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Perché non vedi mai il riccio che visita il tuo giardino

Un petit mammifere epineux accroupi au pied d'une haie

Escrementi sul prato, una ciotola svuotata al mattino, un fruscio tra le foglie quando scende la sera. Tutto fa pensare che un riccio frequenti il tuo giardino, eppure non l’hai mai visto. Tranquillo: nella maggior parte dei casi, invisibile non vuol dire assente.

Un animale notturno e discreto: il primo motivo della sua invisibilità

Il riccio europeo (Erinaceus europaeus) è attivo soprattutto al crepuscolo e di notte. Di solito esce dal suo rifugio dal tramonto e vi rientra alle prime ore del mattino. In quelle ore tu dormi, oppure sei in casa con le finestre chiuse. Il suo orario di attività coincide raramente con quello in cui guardi fuori.

È anche molto discreto. Costeggia siepi, muretti e bordure, evita i prati aperti e si ferma o si raggomitola al minimo rumore o alla minima luce. Basta una lampada da giardino o un faro con sensore di movimento per farlo fuggire o per immobilizzarlo nell’ombra di un cespuglio.

Il suo pasto si svolge dove tu non guardi. Cerca insetti, lumache, limacce e lombrichi, frugando sotto le foglie e nell’erba alta. Può quindi restare dieci minuti a pochi metri dalla tua finestra senza che te ne accorga.

Un territorio ampio e spostamenti irregolari: perché passa senza che lo si incontri

Il tuo giardino è solo una piccola parte del suo territorio. Il riccio può spostarsi tra diversi giardini nella stessa notte, seguendo la disponibilità di cibo: attraversa siepi, costeggia fossati e a volte torna per due notti di fila, poi scompare per qualche giorno. I maschi, soprattutto nel periodo riproduttivo, possono percorrere anche alcuni chilometri. Questa presenza irregolare spiega perché trovi tracce senza mai incontrare l’animale.

Anche le stagioni giocano un ruolo. Il riccio va in letargo generalmente da fine autunno fino all’inizio della primavera, a seconda del clima e della disponibilità di cibo. Durante questi mesi non lo vedrai, anche se il suo nido si trova sotto la tua catasta di legna. Può però risvegliarsi durante una giornata più mite e uscire per un breve tratto.

In estate alcuni giardini sembrano svuotarsi. Le femmine restano vicino al nido con i piccoli e poi si spostano in cerca di cibo quando il terreno si indurisce per la siccità e le prede scarseggiano. I ricci si concentrano allora dove c’è umidità e insetti, e questo può allontanarli temporaneamente dal tuo giardino.

Falso mito: « Non lo vedo, quindi non c’è »

Nella maggior parte dei casi è sbagliato. Un riccio può frequentare un giardino per mesi senza che nessuno lo veda. Contano le tracce che lascia, non l’incontro diretto.

I segni che rivelano la sua presenza (e come osservarlo senza disturbarlo)

Il segnale più affidabile restano gli escrementi. Sono neri, cilindrici, lunghi da tre a cinque centimetri, spesso leggermente lucidi. Schiacciandoli con un bastoncino si vedono frammenti lucidi di insetti (ali, zampe, elitre di coleotteri). Questo dettaglio li distingue da quelli di un gatto, più molli e privi di questi resti.

Vale la pena cercare anche altri indizi:

  • impronte di zampe su un terreno soffice o umido, con cinque dita ben divaricate;
  • rumori di sbuffi, grugniti o fruscii tra le foglie la sera;
  • piccole zone di terra rivoltata dove ha frugato in cerca di lombrichi;
  • una ciotola d’acqua o di cibo svuotata, anche se non è detto che la colpa sia dei gatti del vicinato.

Per avere una conferma senza restare al freddo, la fototrappola è il metodo più efficace. Basta un dispositivo economico a infrarossi, fissato a venti o trenta centimetri da terra e orientato verso un passaggio. Davanti all’obiettivo metti un piattino di cibo umido per gatti (senza pesce) o di insetti essiccati, e lascia registrare per una o due notti. Usalo solo occasionalmente, per non creare dipendenza.

Se preferisci osservarlo direttamente, siediti al calar della notte con una lampada munita di filtro rosso o di carta colorata. La luce rossa disturba molto meno l’animale. Resta immobile, in silenzio, a buona distanza, e non toccarlo.

Quando l’invisibilità nasconde un problema reale: insetti, pesticidi, strade e robot tagliaerba

A volte l’assenza non dipende soltanto dalla discrezione. Il riccio è in evidente calo in molte zone, e più cause si sommano. La diminuzione degli insetti riduce la sua dispensa. I pesticidi e i prodotti antilumache lo avvelenano, direttamente o perché mangia prede contaminate. Le strade fanno poi molte vittime, perché si raggomitola invece di fuggire.

Nei giardini esistono pericoli ancora più insidiosi. Un robot tagliaerba che lavora di notte può ferire gravemente un riccio raggomitolato, e spesso il danno passa inosservato. Gli stagni con bordi lisci, le piscine senza rampa, le reti da giardino e le buche profonde sono trappole in cui può annegare o restare intrappolato.

A ciò si aggiunge la frammentazione dei giardini. Quando ogni proprietà è circondata da un muro o da una recinzione senza aperture, l’animale non può più spostarsi tra un giardino e l’altro. Un giardino collegato agli altri è una risorsa, uno chiuso diventa un vicolo cieco. Il riccio perde così zone di caccia e rifugi, e se ne va.

Ecco quando preoccuparsi. Un riccio visibile in pieno giorno che barcolla, resta immobile, appare dimagrito o coperto di mosche è in difficoltà. Anche un cucciolo solo in pieno giorno, o un adulto troppo magro all’arrivo dell’inverno, ha bisogno di aiuto. In questi casi sistemalo con cautela in una scatola di cartone con un asciugamano e una borsa dell’acqua calda tiepida, poi contatta un centro di recupero per la fauna selvatica. Il riccio è una specie selvatica protetta: non è consentito tenerlo in casa.

Come aiutarlo a restare nel tuo giardino

Il primo gesto è lasciargli spazio. Riserva un angolo un po’ selvatico con una siepe fitta, un mucchio di foglie gradito ai ricci, legno morto o sterpaglie. Vi troverà rifugi naturali, insetti e materiale per il nido. Una casetta per ricci acquistata può essere utile, ma non è indispensabile: un mucchio di rami ben collocato spesso funziona altrettanto bene.

Poi apri dei passaggi. Un foro di circa tredici centimetri di lato alla base di una recinzione o di un muro consente al riccio di circolare, senza far passare un cane. Ancora meglio, parlane con i vicini per creare una vera rete di giardini collegati. Un passaggio isolato serve a poco se il terreno accanto resta chiuso.

Per l’alimentazione la regola è semplice: non dare mai latte, che lo fa stare male. Lascia piuttosto un punto d’acqua poco profondo, tutto l’anno, e del cibo umido per gatti senza pesce solo in caso di bisogno, soprattutto in autunno. Il pasto migliore resta quello che trova da solo: lumache, lombrichi e insetti, per cui conviene rinunciare ai prodotti chimici.

Infine, adatta le tue abitudini. Taglia l’erba di giorno, mai di notte con il robot. Controlla i mucchi di foglie e di legna prima di spostarli, e soprattutto prima di bruciare qualsiasi cosa in autunno. Copri le buche, installa una rampa di uscita nello stagno o nella piscina e tieni le reti sollevate da terra.

Se fai tutto questo, potresti non vedere mai il tuo riccio. Ma le feci sul prato, una fototrappola che lo ha ripreso una notte o il rumore dei suoi passi tra le foglie saranno la prova che ha trovato da te un posto in cui vivere bene.

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