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Ha collegato il tubo di scarico della piscina nel fosso: tre settimane dopo, il Comune ordina i lavori di bonifica

Large gouffre erode dans sol argileux brun fonce

Un tubo, un fosso, qualche ora di pazienza e la piscina è vuota. Il gesto sembra innocente, quasi logico. Eppure, in questa storia di svuotamento della piscina, è finito per costare al proprietario dei lavori di bonifica, ordinati dal Comune.

Il gesto usuale di settembre che sembrava innocente

Quando arriva settembre, molti proprietari pensano all’inverno. Si abbassa il livello, si pulisce, si prepara la vasca per l’autunno, in particolare con una copertura anti-foglie per piscina. In questo caso, il proprietario ha collegato il tubo di scarico della piscina nel fosso che delimita il suo terreno, come spesso si fa senza pensarci.

Il ragionamento è semplice: è acqua, il fosso serve a evacuare l’acqua, quindi va tutto bene. Nessuno si è chiesto cosa contenesse realmente quell’acqua, né dove sarebbe finita.

Tre settimane dopo: l’ispezione inaspettata del Comune

Circa tre settimane dopo lo svuotamento, il Comune si è manifestato. Le ispezioni del fosso e i reclami dei vicini sono bastati per attivare un intervento. Il fosso, spesso collegato alle acque superficiali o a un corso d’acqua, non è una discarica aperta agli scarichi privati.

Risultato: il proprietario ha dovuto intervenire sulla sua installazione. Una trincea è stata scavata per bonificare la situazione ed evitare che nuovi scarichi proseguissero verso lo stesso punto. Questo tipo di lavoro richiede tempo, denaro e a volte crea tensioni con i vicini.

Come svuotare la piscina senza violare le norme

La procedura corretta richiede pochi passaggi, purché si cominci prima di aprire la valvola. Ecco l’ordine da seguire:

  1. Sospendete l’aggiunta di cloro e di prodotti chimici una quindicina di giorni prima dello svuotamento, per permettere al disinfettante di scomparire naturalmente.
  2. Controllate l’acqua con strisce reattive: deve avere praticamente zero cloro e un pH vicino alla neutralità.
  3. Informatevi presso il Comune o presso il gestore della rete sullo scarico autorizzato.
  4. Se lo scarico nelle acque superficiali è autorizzato, svuotate a bassa portata per non sovraccaricare le condutture.
  5. Altrimenti, distribuite l’acqua sul vostro terreno, lontano dalla fossa biologica, dalle fondamenta e dal confine con il vicino.

La fognatura pubblica (il sistema di raccolta acque reflue) è il più delle volte esclusa per uno svuotamento completo. I depuratori non sono dimensionati per ricevere decine di metri cubi in una sola volta.

Il test prima dello svuotamento: l’acqua deve essere « pulita » per l’ambiente

Un tasso di cloro residuo praticamente zero e un pH corretto sono i due parametri che la maggior parte dei Comuni richiedono prima di autorizzare uno scarico. Se uno dei due è errato, aspettate qualche giorno in più e ripetete il test.

Perché l’acqua di piscina non è acqua ordinaria

L’acqua di una piscina non ha nulla a che fare con l’acqua piovana. Contiene cloro o altri disinfettanti, stabilizzanti, correttori di pH e talvolta algicidi. Questi prodotti chimici sono efficaci contro i batteri, e proprio per questo sono nocivi per la fauna di un fosso o di un ruscello.

I pesci, gli anfibi e i microrganismi che vivono nell’acqua di un fosso tollerano male l’acqua clorata. Uno svuotamento massivo può provocare erosione delle sponde, allagare una particella vicina o sovraccaricare il sistema durante un episodio di pioggia. Scaricare decine di metri cubi in poche ore non è mai neutro.

Esiste una declorazione naturale: lasciata a riposo, senza nuovi apporti, l’acqua perde il cloro grazie all’effetto del sole e dell’aria. Questa pazienza è la migliore alleata di uno svuotamento riuscito, e non costa nulla.

Cosa dicono davvero la legge e le norme

Diversi testi disciplinano questo argomento. Il regolamento comunale stabilisce generalmente dove e come le acque di piscina possono essere scaricate. Molti Comuni vietano ogni scarico diretto nel fosso o nelle acque superficiali senza preventiva autorizzazione.

Il D.Lgs. 152/2006 disciplina lo scarico di sostanze nocive per la fauna e la flora. Le sanzioni amministrative previste dagli articoli 133 e 137 possono essere significative nei casi più gravi. Nella pratica, un privato sarà generalmente sottoposto a diffida, sanzione amministrativa e obbligo di bonifica dei luoghi.

Il codice civile, inoltre, stabilisce principi sulla gestione delle acque: il proprietario di un fondo non deve subire i danni causati dallo scarico artificiale di un vicino. Un proprietario che dirige l’acqua della sua piscina verso il terreno altrui impegna la sua responsabilità civile e può dover indennizzare i danni.

Cosa ricordare per il prossimo svuotamento

Il fosso non è una soluzione automatica, anche se si trova di fronte a casa vostra. Prima di aprire la valvola, bastano due telefonate: al Comune per conoscere il regolamento locale, poi al gestore della rete se si considera un collegamento.

Una vasca la cui acqua è stata lasciata senza trattamento, testata e poi scaricata a bassa portata non pone in generale problemi. In autunno, questa preparazione evita soprattutto di ritrovarsi, come questo proprietario, a dover eseguire lavori di bonifica tre settimane dopo un gesto fatto in cinque minuti.

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Margot Delacroix teste et analyse les solutions pratiques qui transforment quotidiennement un logement. Passionnée par les économies d'énergie et l'optimisation de l'habitat, elle explore les alternatives simples aux équipements coûteux et décortique les innovations qui font vraiment la différence dans une maison.
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