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Un giardiniere lascia un angolo di terra nuda: perché alcune api selvatiche potrebbero insediarvisi

Jardinier agenouille devant un carre de sol nu

Un quadrato di terra che non è piantato, né pacciamato, né vangato, sembra una dimenticanza. Per una grande parte delle api selvatiche, però, è un indirizzo ideale. Il motivo sta in una frase: questi insetti non vivono negli alveari, ma scavano il nido direttamente nel suolo.

Se in primavera avete notato piccoli cumuli di terra fine, o insetti che volano rasente il terreno senza interessarsi a voi, probabilmente avete già degli inquilini. Ecco come vivono, come accoglierli e cosa è meglio evitare.

Perché alcune api nidificano nella terra nuda

Quando si pensa alle api, si immagina un alveare e una regina, ma non è così per le api selvatiche, che non vivono tutte negli alveari. La realtà selvatica è molto diversa: in Italia le specie sono numerose e la maggior parte è costituita da api solitarie. Ogni femmina costruisce il proprio nido da sola, senza colonia né operaie. Una buona parte di esse, le api terricole, lo fa sottoterra.

Il principio della nidificazione è sempre lo stesso. La femmina scava una galleria verticale, poi prepara piccole celle in fondo. In ogni cella deposita una palla di polline e nettare, depone un uovo sopra e richiude. La larva si nutre di questa riserva, si trasforma al riparo e poi esce l’anno successivo, spesso nello stesso punto.

Per tutto questo serve una superficie in cui si possa scavare. Un prato fitto, una pacciamatura spessa o un terreno compattato ne bloccano l’accesso. La terra nuda, invece, offre un suolo soffice, riscaldato dal sole, in cui la galleria si scava senza fatica e resta asciutta. In un giardino troppo curato è un sito di riproduzione raro.

Quali api si installano in un angolo di terra nuda (e sono pericolose?)

Le occupanti più frequenti sono le api andrene, che escono già con le prime belle giornate. Si incontrano anche le api dei generi Halictus e Lasioglossum, che si insediano piuttosto in estate o a fine stagione, e le antofore (genere Anthophora). Sono discrete, spesso piccole, a volte brune o grigie, e per nulla spettacolari.

Ape Periodo di volo Suolo preferito
Andrene Da marzo a giugno Terreno soffice, sabbioso o limoso
Halictus e Lasioglossum Da primavera ad autunno Terra asciutta, spesso compattata in superficie
Eucere Primavera-estate Pareti verticali di terra compatta o friabile
Antofore Primavera Scarpate, muri di terra, argilla compatta

Resta la domanda che spesso preoccupa: si possono lasciare giocare i bambini lì vicino? Sì. Queste api non difendono un alveare, quindi non hanno nulla da proteggere in gruppo. Non sono aggressive, i maschi non hanno pungiglione e le femmine pungono solo in caso di manipolazione brusca, cosa che accade molto raramente.

Può capitare che decine di nidi si raggruppino su pochi metri quadrati. L’effetto può impressionare, con un via vai di insetti a bassa altezza, ma ciascuna resta nel proprio foro. Questa aggregazione è un buon segno: il terreno è di loro gradimento.

Come allestire un angolo di terra nuda in giardino

Buone notizie: non c’è quasi nulla da costruire. Tutto dipende dalla scelta del posto e da ciò che non si fa. Ecco i criteri che contano davvero.

  • Esposizione: scegliete un punto soleggiato, idealmente esposto a sud o sud-est, riparato dal vento. Il calore accelera lo sviluppo delle larve.
  • Suolo: un terreno soffice, non compattato, preferibilmente sabbioso o limoso. Una terra argillosa molto compatta si presta male, a meno che non sia asciutta e friabile in superficie.
  • Dimensioni: le indicazioni disponibili dicono che bastano anche piccoli appezzamenti di pochi metri quadrati. Più la superficie è ampia, più attira.
  • Pendenza: un piccolo scarpata o una leggera inclinazione evita che l’acqua ristagni nelle gallerie.
  • Vegetazione: qualche ciuffo d’erba sparso non dà fastidio, ma la superficie deve restare ampiamente libera.

Per il calendario, preparate la zona alla fine dell’inverno, prima del risveglio delle prime api. Eliminate la vegetazione a mano se necessario, senza rivoltare il terreno in profondità. Una volta scavate le gallerie, non toccate più nulla fino all’autunno, o anche fino alla primavera successiva, perché le larve vi trascorrono mesi.

Se il terreno è pesante e argilloso, potete aggiungere uno strato di sabbia di qualche centimetro su una parte dell’appezzamento. È un aiuto, non un obbligo. Molti giardini ospitano già dei nidi senza alcun intervento.

Un piccolo vulcano di terra è un nido

In primavera, cercate minuscoli coni di terra fine, con un foro centrale delle dimensioni di una matita. Non è un formicaio. Non richiudete, non annaffiate, non grattate: la femmina torna regolarmente e ogni foro ospita uova o larve.

Gli errori che impediscono alle api di insediarsi

Il primo errore è stendere un telo o una pacciamatura appena una zona sembra spoglia. Per noi è manutenzione. Per loro è una porta chiusa: niente pacciamatura né telo sulla parcella riservata. Anche il tessuto non tessuto, le lastre e la ghiaia spessa producono lo stesso effetto.

Il secondo errore riguarda la falciatura e la lavorazione del suolo. Un passaggio di motozappa o di zappetta in piena stagione distrugge gallerie, uova e larve in un colpo solo. Se dovete intervenire nei dintorni, fatelo fuori dal periodo di attività, e solo ai margini.

Il terzo problema è il calpestio, insieme all’irrigazione. Un sentiero che attraversa la parcella compatta il terreno e lo rende impossibile da scavare. Un’irrigazione regolare, invece, trasforma il suolo in fango freddo in cui le celle si riempiono d’acqua e le larve marciscono. La zona deve restare asciutta e tranquilla.

Infine, evitate i prodotti chimici nelle vicinanze. Insetticidi ed erbicidi colpiscono le api durante i voli di bottinamento e contaminano anche il polline immagazzinato nelle celle. Anche un trattamento apparentemente moderato può compromettere un’intera generazione di larve.

Completare l’accoglienza: fiori, acqua e zone rifugio

Un nido senza cibo nelle vicinanze non serve a nulla. Le api terricole bottinano in un raggio ridotto, a volte di poche decine di metri. Piantate o lasciate crescere piante mellifere locali a fioritura scalare (facelia, timo, lavanda, salvia, rovo) e fiori spontanei come il tarassaco, il trifoglio o la viperina: piantare la borragine nell’orto per attirare le api funziona particolarmente bene. Le andrene, per esempio, sono spesso specializzate su una famiglia di fiori precisa, quindi conviene variare.

Anche un punto d’acqua poco profondo aiuta, soprattutto in estate, ma attenzione: una ciotola d’acqua può intrappolare le api se non ci sono sassi su cui posarsi. Un piattino pieno di sassi o biglie, con solo un velo d’acqua, evita gli annegamenti. Tenetelo lontano dal terreno nudo per non inumidirlo, e posizionatelo piuttosto vicino ai fiori.

Pensate infine a un giardino un po’ disordinato. Un mucchio di rametti, alcune foglie morte ai piedi di una siepe, un angolo di erba alta non tagliata offrono zone rifugio a tutta una piccola fauna. Bombi, coccinelle e numerosi insetti utili ne approfittano. Questa biodiversità di prossimità rafforza la salute di tutto l’orto.

Un hotel per insetti può completare l’insieme, ma non sostituisce la terra nuda. Accoglie soprattutto api che nidificano in steli cavi o fori nel legno, come le osmie. Le specie del suolo, invece, non le usano: hanno bisogno di un pezzo di terra, nient’altro.

Quello che si guadagna lasciando fare

Lasciare un angolo di terra nuda non costa nulla e richiede poca attenzione. In cambio accogliete impollinatori che lavorano su alberi da frutto, fiori e orto, spesso con un’efficacia superiore a quella delle api domestiche su alcune colture. Contribuite anche alla tutela di specie i cui siti di riproduzione scompaiono man mano che i giardini si fanno più densi.

La prossima volta che passerete davanti a quella parcella, guardate da vicino, accovacciati, in una giornata di sole. Ci sono buone probabilità che una minuscola ape stia già lavorando davanti al suo foro.

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Margot Delacroix teste et analyse les solutions pratiques qui transforment quotidiennement un logement. Passionnée par les économies d'énergie et l'optimisation de l'habitat, elle explore les alternatives simples aux équipements coûteux et décortique les innovations qui font vraiment la différence dans une maison.
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