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Erba alta vicino al frutteto: quali animali vi trovano rifugio?

Herisson brun blotti au pied du vieux pommier

Una fascia d’erba che non si taglia, vista dalla strada, sembra trascuratezza. Per un frutteto, invece, è uno dei gesti più convenienti che si possano fare. In poche settimane questa zona si popola di insetti, uccelli, piccoli mammiferi e perfino rospi, molti dei quali lavorano gratis per i vostri alberi.

Perché lasciare erba alta vicino a un frutteto?

Un prato rasato offre poco cibo e nessun riparo. L’erba alta, invece, crea un intero piano di vita: steli cavi dove passare l’inverno, fiori selvatici che nutrono gli impollinatori, un suolo fresco e umido, semi per gli uccelli. La biodiversità che si insedia finisce per svolgere la funzione di un servizio sanitario gratuito per il frutteto.

Il principio è semplice: più specie ci sono, meno una sola di esse (afidi, bruchi, lumache) può proliferare. I predatori naturali trovano casa a due passi dagli alberi, e i vostri fruttiferi beneficiano sia di un’impollinazione migliore sia di una pressione minore dei parassiti.

Chi si insedia, a colpo d’occhio

Gruppo Specie comuni Ruolo nel frutteto
Insetti Coccinelle, sirfidi, crisope, carabidi, api selvatiche, farfalle Mangiano afidi e uova di parassiti, impollinano i fiori
Piccoli mammiferi Riccio, toporagno, pipistrelli Lumache, larve, vermi, insetti notturni volanti
Anfibi e rettili Rospo comune, rana, lucertola, orbettino Lumache, chiocciole, mosche, larve
Uccelli Pettirosso, cinciarella, capinera, rapaci Bruchi, afidi, arvicole (rapaci e civette)

Gli insetti utili che vi trovano rifugio

È la prima ondata, e la più spettacolare. Gli insetti utili svernano negli steli secchi, nei ciuffi di graminacee e nella lettiera alla base dell’erba. Le coccinelle vi aspettano la primavera, poi partono a caccia di afidi appena compaiono le prime colonie su meli e susini.

I sirfidi, quelle mosche a strisce che si confondono con le vespe, hanno larve molto voraci di afidi, mentre gli adulti visitano i fiori. Le crisope, con le ali trasparenti, svolgono lo stesso ruolo. A terra, i carabidi pattugliano di notte e attaccano lumache, uova e larve dei parassiti.

Quanto all’impollinazione, le api selvatiche (osmie, andrene, bombi) sono spesso più efficaci dell’ape domestica con tempo fresco, al momento della fioritura dei fruttiferi. Nidificano negli steli cavi, nel terreno nudo o nelle fessure. Nei frutteti tradizionali italiani sono state rilevate in media quasi 23 specie di api selvatiche, contro poco più di nove nei meleti intensivi. Le farfalle, invece, trovano piante ospiti per i bruchi, e gli adulti sfruttano i fiori selvatici per tutta l’estate.

Piccoli mammiferi, anfibi e rettili: riccio, toporagno, rospo, lucertola

Il riccio che attraversa il prato ogni sera usa la zona come corridoio e come dispensa. Vi trova lumache, chiocciole, vermi e coleotteri, e dorme sotto un mucchio di foglie o di rami. Il toporagno, molto più discreto, divora ogni giorno un peso pari al suo in insetti, larve e vermi. I pipistrelli, invece, cacciano sopra la vegetazione: un prato fiorito attira più falene e zanzare, quindi più pasti.

Gli anfibi sono preziosi alleati contro le lumache. Il rospo comune trascorre la giornata all’ombra dell’erba e esce al tramonto. La rana approfitta dell’umidità se nelle vicinanze c’è uno stagno o un fosso. La lucertola campestre o quella muraiola si scalda ai margini, tra sole e riparo, e mangia mosche e ragni. L’orbettino, falso serpente che in realtà è una lucertola senza zampe, si insinua sotto i cumuli di vegetazione e mangia soprattutto lumache.

Arvicole: perché la fascia va collocata ai margini

L’erba alta proprio alla base degli alberi attira l’arvicola, che può rosicchiare le radici e la corteccia dei giovani fruttiferi. Mantenete la fascia d’erba alta ai margini o al bordo dell’appezzamento, e tenete il terreno sotto gli alberi più basso. Rapaci, civette e mustelidi faranno il resto, a condizione di lasciare loro dei posatoi.

Gli uccelli: nidificazione, riparo e dispensa

Un frutteto circondato da vegetazione alta diventa una mensa per gli uccelli. Il pettirosso fruga alla base dell’erba in cerca di vermi e larve. La cinciarella (per la quale si può imparare a come attirare le cinciarelle in autunno grazie a un angolo selvatico), con i piccoli da nutrire in primavera, può portare diverse centinaia di bruchi al giorno, e questo è prezioso contro la carpocapsa o i bruchi defogliatori. La capinera, invece, nidifica volentieri a ridosso del suolo, tra i rovi o i ciuffi fitti, e caccia insetti nel fogliame.

In inverno, i semi delle piante selvatiche lasciate in piedi fungono da riserva per i passeriformi. Cardellini, verdoni e zigoli ne fanno festa. Un posatoio, qualche nido artificiale tra gli alberi o una siepe campestre vicina completano il quadro. I rapaci diurni e notturni, infine, sfruttano queste zone per cacciare le arvicole, il che protegge indirettamente le radici dei vostri alberi.

Come allestire e gestire questa zona senza danneggiare il frutteto

Lo sfalcio tardivo è la regola d’oro: si taglia una volta l’anno, a fine estate o in autunno, dopo la fioritura e la maturazione dei semi. Sfalciate in più riprese, per esempio metà della fascia un anno e l’altra metà l’anno successivo, così insetti e piccoli animali avranno sempre un rifugio intatto. Lasciate il materiale tagliato a terra per uno o due giorni prima di rimuoverlo, il tempo necessario perché la fauna possa allontanarsi.

Pensate a un mosaico di habitat: erba alta, ma anche zone più basse, qualche arbusto, uno stagno, un angolo di terreno nudo. I rifugi e nascondigli sono facili da aggiungere: cumuli di legno morto, mucchi di pietre, fascine di rami (attenzione all’errore da evitare con i rami ammucchiati), steli cavi legati in fascine. Ciascuno di questi elementi accoglie un gruppo preciso, dal riccio alle api solitarie.

Privilegiate le piante autoctone e i fiori selvatici locali: millefoglio, fiordaliso, vedovella, carota selvatica, trifoglio, erba viperina. Fioriscono in periodi diversi e sono più adatti agli insetti del posto rispetto alle miscele esotiche. Evitate le erbe infestanti, come la gramigna o il vilucchio, che soffocano tutto il resto, ed estirpatele prima che raggiungano la base degli alberi.

Infine, non potate la siepe tra la primavera e la fine dell’estate, periodo di nidificazione. Un piccolo cartello che indica «sfalcio tardivo in corso» aiuta anche a spiegare ai vicini che questa zona è voluta, e non dimenticata. Con un anno o due di pazienza, vedrete tornare specie che non incontravate da tempo.

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