Jardin

Perché i ricci evitano certi giardini anche quando c’è cibo

Herisson aux aguets pres d'une gamelle pleine sur l'herbe

Avete messo una ciotola d’acqua, un piattino di crocchette, e niente. Nessun muso, nessun fruscio tra le foglie. Prima di concludere che i ricci snobbano il vostro giardino, c’è un dettaglio che cambia tutto: il cibo è solo uno dei criteri che considerano, e raramente il più decisivo.

Perché il cibo non basta ad attirare un riccio

Un riccio non sceglie un giardino come si sceglie un ristorante. Deve poterci entrare, nascondersi di giorno, muoversi senza pericoli di notte e trovarvi le sue prede naturali. Se uno di questi anelli manca, la ciotola più piena non serve a nulla.

Il suo vero menù sono insetti, larve, lombrichi, lumache e altri piccoli invertebrati, completati da chiocciole e coleotteri. Le crocchette per gatti sono un ripiego, non una calamita. E se offerte male (con latte, pane, o in una ciotola frequentata dai gatti del quartiere) possono allontanare l’animale o fargli del male.

Ecco, in ordine di importanza, le cause più frequenti di un giardino abbandonato:

  • una riserva di cibo contaminata dai pesticidi;
  • un terreno troppo pulito, senza rifugi né copertura;
  • recinzioni impossibili da superare;
  • pericoli e disturbi notturni (tosaerba, cani, luce).

Pesticidi ed esche antilumache: la dispensa avvelenata

È la causa numero uno. Le esche antilumache, gli insetticidi e gli erbicidi colpiscono il riccio in due modi. Può ingerire direttamente il prodotto, oppure mangiare lumache e insetti già intossicati. In entrambi i casi gli effetti sono gravi, a volte mortali.

Anche senza mortalità visibile, un giardino trattato diventa un deserto alimentare. Meno insetti, meno lombrichi, meno lumache: l’animale non ha più motivo di tornare, e lo sa. Percorre facilmente più di un chilometro a notte, e andrà a cercare altrove un terreno più ricco.

La cosa più efficace è interrompere subito l’uso di prodotti chimici. Le lumache non scompariranno, ma il riccio è proprio il loro miglior regolatore naturale. Un giardino che lo accoglie si difende da solo, nel tempo.

Un giardino troppo pulito, senza rifugi né passaggi

Prato rasato, aiuole diserbate, foglie morte raccolte, nessuna siepe: l’insieme è impeccabile agli occhi umani, e disastroso per un riccio. Gli servono zone di copertura per dormire di giorno, spostarsi al riparo dagli sguardi e costruire il nido. Gli serve anche una lettiera naturale, perché le foglie secche sono il suo materiale da costruzione.

Un giardino troppo pulito è anche un giardino senza prede. Il mucchio di foglie, il legno marcio e l’angolo di erba alta ospitano gran parte degli insetti e dei vermi che mangia. Eliminare il disordine significa eliminare insieme la dispensa e la camera da letto.

Recinzioni, muretti e mancanza di nascondigli

Molti giardini sono chiusi come fortezze: muretti bassi ma lisci, rete metallica posata a filo di terra, cancello pieno. Il riccio non arrampica e non salta. Passa dal basso, e se nulla glielo consente, il vostro giardino per lui semplicemente non esiste.

La soluzione sta in un’apertura di 13 x 13 cm alla base della recinzione o del muretto. È sufficiente per un riccio, troppo piccola per la maggior parte dei cani. Questa misura è un’indicazione pratica diffusa tra gli esperti, non una norma di legge. Se anche i vicini fanno lo stesso, si crea un corridoio di passaggio. È fondamentale, perché un solo giardino non basta quasi mai a nutrire un riccio: ne servono diversi.

La trappola della ciotola di crocchette

Lasciata all’aperto, attira soprattutto gatti, topi e a volte volpi, che allontanano il riccio. Se lo nutrite, metteteci poco, la sera, sotto un riparo con ingresso stretto, con acqua fresca. Mai latte né pane: causano disturbi digestivi.

Pericoli e disturbi: luce, cani, gatti e tosaerba

Il riccio è notturno, ed è proprio di notte che i pericoli si moltiplicano. Il robot tosaerba è il peggiore: silenzioso, basso, programmato per lavorare al calar del giorno, può ferire o uccidere molti ricci. Fatelo funzionare solo di giorno. Con un tosaerba tradizionale o un decespugliatore, controllate sempre l’erba alta prima di passare.

I cani che pattugliano di notte stressano l’animale, che si arrotola a palla invece di nutrirsi. I gatti sono meno pericolosi per un adulto, ma la loro presenza riduce le visite, soprattutto vicino alla ciotola. Una luce intensa e permanente va nello stesso senso: disturba gli spostamenti e scombina la caccia.

Non dimenticate le trappole silenziose. Una vasca o una piscina con bordi verticali è un pericolo mortale: il riccio sa nuotare un po’, ma non riesce a uscire. Una rampa antiscivolo o una pietra piatta in leggera pendenza basta a salvarlo. I cumuli di legna o di foglie destinati a un falò meritano un controllo appena prima di accenderlo, perché spesso servono da nido.

Verificare che il riccio ci sia: tracce e ritmi

Forse viene, ma non lo vedete. Esce di notte, più spesso tra il tramonto e l’alba, ed è discreto. Gli escrementi sono l’indizio migliore: cilindrici, neri, lunghi 3-5 cm, con frammenti lucidi di élitre di insetti. Si notano anche fruscii tra le foglie e a volte piccoli buchi nel prato. Una fototrappola, posta vicino alla ciotola, risolve la questione in una notte.

Anche il calendario conta. Il letargo dura circa da novembre a marzo, a seconda del clima: nessuna attività, quindi nessuna visita. In estate secca il terreno si indurisce, i lombrichi scendono in profondità e le prede si fanno rare. I ricci si spostano allora verso zone più umide, per questo è utile un punto d’acqua poco profondo. Un’assenza estiva non significa sempre un rifiuto definitivo.

Come rendere il giardino davvero accogliente

I gesti più utili non costano quasi nulla. Lasciate un angolo selvatico con erba alta, un mucchio di foglie morte e qualche ramo. Piantate o conservate una siepe di specie locali. Installate un riparo (acquistato o costruito) in un punto tranquillo, lontano dai passaggi, con un ingresso di circa 13 cm e un tunnel d’accesso che scoraggi i predatori.

Aggiungete un punto d’acqua poco profondo, aprite un passaggio in ogni recinzione e sostituite i prodotti chimici con metodi naturali. In pochi mesi il giardino guadagna in insetti, in biodiversità e in visitatori notturni. Il riccio non viene per la ciotola: resta dove l’ecosistema funziona.

5 domande da porsi per trovare il blocco

  1. Ho usato esche antilumache, insetticidi o erbicidi, o li hanno usati i vicini?
  2. Esiste, su ogni lato del terreno, un passaggio di 13 x 13 cm a livello del suolo?
  3. Il mio giardino offre un riparo, un mucchio di foglie o una siepe dove dormire di giorno?
  4. Di notte ci sono un robot tosaerba, un cane, un gatto o una luce permanente?
  5. Sono nella stagione giusta, e ho cercato escrementi o installato una fototrappola prima di concludere che il riccio non c’è?

Se rispondete «sì» alla prima o alla quarta, iniziate da lì: di solito è il blocco più pesante. Correggete un punto alla volta e lasciate al riccio il tempo di accorgersi del cambiamento.

Condividi questo articolo
Alice pilote la ligne éditoriale d'Une ville pour tous avec rigueur et passion. Elle veille à la qualité et à la fiabilité de chaque article publié sur le jardin, la maison et l'immobilier. Son regard critique garantit que les conseils partagés correspondent aux attentes des lecteurs.
4,5/5 (26 votes)

Da leggere anche

Laisser un commentaire —

Votre adresse e-mail ne sera pas publiée. Les champs obligatoires sont indiqués avec *