Verso Ferragosto il giardino si svuota in silenzio. I tigli hanno perso i fiori, la lavanda sfiorisce e le api girano a vuoto sopra i prati ingialliti dal sole. Eppure qualche perenne tiene ancora la tavola apparecchiata, a patto di sceglierla e curarla al momento giusto.
Quale perenne nutre gli insetti fino a fine estate?
Non esiste un unico fiore miracoloso, ma una risposta che dipende dal terreno. Se il suolo resta fresco, l’olmaria (Filipendula ulmaria), detta anche regina dei prati, è la candidata ideale: le sue infiorescenze a pannocchia color crema e profumate attirano bombi, sirfidi e api. È molto ricca di polline e fiorisce da giugno all’estate avanzata, a volte fino a settembre se il terreno non si secca.
Se invece il terreno è piuttosto secco o drenante, guardate al teucrio di Hircania (Teucrium hircanicum), all’agastache o all’echinacea, delle piante resistenti alla siccità. Queste perenni rustiche sopportano il caldo e prendono il testimone quando il resto si esaurisce. Il sedo ‘Matrona’, in particolare, offre corimbi fioriti alla fine dell’estate, molto visitati dalle api.
Il « buco di nettare » di fine estate: perché bisogna intervenire
Gli specialisti parlano di un calo delle risorse. Tra la fine delle grandi fioriture primaverili e l’inizio di quelle autunnali, il nettare si fa raro. Le colonie di bombi e api sono però al massimo della popolazione, e le farfalle devono fare scorta prima dell’inverno o della migrazione.
Un giardino che resta fiorito in questo periodo svolge quindi un ruolo reale per la biodiversità locale. Non serve un grande terreno: tre o quattro cespi ben collocati bastano a cambiare la situazione per gli impollinatori del quartiere.
L’olmaria e le altre perenni nettarifere che prendono il testimone
L’olmaria: la perenne dei terreni freschi
Questa grande perenne, alta da 1 a 1,5 m, ama i terreni freschi o umidi, al sole o a mezz’ombra. Si trova bene sul bordo di uno stagno, ai piedi di una siepe o in un angolo dove l’irrigazione è regolare. Produce poco nettare, ma il suo polline abbondante nutre gli insetti in un periodo in cui scarseggia. La coltivazione è semplice: una volta messa a dimora, torna ogni anno e si allarga dolcemente.
Le piante di ricambio per terreni asciutti
Per un terreno che tende a seccarsi, l’agastache è una scelta sicura: le sue spighe viola o arancio fioriscono da giugno a settembre e i bombi vi si accalcano. L’echinacea offre ampi capolini molto apprezzati dalle farfalle, mentre la nepitella e la salvia perenne ripartono in fioritura dopo un taglio. Il teucrio di Hircania, che fiorisce da giugno a settembre, continua a offrire nettare quando molte altre fioriture si sono esaurite. L’achillea, da giugno fino alla fine dell’estate, completa il quadro e attira insetti utili.
| Perenne | Fioritura | Terreno ideale |
|---|---|---|
| Olmaria | Giugno-agosto, a volte settembre | Fresco e umido |
| Echinacea | Luglio-settembre | Comune, asciutto |
| Agastache | Giugno-settembre | Drenante, soleggiato |
| Teucrio di Hircania | Giugno-settembre | Soleggiato |
| Sedo ‘Matrona’ | Fine estate | Secco, povero, soleggiato |
Il gesto chiave per prolungare la fioritura
Tutto si gioca durante l’estate: tagliate i fiori appassiti man mano che compaiono. Impedendo alla pianta di formare i semi, la spingete a produrre nuovi boccioli. La nepitella, la salvia o l’agastache rispondono particolarmente bene a questo taglio, che può prolungare la fioritura di diverse settimane.
Mantenete però un equilibrio. Su echinacea e sedo, lasciate da settembre qualche stelo e qualche capolino sfiorito: i semi nutrono gli uccelli e gli steli cavi ospitano insetti che svernano negli steli secchi. Una potatura drastica a fine stagione toglierebbe al giardino questi rifugi.
L’errore classico: tagliare tutto appena sfiorisce
Una grande pulizia ad agosto elimina gli ultimi fiori melliferi e i futuri rifugi invernali. Tagliate gli steli sfioriti uno alla volta per rilanciare la fioritura, ma conservate la maggior parte del cespo fino a primavera.
Piantare e abbinare per nutrire gli impollinatori fino all’autunno
Il piano migliore consiste nello scaglionare le fioriture invece di puntare su una sola specie. Abbinate una perenne a fioritura di inizio estate, come la salvia, con un duo di fine estate, per esempio agastache e sedo. Piantate in gruppi di tre o cinque esemplari: gli insetti individuano molto meglio una grande macchia di colore che un fiore isolato.
Per la messa a dimora, piantate in autunno o in primavera, in un terreno smosso e rispettando l’esposizione. Le piante da terreno secco (sedo, agastache, echinacea) vogliono sole e un terreno drenante, senza irrigazioni eccessive. L’olmaria, invece, apprezza una pacciamatura e annaffiature nei periodi di siccità. Evitate le varietà doppie molto sofisticate, i cui fiori, spesso sterili, non offrono quasi più né nettare né polline.
Infine, cercate di limitare i trattamenti. Un insetticida, anche « naturale », usato su una perenne in fiore mette in pericolo proprio quelli che volete nutrire. Lasciando un angolo un po’ selvatico, attirerete più visitatori e il vostro giardino diventerà un rifugio utile fino alle prime gelate.






