 40 cm di lato, un tetto removibile per la pulizia e un’entrata di circa 12 cm di larghezza. Un piccolo tunnel d’accesso, lungo 20-30 cm, impedisce ai predatori di raggiungere il nido.

Posatelo a terra, al riparo dalla pioggia e dai venti dominanti, poi coprite con rami e foglie perché si confonda con l’ambiente. Non apritelo per controllare: se un riccio lo ha scelto, va lasciato tranquillo, soprattutto durante il letargo, che di solito va da novembre a marzo. Per capire perché proteggere il rifugio di un riccio in letargo, è meglio non disturbare mai il riparo in questo periodo.

Elemento Specie beneficiarie Periodo di installazione
Cumulo di rami e ceppi Riccio, carabidi, scricciolo, lucertole Autunno, dopo la potatura
Mucchio di foglie secche Riccio, lombrichi, insetti decompositori Da ottobre a novembre
Riparo per ricci Riccio europeo Da settembre a ottobre
Cassetta nido Cince, codirossi, passeri Prima di febbraio
Hotel per insetti Api solitarie, crisope, coccinelle Fine inverno
Punto d’acqua Tutta la piccola fauna Tutto l’anno

Accogliere uccelli e insetti nello stesso spazio

Lo stesso angolo può ospitare molto più dei ricci. Una cassetta nido fissata sul muro del capanno, a due o tre metri di altezza e orientata a sud-est, attirerà le cinciallegre. Un foro di 28 mm va bene per la cinciarella, 32 mm per la cinciallegra. Posizionatela prima della fine dell’inverno.

Per gli insetti, un hotel per insetti ben esposto e riparato dalla pioggia attira le api solitarie. Ma il vero rifugio resta la vegetazione: piante autoctone e mellifere come rovo, edera o frangola nutrono gli impollinatori dalla primavera all’autunno. Se avete spazio, una siepe campestre di biancospino, nocciolo o sambuco offre riparo e cibo agli uccelli e prolunga naturalmente il vostro angolo selvatico.

Questi insetti utili, coccinelle, sirfidi o carabidi, proteggono poi le vostre colture. Il riccio, da parte sua, mangia lumache ma anche bruchi e coleotteri: diventa un alleato discreto dell’orto.

Nutrire, dissetare e lasciar circolare la fauna

Un punto d’acqua è spesso più utile del cibo. Basta un piattino largo e poco profondo, riempito d’acqua fresca e appoggiato a terra. Aggiungete una pietra piatta perché gli insetti non affoghino, e cambiate l’acqua regolarmente in estate.

Se volete integrare l’alimentazione del riccio, soprattutto a fine autunno o durante le ondate di calore, offrite piccole quantità di carne o di cibo umido per gatti, senza cereali. Evitate latte, mandorle e cereali: il latte provoca diarrea, che può essere fatale per l’animale.

Infine, un rifugio non serve a nulla se è inaccessibile. Un riccio percorre fino a uno o due chilometri a notte: pensate quindi a creare un passaggio sicuro per ricci, di circa 13 cm per 13 cm, alla base della rete o del muretto. Anche i vicini possono fare lo stesso, e il territorio si allarga.

Errori da evitare: pesticidi, sfalcio, pulizia e disturbo

I pesticidi e i granulati antilumache avvelenano direttamente la catena alimentare, dal verme al riccio. Banditeli da tutto il giardino, non solo dall’angolo selvatico. Una pulizia primaverile troppo zelante distrugge anche i rifugi: meglio lasciare i cumuli al loro posto e intervenire solo ai margini.

Ciotola di latte, falò in giardino, decespugliatore: i tre pericoli più gravi

Il latte fa ammalare il riccio. Un mucchio di foglie o di rami può nascondere un animale addormentato: prima di darvi fuoco, spostatelo a mano. Quanto al decespugliatore e al tagliaerba, ispezionate prima la zona e procedete con lo sfalcio dal centro verso l’esterno, così gli animali hanno il tempo di scappare.

Il calendario dei gesti stagione per stagione

In primavera, installate le cassette nido prima della deposizione delle uova e lasciate ripartire la vegetazione. Sfalciate al massimo una fascia o un sentiero d’accesso, una sola volta all’anno, non prima della fine dell’estate.

In estate, la priorità è l’acqua. Le ondate di calore seccano il terreno e privano il riccio dei vermi: cambiate il piattino ogni giorno e lasciate ombra intorno al capanno.

In autunno, è il momento di costruire i cumuli di rami, raccogliere le foglie secche e posare il riparo. I giovani ricci hanno bisogno di mettere su peso prima dell’inverno.

In inverno, non si tocca nulla. Niente riordino, niente spostamento di cumuli, niente apertura del riparo. Se trovate un riccio in pieno giorno o denutrito, contattate un CRAS (Centro di Recupero Animali Selvatici), il Servizio veterinario dell’ASL o i Carabinieri Forestali, invece di cercare di nutrirlo da soli.

Dopo qualche mese vedrete i primi segni: escrementi neri e allungati, rumori di scavo al calar della notte, cince che esplorano la cassetta nido. L’angolo che avevate lasciato da parte diventerà allora la parte più viva del giardino.

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