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Perché i giardini circondati da muri possono ostacolare gli spostamenti degli animali

Herisson arrete devant un haut mur de pierre

Ogni notte un riccio attraversa il vostro prato e percorre da 1 a 2 km per nutrirsi e trovare un compagno. Davanti a un muro pieno, gira su se stesso, torna indietro e a volte finisce per avventurarsi sulla strada. Il vostro giardino, per quanto curato, può diventare per lui un vicolo cieco.

La buona notizia è che la soluzione spesso sta in un’apertura di 10-15 cm di lato, alla base della recinzione. Vediamo perché il problema si pone e come risolverlo senza trasformare il giardino in un colabrodo.

Perché un giardino chiuso da muri diventa una barriera per la fauna

Un muro pieno o una recinzione senza varchi interrompe il suolo, dove transita la piccola fauna. Preso da solo, un giardino chiuso sembra innocuo. Ma in un quartiere residenziale, tutti i giardini recintati uno dopo l’altro formano una scacchiera di celle chiuse. È ciò che si chiama frammentazione del territorio: un territorio continuo si ritrova suddiviso in piccole particelle che gli animali non riescono più a collegare. Secondo l’ISPRA, la frammentazione aumenta l’isolamento degli ambienti e ostacola il movimento delle specie.

Le conseguenze sono concrete. Un animale confinato in pochi giardini non ha più accesso a cibo e rifugi sufficienti. Le popolazioni si isolano, gli incontri tra individui diventano rari e la riproduzione si fa difficile. Questo frazionamento dell’habitat indebolisce la fauna selvatica nel lungo periodo, anche se ogni giardino preso singolarmente resta accogliente.

C’è anche un effetto più diretto: l’animale che cerca una via d’uscita aggira l’isolato, attraversa una strada, ed è lì che si verificano gli incidenti. Un muro senza passaggio, dunque, non protegge la fauna: la spinge verso zone a rischio.

Quali specie sono più colpite dalle recinzioni chiuse?

Il riccio è l’esempio più noto, perché cammina molto e non sa né arrampicarsi né saltare. Ma non è il solo. Gli anfibi (rospi, rane, tritoni) devono raggiungere uno stagno o un punto d’acqua per riprodursi, a volte a diverse centinaia di metri di distanza. Un muro di blocchi di cemento sul loro percorso può bloccarli per intere notti, con il rischio di sfinirli.

I piccoli mammiferi come il toporagno, il topo selvatico o la donnola, così come i rettili (lucertole, orbettini), incontrano lo stesso ostacolo. Anche gli insetti terricoli, come alcuni carabidi, ne sono interessati. Tutti questi animali svolgono un ruolo prezioso nel giardino: si nutrono di lumache, afidi e roditori, e a loro volta alimentano altre specie.

Come creare passaggi per la fauna in un muro o in una recinzione

Il principio è semplice: realizzare un passaggio per la fauna a raso del suolo, abbastanza largo per la piccola fauna e troppo stretto per un cane di taglia media. È la misura di base raccomandata dalle associazioni di protezione della natura, e costa quasi nulla.

Praticare aperture alla base del muro o della recinzione

Puntate a un’apertura di circa 10-15 cm di lato, a livello del suolo. In un muro di blocchi di cemento o di mattoni si può togliere un elemento oppure forare con una sega a tazza e poi sagomare una nicchia quadrata. Su una recinzione in legno si ritaglia un’intaccatura alla base di un’asse, oppure si solleva leggermente il pannello. Su una rete metallica si rialza una porzione di maglia o si lascia uno spazio sotto il filo inferiore.

13 cm di lato: l’ordine di grandezza che basta a un riccio

Un’apertura di 10-15 cm lascia passare il riccio, gli anfibi e la maggior parte dei piccoli mammiferi. Resta troppo piccola per un gatto adulto o un cane, il che è rassicurante se avete animali domestici.

Alcuni dettagli contano. Liberate l’ingresso da entrambi i lati, affinché il passaggio non sia ostruito da un mucchio di terra o da un vaso di fiori. Evitate i bordi taglienti. E prevedete un passaggio ogni pochi metri su un tratto lungo, piuttosto che un’unica apertura isolata.

Fare la diagnosi della recinzione

Prima di tirar fuori la sega, fate il giro del giardino ponendovi queste domande:

  • Esiste, alla base di ogni lato della recinzione, un’apertura di almeno 10-15 cm?
  • La rete ha maglie troppo fitte o una base interrata che chiude ogni passaggio?
  • I passaggi sbucano in un giardino vicino o contro un muro dall’altra parte?
  • Ci sono trappole nelle vicinanze (vasca senza rampa, griglia di aerazione, rete di protezione lasciata a terra)?
  • Esiste un rifugio all’interno, come un mucchio di legna o di foglie?

Recinzioni e muri alternativi: siepi, steccati a doghe, reti a maglia larga

Se dovete rifare la recinzione, tanto vale scegliere una struttura che lasci circolare la fauna. La siepe viva, composta da più specie autoctone (biancospino, nocciolo, carpino bianco, ligustro), offre rifugio e cibo pur delimitando il confine. Ci vogliono alcuni anni perché si infoltisca, ma diventa un rifugio per uccelli, insetti e piccoli mammiferi. Una siepe secca, fatta di rami potati accatastati, funziona fin dal primo giorno e accoglie anche il riccio.

Lo steccato a doghe, questa recinzione in listelli di castagno distanziati, protegge dagli sguardi solo in parte e lascia passare la piccola fauna attraverso gli interstizi, un po’ come il muretto a secco che attira anche le vipere in giardino. La rete a maglia larga (almeno 10 cm di lato, o con un’apertura bassa) è un’altra opzione economica, a condizione di non interrarla né di coprirla con un telo di plastica. Una recinzione traforata, a doghe distanziate o a sbarre, svolge lo stesso ruolo restando discreta.

Tenete presente che questi materiali cambiano anche l’atmosfera del giardino: più luce, più visuali, un po’ meno intimità. Si può compensare con una siepe piantata in arretramento o con rampicanti su un supporto leggero.

Collegare i giardini tra loro: agire con i vicini e rispettare le regole

Un passaggio nella vostra recinzione ha senso solo se anche il giardino vicino ne prevede uno. Altrimenti l’animale si ritrova davanti a un nuovo muro. Parlatene con i vicini: spesso basta una conversazione attorno alla siepe per concordare di praticare aperture l’una di fronte all’altra. Collegando così più giardini si crea un vero corridoio ecologico, un anello della rete ecologica del vostro quartiere.

Sul fronte delle regole, la prudenza è d’obbligo. A livello nazionale non esiste un divieto generale di muri attorno ai giardini privati per ragioni legate alla mobilità della fauna: la disciplina concreta dipende dalla Regione e dal Comune. Un muro in comune con il vicino appartiene a entrambi i proprietari e, di norma, non può essere modificato senza il suo accordo. Il Comune, attraverso il piano urbanistico o il regolamento edilizio, può imporre un’altezza, un tipo di recinzione o una comunicazione preventiva per i lavori. Alcune amministrazioni chiedono recinzioni permeabili alla piccola fauna. Un controllo presso l’ufficio tecnico comunale evita brutte sorprese.

Infine, un passaggio non basta da solo. Rampa di uscita nella vasca, griglie di aerazione, reti tolte a fine stagione, robot tagliaerba limitato alle ore diurne: questi gesti eliminano le trappole più comuni. Aggiungete un angolo di legno morto (sapendo che i ricci amano esplorare i cumuli di rami e foglie in giardino, come spiegato in questo articolo sui loro nascondigli preferiti) oppure un piccolo stagno, e il vostro giardino diventerà un vero rifugio per la biodiversità, da cui trarranno vantaggio anche le vostre piante.

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