Immobilier

Proprietario a 71 anni: quanta imposta di successione pagheranno i figli?

Homme age assis devant documents et calculatrice

Immaginiamo un proprietario di 71 anni, con una casa di famiglia e due figli. Vorrebbe godersi la pensione, ma si chiede quanto dovranno pagare i suoi eredi quando non ci sarà più. È una domanda che si pongono molti proprietari italiani, e la risposta dipende soprattutto dalla struttura del patrimonio.

Il passaggio generazionale della ricchezza è un tema sempre più centrale anche in Italia, dove la casa rappresenta spesso la parte più importante del patrimonio familiare. Le regole sono chiare, e alcuni strumenti permettono di pianificare con anticipo, senza compromettere il proprio tenore di vita.

Imposta di successione in Italia: cosa pagheranno i figli

Il caso tipo: una casa e due figli, senza alcuna azione

Alla morte del proprietario, i figli saranno soggetti all’imposta sulle successioni e donazioni, ma solo sulla quota imponibile che supera la franchigia prevista per ciascun figlio. Il fatto di avere 71 anni non determina, di per sé, un aumento di questa imposta.

Se l’eredità è composta soprattutto da un immobile, il valore della casa viene ripartito tra gli eredi e le imposte si calcolano quota per quota. Se la quota ricevuta da ciascun figlio resta sotto la franchigia, normalmente non si paga l’imposta proporzionale sulla successione.

In Italia: franchigia di 1.000.000 € per figlio e aliquota del 4%

Per i trasferimenti a favore di figli e altri parenti in linea retta si applica un’aliquota del 4% sulla base imponibile, cioè il valore netto della quota ricevuta da ciascun figlio, al netto dei debiti deducibili e della franchigia di 1.000.000 € per ciascun figlio. La franchigia si applica a ciascun figlio individualmente, non una sola volta sull’intero patrimonio. Se un figlio riceve 1.300.000 €, l’imposta è pari al 4% di 300.000 €, cioè 12.000 €. La disciplina è contenuta nel Testo unico dell’imposta sulle successioni e donazioni, decreto legislativo n. 346/1990.

Se l’eredità comprende la casa, possono essere dovute anche l’imposta ipotecaria, ordinariamente al 2%, e l’imposta catastale, ordinariamente all’1%, calcolate sul valore catastale, che non coincide automaticamente con il prezzo di mercato. Se almeno uno dei figli ha i requisiti per l’agevolazione prima casa, le due imposte sono generalmente dovute in misura fissa, pari a 200 € ciascuna. Occorre però verificare i requisiti, tra cui la situazione abitativa e la localizzazione dell’immobile.

La dichiarazione di successione va presentata dagli eredi, dai chiamati all’eredità o dai legatari entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che generalmente coincide con quella del decesso.

Abitazione da 450.000 € e due figli: nessuna imposta proporzionale

Senza alcuna azione preventiva, ciascun figlio riceve 225.000 €, sotto la franchigia di 1.000.000 €: normalmente non si paga l’imposta di successione proporzionale. Restano da considerare le imposte ipotecaria e catastale sull’immobile, che con l’agevolazione prima casa sono di 200 € ciascuna. Esempio ipotetico semplificato: un solo bene, nessuna donazione precedente.

Donare in vita: la franchigia e il rischio di riunione

La donazione è lo strumento più diretto per trasferire la casa prima della successione. Anche le donazioni ai figli scontano l’imposta sulle successioni e donazioni con aliquota del 4% oltre la franchigia di 1.000.000 € per ciascun figlio.

A differenza del sistema francese, in Italia non esiste un abbattimento che si rinnova ogni quindici anni. La franchigia va quindi gestita nel tempo, e conviene verificare con il notaio come si combina con le donazioni già effettuate.

Il punto da tenere presente è la riunione fittizia: le donazioni fatte poco prima del decesso possono essere riunite al patrimonio ereditario ai fini del calcolo dell’imposta, e il vantaggio fiscale si riduce. Più l’operazione è anticipata, più l’effetto è chiaro e difendibile.

Nuda proprietà: donare la casa e mantenere l’usufrutto

È una soluzione molto usata in Italia: si dona la nuda proprietà dell’abitazione e si riserva l’usufrutto. Si continua a vivere nella casa o a darla in locazione. Il valore tassabile è quello della nuda proprietà, cioè il valore pieno dell’immobile meno il valore dell’usufrutto. Alla morte dell’usufruttuario, l’usufrutto si estingue e i figli diventano pieni proprietari, senza un nuovo passaggio ereditario sul bene già donato.

Il valore dell’usufrutto non è fisso: dipende dall’età dell’usufruttuario secondo coefficienti stabiliti dalla legge. Con l’avanzare degli anni il valore dell’usufrutto diminuisce e quello della nuda proprietà aumenta, quindi donare prima può ridurre la base imponibile. Per una stima precisa, il notaio è l’interlocutore giusto.

Polizze vita: un canale fuori dall’asse ereditario

La polizza vita è un canale diverso dalla successione. Il capitale liquidato al beneficiario designato, secondo l’articolo 1920 del codice civile, entra direttamente nel patrimonio del beneficiario e non fa parte dell’asse ereditario. È quindi uno strumento utile per indirizzare risorse a uno dei figli o a un’altra persona scelta.

Il beneficiario va indicato con precisione nel contratto, e le clausole vanno riviste quando cambiano la situazione familiare o il patrimonio. Attenzione però: i premi versati in misura sproporzionata rispetto al patrimonio possono essere contestati se lesivi della legittima degli altri eredi.

Il trattamento fiscale del capitale e il rapporto con la legittima vanno verificati caso per caso con il notaio o con un consulente, prima di designare i beneficiari.

Le insidie: decesso rapido, legittima dei figli, perdita di controllo

Il primo rischio è il calendario. Una donazione fatta poco prima del decesso può essere riunita al patrimonio ereditario e il vantaggio fiscale si riduce. Donare resta utile per trasferire il valore ai figli con regole chiare, ma il momento dell’atto conta.

Il secondo riguarda la legittima. In Italia i figli sono legittimari: con due figli, la quota di riserva è di due terzi del patrimonio, cioè un terzo per ciascuno, mentre la quota disponibile è un terzo. Una donazione che supera questa soglia può essere ridotta su richiesta degli eredi lesi. La donazione-divisione, con lotti equilibrati e la partecipazione di tutti i figli, aiuta a evitare contestazioni tra fratelli.

Il terzo è la perdita di controllo. Una volta donata la nuda proprietà, vendere l’immobile richiede l’accordo di tutti i proprietari, quindi anche dei figli, e la donazione è difficile da revocare. Donare troppo presto espone al rischio di non avere risorse sufficienti in caso di bisogno improvviso: prima di cedere il bene, conviene aver messo in sicurezza il proprio fabbisogno.

Passare all’azione: bilancio patrimoniale e consiglio del notaio

Prima di firmare qualsiasi atto, fate un bilancio patrimoniale completo: abitazione, risparmi, polizze vita, eventuale coniuge da tutelare. Il notaio calcola gli scenari, confronta donazione, nuda proprietà e donazione-divisione, e indica quanto si può trasferire senza mettere a rischio il proprio tenore di vita.

Ecco l’ordine logico per procedere:

  1. Fare l’inventario del patrimonio e delle entrate da pensione.
  2. Far calcolare dal notaio l’imposta di successione senza azioni e con donazione.
  3. Scegliere tra piena proprietà, nuda proprietà e donazione-divisione.
  4. Rivedere le clausole beneficiarie delle polizze vita.
  5. Verificare la legittima dei figli prima di ogni donazione.

Anticipare non significa passare le notti a fare calcoli. Con la franchigia di 1.000.000 € per figlio c’è un margine di manovra reale: un piano costruito con il notaio permette di trasmettere la casa in modo ordinato e di godersi la pensione.

Alice pilote la ligne éditoriale d'Une ville pour tous avec rigueur et passion. Elle veille à la qualité et à la fiabilité de chaque article publié sur le jardin, la maison et l'immobilier. Son regard critique garantit que les conseils partagés correspondent aux attentes des lecteurs.

Voir le profil de Alice

Condividi questo articolo
4,9/5 (27 votes)

Da leggere anche

Laisser un commentaire —

Votre adresse e-mail ne sera pas publiée. Les champs obligatoires sont indiqués avec *