Il vostro prato ingiallisce già da luglio, consuma litri d’acqua e il tosaerba non smette mai di girare? Se ne è già parlato a proposito della sostituzione di una parte del prato con fiori locali. Su una piccola superficie non siete obbligati a combattere. Una pianta coprisuolo fiorita può prendere il suo posto, purché la scegliate bene e sappiate dove non attecchirà.
Il lippia, la pianta coprisuolo fiorita che può sostituire una piccola superficie di prato
La risposta che i giardinieri danno più spesso si chiama lippia. Il suo nome botanico è Phyla nodiflora (si trova anche con il nome Lippia nodiflora). È una vivace strisciante che forma un tappeto vegetale fitto, alto da 5 a 10 cm, e si allarga con i fusti a raso del terreno.
Da inizio estate fino all’autunno si copre di minuscoli fiori tondi, bianchi che virano al rosa. Api e farfalle li apprezzano molto, e questo ne fa un alleato per gli impollinatori, dove un prato rasato non offre nulla.
Meglio essere realisti sulla superficie: si parla di un angolo di giardino, di uno spazio tra due lastre, di un piccolo prato ornamentale. Al massimo qualche decina di metri quadrati. Oltre, il costo delle piantine e la gestione del tappeto diventano meno convenienti.
Perché il lippia può convenire più del prato: resistenza, fioritura e manutenzione ridotta
Il suo primo vantaggio è la siccità (a questo proposito potete leggere anche un metodo di irrigazione che limita gli sprechi e protegge il suolo). Le radici profonde gli permettono di resistere quando il prato secca, e l’irrigazione si limita alla fase di attecchimento e poi ai periodi davvero asciutti. Nelle zone soggette a ordinanze di limitazione dell’uso dell’acqua, la differenza si vede subito in bolletta come nel tappeto verde.
Sopporta anche il calpestio, con una sfumatura. Regge bene i passaggi regolari, i piedi nudi d’estate, un piccolo aperitivo in giardino. Non è fatto per un campo da calcio: se i bambini ci giocano ogni giorno, si rovinerà come qualunque prato.
Quanto alla manutenzione, il taglio diventa raro. Una o due passate all’anno, con tosaerba alzato, bastano per mantenere un tappeto regolare e favorire la densità. Non servono scarificatura, concimi né risemina primaverile.
Piantare il lippia per sostituire il prato gradualmente
Ecco il metodo, dal vecchio prato al tappeto fiorito:
- Rimuovete il prato a zolle oppure tagliatelo molto basso, poi eliminate le radici.
- Lavorate il terreno per 10-15 cm e togliete sassi e radici di graminacee.
- Piantate in vasetto, a quinconce, a circa 20-30 cm di distanza.
- Irrigate abbondantemente al momento della piantagione, poi regolarmente per le prime 4-6 settimane.
- Eliminate le erbacce a mano finché il tappeto non si chiude, in genere in una stagione.
Quante piantine per 10 m²?
Contate da 6 a 9 piantine al metro quadrato, quindi da 60 a 90 vasetti per 10 m². Più fitta è la piantagione, più velocemente il tappeto si chiude e meno erbacce si insediano.
Preparare il terreno e riuscire nella piantagione
Il lippia predilige il pieno sole e si accontenta di terreni comuni, anche poveri, purché non restino impregnati d’acqua in inverno. In un terreno molto argilloso, mescolate sabbia o ghiaino fine per migliorare il drenaggio.
Piantate in primavera, quando le ultime gelate sono passate, cioè da aprile a maggio nella maggior parte d’Italia. Al Sud funziona anche l’inizio dell’autunno, perché le radici si radicano prima dell’estate successiva. Evitate le piantagioni durante le ondate di calore: l’attecchimento sarebbe difficile e l’irrigazione presto costosa.
Quali alternative secondo esposizione e uso: timo serpillo, achillea millefoglio, trifoglio
Il lippia non è una soluzione universale. Se il terreno è all’ombra o la vostra zona ha inverni rigidi, altri coprisuolo faranno meglio. Ecco un confronto per aiutarvi a decidere.
| Pianta | Esposizione | Calpestio | Punto di forza |
|---|---|---|---|
| Lippia | Pieno sole | Buono | Fioritura lunga, pochissima acqua |
| Timo serpillo | Pieno sole | Leggero | Profumato, rustico |
| Achillea millefoglio | Sole, mezz’ombra leggera | Medio | Tollera il taglio, fogliame fine |
| Trifoglio nano | Sole o mezz’ombra | Buono | Resta verde, arricchisce il suolo |
Il timo serpillo va bene negli angoli soleggiati, nei terreni asciutti e nelle zone poco frequentate, come questi fiori rustici che attirano gli impollinatori senza manutenzione. Quando lo si schiaccia emana un profumo piacevole, ma non ama i passaggi ripetuti. L’achillea millefoglio, invece, tollera il taglio e forma un tappeto più morbido, con piccole infiorescenze a ombrella bianche apprezzate dagli insetti.
Il trifoglio nano è la scelta migliore se il giardino riceve mezz’ombra. Mantiene il fogliame verde più a lungo del prato e arricchisce il suolo di azoto. In compenso richiede un po’ più di acqua del lippia durante le grandi calure.
Limiti e precauzioni: zone di passaggio intenso, gelo e carattere invasivo
Il primo limite riguarda il gelo. Il lippia sopporta freddi occasionali fino a -5/-10 °C a seconda delle situazioni, ma il fogliame ingiallisce e imbrunisce in inverno. In una zona con inverni rigidi può scomparire del tutto. Meglio riservarlo ai climi miti o mediterranei, oppure provarlo su una piccola area prima di trasformare tutto.
Poi il suo carattere espansivo merita attenzione. Si allarga rapidamente e può invadere aiuole o vialetti. In alcune aree a clima caldo può essere considerato specie invasiva. Installate un bordo netto (metallo, pietra o semplice trincea) e tenetelo d’occhio vicino ad ambienti umidi o naturali.
Infine, tenete presenti le zone di passaggio intenso: vialetto d’accesso, spazio gioco, prato per i ricevimenti. Lì un prato rinforzato o delle pietre da passo immerse tra coprisuolo saranno più affidabili. Sostituire una piccola superficie e tenere il prato altrove resta spesso il miglior compromesso per un giardino sostenibile.
Prima di lanciarvi, osservate il terreno per un’intera stagione: sole, zone umide, passaggi reali. Scegliete poi la pianta in base a ciò che vedete, non solo a ciò che sperate.





