Una mattina d’ottobre aprite la persiana e una decina di coccinelle si ammassano sul davanzale. Il giorno dopo sono trenta. Statene tranquilli: non è un’invasione organizzata contro la vostra casa, e non sono lì per darvi fastidio.
Perché le coccinelle invadono le case in autunno
La risposta sta in poche parole: cercano un riparo per passare l’inverno. Quando la diminuzione delle temperature si fa sentire e le giornate si accorciano, alcune coccinelle lasciano i giardini dove cacciavano gli afidi. Entrano allora in una fase di svernamento, uno stato di riposo prolungato che gli specialisti chiamano diapausa. Il loro metabolismo rallenta, smettono di nutrirsi e vivono sulle riserve fino alla primavera.
Per resistere quattro o cinque mesi serve un rifugio asciutto, al riparo dal gelo e dai predatori. In natura scelgono fessure nelle rocce, cortecce o foglie secche. La vostra casa offre esattamente questo: fessure nei muri, persiane, sottotetti e intercapedini attorno alle finestre.
Il raggruppamento dipende da un secondo meccanismo. Una coccinella che trova un buon sito rilascia feromoni di aggregazione, piccoli segnali chimici che attirano i suoi simili. Più ce ne sono, più il luogo diventa attraente: da qui quei grappoli di decine, a volte centinaia di individui nello stesso angolo.
Perché proprio la mia facciata e non quella del vicino?
Le coccinelle si orientano con la vista. Sono attratte dalle facciate chiare e ben esposte al sole, soprattutto a sud e a ovest. Nelle giornate autunnali di sole questi muri si riscaldano e diventano un punto di raccolta visibile da lontano. Gli insetti vi si posano, si scaldano, poi esplorano le fessure in cerca di un ingresso.
Una casa bianca o beige, con persiane di legno un po’ sconnesse e un tetto non ben chiuso, riunisce tutti i requisiti. Un edificio scuro o all’ombra sarà nettamente meno ambito, a parità di condizioni.
Una specie in causa: la coccinella arlecchino
Non tutte le coccinelle si comportano così. Le nostre specie autoctone, come la coccinella a sette punti, svernano piuttosto all’aperto, in piccoli gruppi discreti, nella vegetazione o sotto le pietre. I grandi raduni negli edifici sono soprattutto opera della coccinella arlecchino, Harmonia axyridis.
Questa specie, originaria dell’Asia, è stata introdotta in Europa per il controllo degli afidi nelle colture. Si è poi diffusa ampiamente, perché si riproduce rapidamente, mangia molto e trova pochi predatori. Nel suo territorio d’origine sverna nelle pareti rocciose, il che spiega la sua predilezione per i muri delle nostre case. In Italia è oggi presente e naturalizzata soprattutto nel Nord.
Come riconoscerla
| Criterio | Coccinella arlecchino | Coccinella autoctona |
|---|---|---|
| Colore | Molto variabile: gialla, arancione o rossa | Spesso rosso vivo (o nera con punti rossi) |
| Motivo sul torace | Macchia chiara a forma di M o W dietro la testa | Nessuna M, torace prevalentemente nero |
| Numero di punti | Da nessuno a una ventina | Fisso secondo la specie (2, 7, ecc.) |
| Svernamento | In grandi gruppi, negli edifici | In piccoli gruppi, soprattutto all’aperto |
Idea sbagliata: «vengono per il calore di casa mia»
Non esattamente. Ciò che le attira innanzitutto è il muro soleggiato, poi le fessure in cui infilarsi. Il riscaldamento interviene solo dopo: un ambiente troppo tiepido le risveglia in pieno inverno, ed è allora che le vedete volare intorno alle lampade.
Le coccinelle in casa sono pericolose?
No, non per la struttura dell’abitazione. Non rosicchiano nulla, non depongono uova all’interno e non mangiano né le vostre scorte né le piante. Il loro unico scopo è dormire.
Qualche fastidio, però, c’è. Quando si sentono minacciate o vengono schiacciate, rilasciano un liquido giallo dall’odore sgradevole, detto emolinfa riflessa, che può lasciare macchie gialle su pareti chiare e tende. Capita anche che la coccinella arlecchino morda leggermente la pelle, senza conseguenze. Nelle persone sensibili sono state descritte rare reazioni irritative o allergiche (rinite, irritazione degli occhi) quando gli insetti sono molto numerosi, ma il ritrovamento di pochi esemplari non costituisce normalmente un’emergenza sanitaria.
Cosa fare quando sono già entrate?
Primo riflesso da evitare: l’insetticida. Uccide insetti utili, è inutile contro i feromoni rimasti sul posto e le carcasse possono attirare altri piccoli parassiti domestici. Meglio spostarle con delicatezza.
- Evitate di schiacciarle, per non liberare l’odore né le macchie.
- Raccoglietele con un aspirapolvere dotato di una calza di nylon fissata sul tubo, oppure con una scatola e un foglio di carta.
- Liberatele in un luogo non riscaldato (capanno degli attrezzi, catasta di legna, siepe fitta) o all’aperto, vicino alla vegetazione.
- Pulite le tracce con acqua saponata, poi arieggiate la stanza.
Se gli insetti si risvegliano in una giornata mite di febbraio, non preoccupatevi. Sono disorientati dal calore e non sopravvivranno a lungo in casa, quindi basta catturarli e liberarli.
Come impedire che entrino l’anno prossimo
La difesa migliore resta la prevenzione, e si gioca prima dell’arrivo del freddo, idealmente a settembre, perché un errore nella cura del giardino può eliminare i rifugi degli insetti che svernano, come spiegato in questo articolo sulla manutenzione del giardino in autunno. Le coccinelle si infilano nella minima apertura, quindi occorre sigillare le fessure attorno alle finestre, ai cassonetti delle tapparelle e ai cavi con mastice o silicone. Applicate zanzariere su aperture di ventilazione e lucernari, e chiudete gli interstizi sotto i sottotetti.
Alcuni repellenti naturali possono aiutare un po’: olio essenziale di lavanda o di menta piperita diluito, bucce di agrumi lasciate vicino alle aperture. L’effetto resta limitato e temporaneo: integrano le barriere fisiche senza sostituirle.
Tenete presente anche che questi insetti sono utili, come mostra la presenza di numerose coccinelle su una rosa. In giardino, una sola coccinella divora moltissimi afidi, e ne fa un prezioso alleato. Allontanarle dalla casa sì; distruggerle a ogni costo no: in primavera ripartiranno da sole e torneranno a proteggere le vostre rose e i vostri orti.





