Anche se moltiplicate lavanda e buddleie, la farfalla occhio di pavone (Aglais io) continuerà a passare oltre e si fermerà nell’angolo di ortiche che avevate previsto di estirpare. Non è un capriccio. Dietro questa scelta c’è una regola di sopravvivenza molto precisa, che cambia il modo di guardare questa «erbaccia».
La risposta sta in una frase: la femmina depone le uova dove il suo futuro bruco troverà da mangiare, e per diverse specie questa dispensa è l’ortica. I fiori del giardino nutrono l’adulto, non la sua discendenza.
Pianta nutrice o pianta nettarifera: due ruoli molto diversi
Una farfalla non segue lo stesso regime per tutta la vita. Da adulta si nutre di nettare, che succhia visitando i fiori. Questo zucchero le fornisce l’energia per volare, cercare un partner e deporre le uova. Non ha quindi alcun interesse a depositare le uova su un fiore di buddleia o di zinnia.
Il bruco, invece, è un mangiatore di foglie. Si sposta pochissimo dal luogo in cui è nato e non può ripiegare su una pianta qualsiasi. Si chiama pianta nutrice quella che gli è adatta e che assicura la crescita fino alla metamorfosi. Fiore nettarifero per l’adulto, pianta nutrice per il bruco: sono due funzioni distinte, e poche piante ne svolgono entrambe (vedi perché i bruchi delle farfalle dipendono da piante precise, non solo dai fiori).
Perché le farfalle scelgono l’ortica per deporre
Un pasto su misura per i bruchi
Ogni specie si è specializzata nel corso dell’evoluzione. I suoi bruchi possiedono l’apparato digerente per tollerare i composti di una determinata pianta, spesso di una sola famiglia. Posti su un’altra foglia, molti rifiuterebbero di mangiare e morirebbero di fame. L’Urtica dioica, l’ortica comune, è tra le piante nutrici più utilizzate in Europa.
Presenta diversi vantaggi. Le sue foglie sono ricche di azoto, quindi molto nutrienti. Cresce in fretta, forma grandi macchie e ricaccia dopo uno sfalcio. I suoi peli urticanti scoraggiano inoltre molti erbivori, lasciando i bruchi più tranquilli. Una femmina che vi depone le uova offre ai piccoli una riserva di cibo protetta.
I segnali riconosciuti dalla femmina: piante giovani, umide e ombreggiate
La femmina non depone a caso in un qualsiasi cespuglio. Riconosce l’ortica grazie ai chemiorecettori presenti sulle zampe, che le permettono di «assaggiare» la foglia e verificare che sia quella giusta per i bruchi. Poi valuta la qualità della pianta e privilegia spesso i germogli giovani e teneri, più facili da digerire.
Contano anche le condizioni ambientali. La femmina sceglie foglie sane in zone con ombra e umidità adeguate, che aiutano a evitare il disseccamento delle uova. Un ciuffo esposto a un sole secco e a un terreno arido è meno adatto. La deposizione avviene di norma sulla pagina inferiore delle foglie, al riparo dagli sguardi e dalla pioggia battente.
Le farfalle che depongono sulle ortiche
Diverse specie comuni nei giardini italiani dipendono dall’ortica, un esempio concreto di piante spontanee che nutrono più insetti dei fiori ornamentali. Non tutte procedono allo stesso modo: alcune depongono in grappoli, altre uovo per uovo. Questa tabella riassume le principali.
| Specie | Modo di deporre | Da osservare |
|---|---|---|
| Occhio di pavone (Aglais io) | Grossi gruppi di uova sulla pagina inferiore delle foglie | Bruchi neri punteggiati di bianco, raggruppati |
| Vanessa dell’ortica (Aglais urticae) | Grappoli su piante fresche e ombreggiate | Bruchi che vivono in colonia dentro un velo di seta |
| Vanessa atalanta | Uova deposte una alla volta | Bruco solitario dentro una foglia ripiegata |
| Araschnia levana | Uova in piccole ghirlande sulla pagina inferiore delle foglie | Due generazioni all’anno, con ali molto diverse |
| Polygonia c-album | Uova isolate, su ortica tra altre piante nutrici | Ali dai margini molto frastagliati |
Queste specie diurne sono le più visibili. Anche alcune falene approfittano dell’ortica, come certe nottue, ma passano spesso inosservate (per saperne di più su le fioriture notturne che attirano le falene in giardino). La Polygonia c-album non è così esclusiva come le altre: depone anche su luppolo o nocciolo.
Idea sbagliata: «l’ortica attira le farfalle perché fiorisce»
È falso. I fiori dell’ortica sono discreti, privi di nettare e impollinati dal vento. Ciò che le farfalle cercano sono le foglie, per i bruchi, non i fiori.
Come allestire un angolo di ortiche senza penalizzare il giardino
Non serve lasciare che l’ortica invada il prato. Uno o due metri quadrati bastano per ospitare diverse deposizioni. Scegliete un punto in mezz’ombra, lungo una siepe o ai piedi di un muro, piuttosto che in un fondo di giardino esposto al sole pieno e secco. Le ortiche vi troveranno umidità sufficiente per crescere bene, e le femmine lo troveranno più adatto alla deposizione.
La gestione dipende da come tagliate. Sfalciate solo una parte degli steli alla volta, per esempio metà del cespuglio a giugno, poi l’altra metà qualche settimana dopo. Otterrete così ricacci teneri, che le femmine apprezzano, lasciando piante già occupate dai bruchi.
Conservate poi gli steli il più a lungo possibile, fino all’autunno. I bruchi di diverse specie si trasformano in crisalide sugli steli o nelle vicinanze. Strappare o trinciare tutto in estate elimina quindi un’intera generazione, senza che ve ne accorgiate.
Potete anche utilizzare l’ortica per voi. Alcuni steli tagliati all’inizio della stagione servono a preparare un macerato di ortica per le rose e per l’orto, mentre il resto del cespuglio nutre i bruchi. Evitate invece i pesticidi e gli erbicidi in questo angolo e nei suoi dintorni: uccidono i bruchi e impoveriscono la biodiversità del giardino.
Abbinare ortiche e fiori mellifere per ospitare tutto il ciclo vitale
L’ortica da sola non basta. Usciti dalla crisalide, gli adulti hanno bisogno di energia, ed è qui che entrano in gioco le piante mellifere. Buddleia, sedum, lavanda, origano, scabiosa o eupatorio offrono nettare dall’estate all’autunno. La Vanessa atalanta e la Vanessa dell’ortica vi tornano ogni giorno.
Collocare questi fiori a pochi metri dall’angolo di ortiche concentra l’intero ciclo vitale nello stesso punto: deposizione, bruco, crisalide, poi adulto che si nutre di nettare. Le farfalle non devono più percorrere lunghe distanze, un vantaggio concreto mentre il declino degli insetti riduce ovunque gli ambienti naturali.
Un giardino rifugio non deve essere spettacolare. Basta un angolo un po’ selvatico, qualche fioritura distribuita lungo la stagione e un diserbo parsimonioso. La prossima farfalla occhio di pavone che passerà da voi saprà dove deporre.





